È un classico del teatro americano visto attraverso le lenti della
tragedia greca Morte di un commesso viaggiatore in scena all’Elfo Puccini di Milano dal 10 gennaio al 2
febbraio 2014. Il regista Elio De Capitani, dopo Tennesse Williams e Tony
Kushner, ritorna alla letteratura statunitense.
Il cast, eccezionale, mette in scena il sogno americano: il viaggio,
il denaro, la casa di proprietà ed il frigo comprato a rate, la famiglia
solida, due figli, uno più bello dell’altro e, apparentemente, di successo,
brillanti, sportivi. Willy Loman, pater
familias e commesso viaggatore, interpretato da De Capitani, è apparentemente un venditore di
successo. In realtà, però, Willy lo interpreta solamente, lo mette in scena,
lui e la sua famiglia non lo sono. Alla fine, infatti, verrà licenziato, i
figli sono dei quaquaraquà, per citare
il nostro Pirandello ed il suo sogno americano è destinato al più misero
fallimento.
È proprio questo uno dei punti di forza del testo di Arthur Miller,
terzo marito di Marilyn Monroe: accorgersi che il sogno americano, forse, non è
la “Verità” e farlo negli anni ’50, proprio nel momento in cui questo sogno era
all’apice, l’unica via possibile e percorribile.