mercoledì 13 novembre 2013

Festival Internazionale del Film di Roma: mercoledì 13 novembre, il programma

Comunicato stampa

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
8|17 novembre 2013

Il Festival celebra uno dei grandi autori del cinema contemporaneo: Aleksej Jurevič German Premio alla carriera 2013
In prima mondiale, l’attesa ultima opera del maestro, É difficile essere un dio
Wes Anderson e Roman Coppola incontrano il pubblico, in prima mondiale Castello Cavalcanti
Fuori Concorso Gods Behaving Badly di Marc Turtletaub: quando il Gotha di Hollywood interpreta gli dei dell’Olimpo.

 L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma celebra Aleksej Jurevič German: mercoledì 13 novembre presso la Sala Sinopoli (ore 19), Marco Müller consegnerà il Premio alla carriera 2013 ai familiari del grande cineasta russo Aleksej Jurevič German, scomparso nel febbraio di quest'anno (per la prima volta nella storia dei festival europei, un premio alla carriera verrà dunque consegnato postumo). A ritirare il riconoscimento saranno Svetlana Karmalita, vedova del regista, complice di tutti i suoi progetti più personali e sceneggiatrice dei due ultimi film del maestro, insieme al figlio Aleksej A. German, capofila del rinnovamento del cinema russo contemporaneo (Leone d'argento a Venezia 2008 per Soldati di carta).
Dopo aver visto È difficile essere un dio, ultima opera di German che sarà proiettata in prima mondiale dopo la cerimonia di premiazione, Umberto Eco ha scritto per il Festival un testo sul film. Eccone un breve stralcio: “È probabilmente difficile essere un dio ma è altrettanto difficile essere uno spettatore, di fronte a questo terrorizzante film di German […] In questo inferno, fatto di intolleranza e persecuzione, e di disgustanti crudeltà, si ha la sensazione inquietante che ‘de te fabula narratur’. Forse questo film parla di noi, di quello che potrebbe accaderci, o di quello che sovente ci accade, sia pure sotto forme più blande e meno fisicamente orripilanti. […]  Certamente a petto delle ossessioni di German i film di Quentin Tarantino sono fiabe di Walt Disney”.
Il film racconta la storia di alcuni scienziati inviati sul pianeta Arkanar per aiutare la popolazione locale che sta vivendo una fase storica equivalente al nostro medioevo, in cui sono stati messi al bando non solo gli intellettuali, ma anche chi sa semplicemente leggere e scrivere. Ai protagonisti, che operano in incognito, è stato vietato di influenzare le vicende politiche e storiche del pianeta restando neutrali. Tuttavia, il protagonista, Don Rumata, cerca di salvare dalla gogna gli intellettuali locali e non può evitare di schierarsi: “Cosa faresti al posto di Dio?”.
Per approfondire la vicenda artistica del cineasta russo, il 14 novembre alle ore 10 (Museo MAXXI) si svolgerà la tavola rotonda dal titolo “Il coraggio della forma e la forma del coraggio: il cinema di Aleksej Jurevič German”.

Nel programma di domani, due film in Concorso. Alle ore 16.30 la Sala Sinopoli ospiterà in prima mondiale Lanse gutou, l’opera prima del padre del rock cinese Cui Jian. Premio Tenco 2013, il musicista cinese ha influenzato tre generazioni di fan e ha rinnovato profondamente tutta la musica della Cina. Il suo video musicale “Let Me Be Wild on the Snowfield” ha vinto l’MTV Asia Award. Sul fronte cinematografico, Cui Jian ha lavorato come attore in Beijing Bastards e My Father and Mother e ha codiretto A Good Rain Knows, film che ha chiuso la Mostra di Venezia 2009. Lanse gutou racconta la storia de La Madre, la donna più bella della Rivoluzione Culturale, condannata ai lavori in campagna a causa di una canzone intitolata “La stagione perduta”. Qui conosce un uomo e lo sposa. Dalla loro unione nasce un figlio, Zhong Hua. Quando però la donna scopre che il marito è una spia, gli spara, lo abbandona e trova rifugio in un altro paese. Grazie all’amico Fu Song, l’uomo riesce a evitare un’inchiesta politica. Con il tempo, però, la ferita si trasforma in un tumore e l’uomo decide di rivelare la sua identità a Zhong Hua... La proiezione del film sarà preceduta dal cortometraggio 3D Moshushi dang yu si wuya del geniale protagonista dell’animazione cinese d’autore, Sun Xun (concorso CinemaXXI).
Alle ore 22.30 in Sala Sinopoli, sarà la volta di Sebunsu kodo di Kiyoshi Kurosawa, uno dei capofila del cinema di genere giapponese, autore di film di culto come Kairo e Tôkyô sonata (vincitore del premio Un Certain Regard e di numerosi altri riconoscimenti). Sebunsu kodo racconta la vicenda di Akiko: la misteriosa ragazza giunge a Vladivostok per incontrare l’imprenditore Matsunaga. Akiko non riesce a dimenticarlo da quando le è capitato di cenare con lui. Finalmente lo ritrova, ma Matsunaga si limita a raccomandarle di non fidarsi di nessuno in terra straniera e poi scompare. Akiko ricomincia a cercarlo. La storia d’amore si tinge di giallo… La proiezione sarà preceduta dallo straordinario cortometraggio d’azione, firmato sempre da Kiyoshi Kurosawa, Beautiful New Bay Area Project.

Due i film Fuori Concorso in programma domani: Gods Behaving Badly di Marc Turtletaub (ore 19.30 Sala Santa Cecilia) e Au bonheur des ogres di Nicolas Bary (ore 20 Sala Petrassi). Marc Turtletaub esordisce al Festival nella doppia veste di regista e sceneggiatore, dopo aver realizzato il cortometraggio Looking at Animals, e prodotto film di grande successo come Sunshine Cleaning di Christine Jeffs, American Life di Sam Mendes, Quell’idiota di nostro fratello di Jesse Peretz, e il premio Oscar® Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris. Il film è una favola moderna che vede protagonista una coppia mortale, Kate e Neil, la cui relazione è ostacolata dall’ostilità che divide ancora gli antichi dei greci: ritirati in esilio a Manhattan, si nascondono allo sguardo dell’umanità in una villetta a schiera, trascorrendo il tempo fra schermaglie e liti. Nell’insolita veste di dei dell’Olimpo alcuni dei più celebri attori hollywoodiani: Christopher Walken è Giove, John Turturro Ade, Sharon Stone interpreta Afrodite.
Con Au bonheur des ogres, il regista e produttore francese Nicolas Bary, autore dei cortometraggi Fragile, Before… e Judas, torna a dirigere un lungometraggio dopo I ragazzi di Timpelbach, pellicola tratta dal romanzo di Henry Winterfeld. Il nuovo film di Bary, un mix fra commedia e thriller, è tratto dal primo dei romanzi del fortunato ciclo dello scrittore francese Daniel Pennac che vedono protagonista Benjamin Malaussène, “professione: capro espiatorio”. Sullo sfondo di una Parigi vivace e barocca, Malaussène (interpretato da Raphaël Personnaz) è pagato per addossarsi la colpa di tutto ciò che va storto nel grande magazzino in cui lavora. Quando iniziano a verificarsi dei misteriosi incidenti ovunque lui si trovi, è costretto a scoprire perché, come e soprattutto chi vuole incastrarlo. Con la collaborazione di Zia Julia (Bérénice Bejo), un’intrepida giornalista, si mette sulle tracce dei suoi ignoti persecutori. Nel cast anche Émir Kusturica, compagno di scacchi di Malaussène.

Alle ore 17.30 presso la sala Petrassi, “andrà in scena” l’incontro fra il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Wes Anderson e il regista, attore e produttore cinematografico Roman Coppola. Il “duetto” sarà l’occasione per approfondire la lunga collaborazione fra i due cineasti statunitensi che lavorano insieme fin dal 2004, con il film Le avventure acquatiche di Steve Zissou firmato da Wes Anderson. Successivamente, i due collaborano alla pellicola Il treno per il Darjeeling (2007), diretta da Anderson, prodotta e co-sceneggiata da Coppola, e a Moonrise Kingdom – Una storia d’amore, il film che ha aperto il Festival di Cannes 2012 (regia Wes Anderson, sceneggiatura di Roman Coppola). L’incontro sarà seguito dalla proiezione in prima mondiale di Castello Cavalcanti, il nuovo mediometraggio di Wes Anderson.

Il programma di CinemaXXI ospita in concorso Orlando ferito – Roland blessè di Vincent Dieutre, autore del pluripremiato documentario autobiografico Rome Désolée e artista a trecentosessanta gradi capace di muoversi a suo agio fra musica, pittura, teatro e installazioni. Con il suo nuovo film, Vincent Dieutre scende in Sicilia seguendo la traccia del saggio di Pier Paolo Pasolini nel quale il poeta lanciava il suo angosciato grido d’allarme per la scomparsa delle lucciole, simbolo di tutto ciò che era minacciato dall’estinzione a causa dell’avanzata selvaggia del neoliberismo. Attraversando la Sicilia, in cerca di una testimonianza o una possibilità di resistenza, il regista si affida ai filosofi Georges Didi-Huberman e Pierandrea Amato. In questo suo viaggio sentimentale e iniziatico, incrocia tra altri i pupi di Cuticchio, amori e insorgenze di ribellione. Orlando ferito è un film che analizza ciò che sta accadendo in Europa oggi a partire dall’Italia e dalla sua crisi politica.
Alle ore 17 al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo si terrà la proiezione di O Novo Testamento de Jesus Cristo Segundo João di Joaquim Pinto, produttore  di circa trenta film (in particolare per João César Monteiro) e tecnico del suono per più di cento film al fianco di registi come Manoel de Oliveira, Raúl Ruiz, Werner Schroeter e André Techiné, e Nuno Leonel cofondatore di “Presente”, una casa di produzione attiva in ambito musicale, letterario e cinematografico. Il film segue, dall’alba al tramonto, l’esperienza della lettura del vangelo di San Giovanni, attraverso la voce di Luis Miguel Cintra, uno dei più grandi attori portoghesi di tutti i tempi, protagonista di capolavori quali A ilha dos amores di Paulo Rocha e O sapato de cetim ‒ Le soulier de satin di Manoel de Oliveira. L’attore parteciperà all’incontro che seguirà la proiezione del film moderato dal gesuita, critico cinematografico Virgilio Fantuzzi.
Alle ore 20, sempre al MAXXI, verrà proiettato un programma di quattro medio e cortometraggi: Still Dissolution del videoartista Siegfried A. Fruhauf e Silent Minutes dell’artista visivo e documentarista Olivier Zabat, precederanno la proiezione di Belva nera di Matteo Zoppis e Alessio Rigo de Righi e Au-delà des icebergs di Xavier Christiaens. Nel primo, un sorprendente “documentario fantastico”, la caccia a una belva leggendaria e ferocissima diventa l’opportunità per un’esplorazione del territorio laziale sulle tracce di un attore che ha lavorato con Tomas Milian nei film della serie dell’ispettore Nico Giraldi.
Con Au-delà des icebergs, Xavier Christiaens, autore dei cortometraggi Le Gout du Koumiz e La Chamelle Blanche presentati in numerosi festival internazionali, realizza un film fantastico “sui generis” ritagliando tracce di reale in una costante reinvenzione dell’immagine.  

Alle ore 17 presso il Teatro Studio, verrà proiettato Dal profondo, primo lungometraggio di Valentina Pedicini (Prospettive Doc Italia), autrice di documentari selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. La pellicola, girata attraverso chilometri di gallerie a cinquecento metri sotto il livello del mare, mostra la vita sotterranea di centocinquanta minatori e dell’unica minatrice italiana, Patrizia.  

All’indomani della scomparsa di Carlo Lizzani, il Festival assieme al CSC-Cineteca Nazionale ricorda il regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico proiettando uno dei suoi film più celebri e ammirati, Il processo di Verona. Il film (ore 19.30 Teatro Studio) racconta la vicenda del processo di Verona dal punto di vista di Edda, moglie del principale imputato del processo, Galeazzo Ciano, genero di Benito Mussolini, che viene condannato a morte e fucilato.

Presso il MAXXI alle ore 9.30 si terrà l’incontro “Roma, città dei cinema”, organizzato da ANEC Lazio in collaborazione con il Festival. Due le questioni centrali che coinvolgono il territorio della Capitale e in parte quello della Regione: la possibilità di convertire e restituire alla città i cinema chiusi e la necessità di consentire una multifunzionalità alle strutture aperte e fornire un sostegno diretto ai cinema di città per scongiurare ulteriori chiusure in futuro. Al dibattito parteciperanno Giovanni Caudo (Assessore alla Trasformazione Urbana Roma Capitale), Michele Civita (Assessore alle Politiche del Territorio Regione Lazio), Marta Leonori (Assessore a Roma Produttiva Roma Capitale), Federico Bagnoli Rossi (Segretario Generale FAPAV), Rosario Cerra (Vice Presidente Confcommercio Roma), Anna Maria Giovenale (Vice Preside Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma), Giancarlo Goretti (Vice Presidente ACER). Coordinano i lavori Massimo Arcangeli (Segretario Generale) e Silvano Curcio (Docente alla Facoltà di Architettura della Sapienza). Il sindaco Ignazio Marino esporrà le conclusioni al termine dei lavori.

Per la retrospettiva “Ercole alla conquista degli schermi” sarà proiettato Le gladiatrici di Antonio Leonviola (ore 14.30 Teatro Studio), mentre la rassegna “Claudio Gora, regista e attore” propone La grande ombra (ore 17.30 Studio 3).

La sezione parallela Alice nella città accoglie due film: Il sud è niente di Fabio Mollo (ore 11.15 Sala Santa Cecilia) e Heart of a Lion di Dome Karukoski (ore 14.30 Sala Sinopoli).

Il pubblico premia CinemaXXI: dall’ultimo film dell’artista Michelangelo Pistoletto al lungo dibattito sulla Resistenza nel Polesine con Elisabetta Sgarbi; trionfo per Fear of Falling del premio Oscar® Jonathan Demme e auguri in sala per i settanta anni di Wallace Shawn

Il pubblico del Festival Internazionale del Film di Roma premia la programmazione di CinemaXXI, linea di concorso dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale. Almeno quattro i momenti da ricordare nella giornata di ieri, lunedì 11 novembre.

In collaborazione con MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il pubblico ha potuto assistere alla prima internazionale del documentario Twenty-One-Twelve the Day the World Didn't End realizzato dal maestro dell’Arte Povera, Michelangelo Pistoletto, e dal regista portoghese Marco Martins, protagonisti di un appassionante incontro al termine della proiezione. L’artista ha condiviso con il pubblico e la stampa un’appassionata riflessione sul ruolo dell’arte e del suo rapporto con il cinema.

Grande successo per la prima mondiale del documentario Quando i tedeschi non sapevano nuotare di Elisabetta Sgarbi, uno tra i più originali nuovi talenti del cinema italiano. Alla proiezione è seguito un dibattito, prolungatosi fino a tarda serata, sulla Resistenza nel Basso Ferrarese e nel Polesine che ha coinvolto per oltre un’ora la platea del Teatro Studio.

Lunghi applausi in una Sala Petrassi gremita di pubblico al termine della prima mondiale di Fear of Falling, il nuovo lungometraggio del premio Oscar® Jonathan Demme. Allo scoccare della mezzanotte gli spettatori hanno festeggiato i settant’anni dell’attore e commediografo Wallace Shawn, protagonista del film. Sulle note di “Happy Birthday”, si sono uniti agli auguri anche il regista Demme e gli attori Lisa Joyce e Jeff Biehl.


Cristiana Caimmi
Fondazione Cinema per Roma
Capo ufficio stampa Festival Internazionale del Film di Roma

Nessun commento:

Posta un commento