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mercoledì 24 ottobre 2012

In arrivo un nuovo capolavoro di Tim Burton: Frankenweenie dal 17 gennaio al Cinema




Tim Burton lo aveva promesso ed è stato di parola: il cortometraggio che girò nel 1984 dal titolo  Frankenweenie è stato riadattato e rielaborato in Stop-Motion. Il film uscirà nelle sale italiane il 17 gennaio prossimo.

Sinossi:
Victor e il suo amico quattro zampe Sparky sono inseparabili. Quando il cagnolino viene investito da un'automobile, Victor, da sempre appassionato di fantascienza, decide di riportarlo in vita a modo suo: il nuovo Sparky ha però fattezze mostruose ed il ragazzo sarà costretto a nasconderlo in casa per non destare sospetti. Ma il cucciolo riesce a fuggire e Victor dovrà convincere amici e vicini che si tratta del vecchio amico di sempre.


Non esiste progetto più autobiografico di questo: solitudine, abbandono e una difficile amicizia sono le tematiche principali della storia enfatizzate dall'artificiosità dello Stop-Motion. Secondo Burton: " si tratta di un qualcosa di molto personale nel quale ho cercato di mantenere inalterato il cuore della vecchia versione, arricchendolo con dinamiche sociali presenti nel mondo dell'infanzia" la sua difficile infanzia  fatta di solitudine e isolamento sociale. 

Partendo da Tim Burton dunque non si può non tenere conto del tema più caldo al regista di Burbank: i racconti di emarginazione. Storie di personaggi profondamente segnati dalla loro diversità fisica e psicologica rispetto ai modelli veicolati dalla società dell’etichetta e delle convenzioni: in questo contesto Sparky è l'elemento unificatore tra la mancata accettazione sociale del ragazzo e la sua. Scacciati, incompresi e diversamente considerati i due finiscono per esser uno lo specchio dell'altro. Suture, cicatrici e chiodi sostituiscono le ferite interiori di un ragazzo al di là del sistema e del perbenismo sociale fatto di banalità e inutili rituali costruiti su mediocri frasi fatte e preconcetti. Amare Sparky significa per Burton guardare oltre, vedere dentro, superare il conformismo e le inutili apparenze.


Se non lo avete mai visto ecco a voi il cortometraggio originale del 1984 più il Trailer del film in Stop-Motion in uscita a gennaio: 




venerdì 19 ottobre 2012

ParaNorman: recensione di un virtuosismo in Stop-Motion



Chissà cosa ne penserà Tim Burton…

Esce l’11 ottobre Paranorman, film d’animazione in stop motion diretto da Sam Fell e Chris Butler e con protagonisti Kodi Smit-McPhee, Casey Affleck, Tempestt Bledsoe e John Goodman.
Il film, prodotto da Laika Entertainment, è girato utilizzando la tecnologia Stop-Motion e sarà distribuito anche in 3-D.
Elettrizzante e mostruosamente divertente, la pellicola è un omaggio ai classici horror anni ’80 con zombie, tombe, cimiteri e tutto il resto.
Una simpatica e ironica rilettura del mondo soprannaturale e della non morte, sintesi della tecnica di Tim Burton applicata allo stile di George A. Romero; il tutto condito da una vivace ironia che sdrammatizza e lo rende un film per famiglie, lanciando allo stesso tempo un sottile e ironico messaggio ai ragazzi più grandi e al loro modo di confrontarsi con ciò che li circonda.

Norman, ragazzo prodigio in grado di vedere gli spiriti, è un eroe (qui ci si discosta dallo stile tematico di Tim Burton): il suo mondo popolato da oscurità e zombie riesce a tirar fuori da lui coraggio, sensibilità e fratellanza per far luce contro le tenebre causate dalla maledizione di una strega che non sarà quello che sembra…

Forte nel film è la tematica riguardante gli stereotipi, le rappresentazioni che per senso comune si attribuiscono all’immagine di una persona. Convenzioni, apparenze e superficialità il tutto fuso dalla verosimile tattilità della Stop-Motion crea un virtuosismo tematico apprezzabile e “tangibile” senza dubbio attivo e funzionale alla buona riuscita dello scorrimento della storia, senza sbavature o affrettate conclusioni ma con un colpo di scena finale (che raramente capita nel cinema d’animazione) nel quale finiscono per confondersi e mescolarsi le sottili linee di confine tra i semplici concetti di bontà e cattiveria. La paura, che se non controllata finisce per cambiare il carattere aprendo le porte al negativo e al pregiudizio, è il collante che tiene insieme tutta la storia che risulta completa, semplice e moderatamente articolata.

Ma cos’è la Stop-Motion? La Produttrice Arianne Sutner lo definisce una vera e propria forma d’arte in cui “i personaggi sono tangibilmente reali; i set che li circondano sono costruiti a mano, e tutto è raffigurato in tre dimensioni”. Anche il Supervisore all’animazione Brad Schiff osserva che “c’è una sorta di anima nella Stop-Motion che nasce dalla tattilità e dal contatto con ciò che si sta lavorando“.



Insomma la tecnica in se, così cara a tanti sperimentatori, è composta da una serie interminabile di fotogrammi realizzati manipolando le ricostruzioni e i personaggi millimetro per millimetro prima di fotografarli per la macchina da presa. E così fotogramma per fotogramma nasce un film in Stop-Motion. Quando tutte queste inquadrature vengono proiettate insieme a una velocità di 24 fotogrammi al secondo ecco l’illusione, ecco la magia, ecco la vita e l’animazione di quei modellini che sembrano svegliarsi e guardare per la prima volta il mondo.

USCITA CINEMA: 11/10/2012
GENERE: Animazione, Commedia, Avventura
REGIA: Chris Butler, Sam Fell
SCENEGGIATURA: Chris Butler
CAST:Anna Kendrick, Leslie Mann, John Goodman, Casey Affleck, Christopher Mintz-Plasse, Jodelle Ferland, Kodi Smit-McPhee
FOTOGRAFIA: Tristan Oliver
MONTAGGIO: Christopher Murrie
MUSICHE: Jon Brion
PRODUZIONE: Laika Entertainment
DISTRIBUZIONE: Universal Pictures
PAESE: USA 2012
DURATA: 92 Min