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sabato 27 luglio 2013

Wolverine: l’immortale lotta contro se stessi

Non c’è pace per Wolverine. Il suo è un destino senza tempo.
Logan, dopo l’ultima missione con gli X-Men è un uomo che vive ormai in totale solitudine, turbato dagli incubi causati dalla morte di Jean Grey, la fenice, uccisa nell’ultimo capitolo della saga. Ma proprio quando tutto sembra ormai finito ecco apparire nall’ombra il vecchio imprenditore giapponese, Yashida, salvato anni prima da Wolverine dallo scoppio della bomba atomica a Nagasaki. L’uomo, ormai anziano e morente, promette a Logan di liberarlo dalla sua maledizione: vorrebbe dargli ciò che vuole, la mortalità.

lunedì 22 ottobre 2012

X-Men l'inizio: vi consigliamo...cautela


Film scorrevole e ben scritto ma certamente dedicato ai soli fan della serie e con alcune incongruenze con la time-line che solo un appassionato può notare, X-Men:l’inizio, si pone come ennesimo episodio Marvel che pur con tutti i supporti necessari da quelli economici a quelli tecnici rimane un prodotto convincente ma solo per una tranquilla serata di cinema commerciale.
Distribuito dalla Twentieth Century Fox e tratto da un soggetto di Bryan Singer (X-Men, X-Men 2) la pellicola ha sicuramente una struttura diegetica complessivamente ben formata nella quale personaggi, storia ed interpreti sembrano ben mescolarsi, peccato solo per una serie di dialoghi francamente evitabili e scontati.
La storia, incentrata principalmente sul primo incontro giovanile e la sull'amicizia, poi smarrita per questioni “politiche”, di Charles Xavier ( il Prpfessor X) e Erik Lehnsherr (Magneto), trova il suo punto di forza nella capacità di divenire sempre ad un ritmo incalzante e travolgente: a differenza del prequel precedente, caratterizzato da scene di forza inutili, sviluppa un senso psicologico che lega i personaggi ai problemi reali di integrazione giovanile del nostro tempo. E’ dunque un film corale in cerca di una dimensione, un polifonico variegato intrecciarsi di psicologie: le azioni del Professor X e di Magneto risultano in contrappunto creando però un armonia di elementi opposti. I fatti sembrano correre verso una direzione di pace a armonia interna ai mutanti, ma il significato con cui essi affrontano la crisi mondiale va letteralmente nel senso opposto creando incomprensioni e rivalità interne. Queste le parole dello sceneggiatore Zak Penn : “L'idea originale è quella di farmi realizzare uno spin-off sui giovani X-Men, uno spin-off sui personaggi giovani degli X-Men. Ma qualcun altro ha trovato un'idea più interessante [...]. E' stato Mike Chamoy, che ha lavorato spesso con me, ha lavorato anche aX-Men 3. E' arrivato con l'idea di fare un film sui giovani X-Men che non è quello che ti aspetti”
Ma è proprio su ciò che non ci si dovrebbe aspettare che il film risulta poco efficace, non ci sono (forse l’ unica è l’evoluzione della Bestia) elementi totalmente originali.
Lo sviluppo della sceneggiatura riguardante la psicologia di Magneto risulta invece ben articolata: l’idea di fondo poggia sul suo odio, resiste alle avversità e sviluppa il suo potere perché odia, ricordando in un certo qual modo la storia del “Filottete” Sofocleo della letteratura greca.