giovedì 16 maggio 2013

Cina - Studente fa massacrare la famiglia per i troppi compiti


La storia se confermata avrebbe dell’incredibile. Si dice che un ragazzino dell’Henan, nella Cina centrale, ha assoldato due killer conosciuti su internet per fargli uccidere il padre e la sorella maggiore. 
Il motivo? Studiava troppo e non sopportava più le pressioni della famiglia. Si tratta dello sfogo estremo di uno dei tanti principini a cui in vista di una rampante carriera si chiede di andare sempre oltre il limite? Oppure c’è sotto un gioco più sottile, ad esempio un delitto politico mascherato da tragedia familiare?


Da una parte le origini benestanti del ragazzo fanno pensare ad un capriccio perverso come si possono trovare soltanto nelle “buone famiglie”. Il padre, Gao Tianfeng, che il giovane non avrebbe esitato a far fuori assieme alla sorella che lo sorvegliava era infatti un ex funzionario giudiziario che aveva probabilmente investito parecchie risorse per dare al suo pargoletto una formazione degna di un uomo rispettato come lui. In Cina non c’è nulla di anomalo nel sudare sette camicie nello studio, la storia racconta che sono abituati a farlo da secoli con l’unica differenza che se una volta lo si faceva per ottenere un posto vicino all'imperatore  ai giorni nostri lo si fa soprattutto per diventare un imprenditore di successo.
C’è anche un'altra differenza rispetto ad allora ed è il fatto che mentre con lo splendido isolamento della monarchia questo sistema godeva di una continuità priva di turbamenti, nel mondo globalizzato di oggi la torta da dividersi sta diventando sempre più piccola con il passare del tempo. Per questo la competizione tra milioni di “principini” in erba diventa così spietata che in molti - per la maggior parte figli unici che inevitabilmente attirano su di sé tutta l’attenzione dei grandi – non riescono a reggere lo stress e arrivano a suicidarsi oppure nel caso del giovane Gao ad eliminare chi gli ha imposto quella che sentono a tutti gli effetti come una prigione.
Resta comunque il dubbio che questa storia possa nascondere faccende molto più torbide. Il padre di Gao grazie alla sua posizione sarà entrato quasi certamente a contatto con personalità di un certo livello politico, dando magari fastidio a chi è già coi nervi a fior di pelle per la tanto decantata campagna anti-corruzione del nuovo presidente Xi Jinping. Del resto stupisce come un ragazzino sia riuscito ad ingaggiare dei sicari con tanta facilità, a meno che qualcuno non lo abbia aiutato per togliere di mezzo un nemico senza sporcarsi le mani direttamente. Anche questa in fondo è un’abitudine tipica dei cinesi, specialmente in un regime opaco come quello retto dal Partito Comunista Cinese... 

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