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sabato 26 ottobre 2013

Lo Hobbit: una trilogia evitabile?

Lo Hobbit-La desolazione di Smaug, secondo capitolo dell'attesissimo prequel della trilogia del Signore degli Anelli, sta per uscire nelle sale e Peter Jackson parla del progetto relativo al terzo film nato in corso d'opera dopo una programmazione che avrebbe previsto 2 sole pellicole.

martedì 1 gennaio 2013

A grande richiesta, il successo 2012 della Tana: Nolan's Trilogy, uno sguardo d'insieme


"Perché i pipistrelli, signor Wayne?
Perché mi fanno paura. Che li temano anche i miei avversari".
(Alfred e Bruce)


Il cerchio si è chiuso. Christopher Nolan ha realizzato la sua prima trilogia cinematografica. Questa nuova visione di Batman, ripensato in chiave più realistica e moderna, offre, ora che è ufficialmente conclusa, la possibilità di un'analisi approfondita della storia sia nel suo insieme sia se considerata nella sua natura tripartita. 

venerdì 5 ottobre 2012

Esagerata una Trilogia per Lo Hobbit? Ecco la Risposta



Lo Hobbit, l'attesissimo prequel della trilogia del Signore degli Anelli sta per uscire nelle sale e Peter Jackson parla del progetto relativo al terzo film nato in corso d'opera dopo una programmazione che avrebbe previsto 2 sole pellicole.


"È troppo presto per parlarne - ha detto Jackson - Abbiamo del materiale di partenza incredibile nelle appendici. Possediamo i diritti delle 125 pagine di note aggiuntive in cui Tolkien espande il mondo de Lo Hobbit, pubblicate alla fine de Il Ritorno del Re e finora ne abbiamo usata una parte. Nelle ultime settimane di riprese, io e Fran abbiamo iniziato a parlare con lo Studio delle cose che non siamo riusciti a inserire, per capire se saremmo riusciti a persuaderli a lasciarci girare qualche altra settimana, forse anche di più, l'anno prossimo. Riguardo a quale forma queste riprese potrebbero prendere, siamo ancora in una fase preliminare di discussioni".

"Ci sono parti di storia che vorremmo raccontare e non siamo stati ancora in grado di farlo.Per esempio quando Gandalf scompare misteriosamente per alcuni capitoli, non è mai stato detto dove andasse. Più tardi Tolkien ha fornito questi dettagli. In queste appendici ha parlato di cosa è successo. Ed era tutto più cupo e serio rispetto al modo in cui era scritto ne 'Lo Hobbit'. Inoltre, per essere onesto voglio fare una serie di film che stia tutta insieme e che permetta a qualche pazzo lunatico di vederli tutti insieme con una consistenza."

Il primo episodio, Un Viaggio Inaspettato, uscirà nelle sale il prossimo 13 dicembre.





mercoledì 12 settembre 2012

Nolan's Trilogy: uno sguardo d'insieme





« - Perché i pipistrelli, signor Wayne?
- Perché mi fanno paura. Che li temano anche i miei avversari. »

(Alfred e Bruce)


Il cerchio si è chiuso. Christopher Nolan ha realizzato la sua prima trilogia cinematografica. Questa nuova visione di Batman, ripensato in chiave più realistica e moderna, offre, ora che è ufficialmente conclusa, la possibilità di un'analisi approfondita della storia sia nel suo insieme sia se considerata nella sua natura tripartita. 

La cura dei dattagli e la stupefacente capacità di stupire lo spettatore con continui colpi di scena fanno di questa serie una delle più stilisticamente riuscite dell'ultimo decennio, se non proprio la migliore in assoluto.
I temi quali  la vendetta, la paura, l'inganno, il tormento interiore, il confine tra realtà e illusione e altri aspetti racchiusi nei suoi personaggi sono stati incarnati non solo dall'oscuro portagonista ma dallo Spaventapasseri, dal Joker e da Bane (voluto da Nolan per creare una sfida per Batman con un villain che lo mettesse alla prova non negli ideali ma nel fisico e nella forza, ma anche per la diversità con Joker) nemici diversi, letali ed eterogenei.
Ma quale tipo di oscurità ha affrontato Batman in questa storia? Abbandonate le fumettistiche e oniriche visioni Burtoniane del personaggio (il terzo e quarto episodio di quella sfortunata serie non meritano nemmeno una recensione) Nolan ha trasfigurato in una fredda concrettezza due tipi di male. Il primo, quello rivoluzionario ed ideologico, è di Ra's al Ghul e della Setta delle ombre (rivoluzione che nel terzo capitolo avverrà grazie a Bane anch'egli collegato al gruppo terroristico) e un male interno, il cancro dell'avidità e del caos: la criminalità organizzata di Gotham col suo fiore all'occhiello, il Joker.

Questo eccezionale personaggio è rappresentante di una follia perversa ed evoluta, tanto concreta e surreale al tempo stesso, è incarnazione del male "autolesionista" della città che la Setta delle ombre avrebbe voluto estinguere a suo modo, senza nessuna diversificazione da individuo a individuo. Questo filone tematico che nasce esterno alla realtà di Gotham rende in definitiva collegati il primo e il terzo capitolo.


La seconda parte è dunque un viaggio introspettivo all'interno del male cittadino, senza intromissioni. Nella rappresentazione di Nolan questo mostro, tanto concreto quanto "invisibile", non ha più le fattezze di Burtoniana maniera (un clown dal grottesco e artistoide aspetto) ma una metafisica non esistenza identitaria dove possano regnare solo caos, anarchia e distruzione di un ordine precostituito, senza nessun piano, senza nessuno scopo idealistico: "Sono come un cane che insegue un automobile. La inseguirò di continuo, ma quando la prenderò non saprò cosa farmene".



Ma dopo aver sconfitto un'anarchia che nasce dal sistema (anche Due Faccie ne è l'emblema) nel terzo e ultimo episodio Batman ne affronta una ancora più pericolosa: quella rivoluzionaria e idealistica che non esprime se stessa con quel tocco di  "signorile" distacco (come nel primo episodio) ma si incarna in una montagna di muscoli chiamata Bane. Di poche parole, questo personaggio, ha molti punti in comune col Pinguino Burtoniano: la vendetta e un esilio forzato, la solitudine, l'amore e l'abbandono sono le forze che muovono il loro dolore. Ciò che invece contraddistingue Bane dal Joker sta appunto nella profondità del movente criminale che ne Il Cavaliere Oscuro-il ritorno ci è immediatamente chiaro. Questo è forse il motivo per cui, nel complesso, l'interpretazione del grande Heath Ledger nel secondo episodio è assolutamente insuperabile. Bane rispetto al "suo" Joker da certamente più punti di riferimento allo spettatore che in qualche modo riesce così a contestualizzarlo. La Setta delle ombre e il comune passato con Ra's al Ghul lo rendono più umanamente concepibile, legandolo strettamente alla storia di Bruce Wayne. Joker, invece, è il puro male nato non si sa dove, non si sa quando, è l'incarnazione di un'entità astratta.



Questa trilogia è dunque il confine tra l'illusione fumettistica di Batman e l'iperrealismo di un male concreto, è la rappresentazione della follia contemporanea. Metafora della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata che rappresentano minacce interne ed esterne al "sistema mondo". 

Non è in dubbio, in conclusione, che un lavoro così introspettivo e accurato abbia creato qualcosa di cinematograficamente significativo.  Questa intuizione realizzativa, tuttavia, non mancherà di inevitabili critiche: il valore artistico del lavoro di Nolan (il regista David Cronemberg ha affermato: "Il miglior film di Christopher Nolan è Memento, e quello è un film interessante. Non credo che i suoi film di Batman siano neanche la metà di quanto fosse interessante quel film, nonostante siano 20 milioni di volte più costosi. Le cose interessanti che sta facendo sono a livello tecnico, girando in IMAX e 3D. È davvero complicato e difficile da fare. Ne ho letto su American Cinematography Magazine, e tecnicamente è tutto molto interessante. I suoi film di Batman, per me, sono però piuttosto noiosi") sarà certamente materia di discussione ai 
posteri. Sicuro è, infatti, che questa trilogia sia ormai certa di trasformarsi in un cult-movie di questi tempi, sulla scia delle grandi trilogie degli indimenticabili anni '80.