“Io devo stare qui. Chi la curerebbe, se me ne andassi? Rimarrebbe sola, lo so. Si spegnerebbe il fuoco, sarebbe freddo e umido come una tomba. Quando si ama qualcuno, non si può lasciare anche se si rende odioso. Capitemi, io non odio lei. Odio ciò che l’ha fatta diventare così. La sua malattia.”
Quando nel 1980 Sean S.Cunningham sviluppava il suo progetto sulla realizzazione di Venerdì 13, horror a basso costo ma di forte impatto estetico ed emotivo, uno dei modelli predefiniti che sicuramente prese in esame fu il film Psyco, grande capolavoro del 1960 diretto da Alfred Hitchcock.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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martedì 17 dicembre 2013
martedì 12 giugno 2012
Quando il cinema Thriller incontrò quello Horror: quando Psyco incontrò Jason Voorhees
“Io devo stare qui. Chi la curerebbe, se me ne andassi? Rimarrebbe sola, lo so. Si spegnerebbe il fuoco, sarebbe freddo e umido come una tomba. Quando si ama qualcuno, non si può lasciare anche se si rende odioso. Capitemi, io non odio lei. Odio ciò che l’ha fatta diventare così. La sua malattia.”
Quando nel 1980 Sean S.Cunningham sviluppava il suo progetto sulla realizzazione di Venerdì 13, horror a basso costo ma di forte impatto estetico ed emotivo, uno dei modelli predefiniti che sicuramente prese in esame fu il film Psyco, grande capolavoro del 1960 diretto da Alfred Hitchcock.
Quando nel 1980 Sean S.Cunningham sviluppava il suo progetto sulla realizzazione di Venerdì 13, horror a basso costo ma di forte impatto estetico ed emotivo, uno dei modelli predefiniti che sicuramente prese in esame fu il film Psyco, grande capolavoro del 1960 diretto da Alfred Hitchcock.
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