All'indomani dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Russia sullo smantellamento dell'arsenale chimico di Bashar al-Asad, la comunità internazionale si è affrettata a salutare questa proposta come un'inaspettata ancora di salvezza. Per Obama era l'unico modo di evitare un conflitto impopolare e dagli esiti molto incerti; a Putin (il principale promotore dell'idea) ciò ha consentito di guadagnarsi un po' di prestigio ed evitare la perdita di un importante alleato regionale; infine ai principali rivali del Golfo (Israele, Arabia Saudita, Iran) non è dispiaciuto il mantenimento di un caos che in fondo garantisce molta più stabilità di un accelerato cambio di regime. Ma nonostante siano già passati alcuni mesi la situazione nonostante la minore attenzione dei media è ben lungi dall'essere migliorata.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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martedì 10 dicembre 2013
venerdì 14 giugno 2013
Siria - Gli Stati Uniti giocano la carta del sarin contro Assad
Dopo un lunghissimo tentennare gli Stati Uniti hanno finalmente deciso di armare i ribelli siriani nella loro lotta contro Assad. L'intervento per qualcuno potrebbe essere un po' tardivo visti i recenti successi di Assad che dopo la riconquista di Qusayr sembrava avvicinarsi alla vittoria finale.
Il casus belli dell'intervento americano - che guarda caso capita proprio in corrispondenza delle presidenziali iraniane - è l'utilizzo da parte del regime in varie località (Aleppo, Homs e Damasco) di armi chimiche sugli oppositori, in particolar modo il gas nervino conosciuto col nome di sarin. Ma cos'è di preciso questa sostanza il cui ricorso potrebbe scatenare un conflitto di portata regionale o se dobbiamo prestar fede al nostro ministro della Difesa Mauro addirittura mondiale?
Il casus belli dell'intervento americano - che guarda caso capita proprio in corrispondenza delle presidenziali iraniane - è l'utilizzo da parte del regime in varie località (Aleppo, Homs e Damasco) di armi chimiche sugli oppositori, in particolar modo il gas nervino conosciuto col nome di sarin. Ma cos'è di preciso questa sostanza il cui ricorso potrebbe scatenare un conflitto di portata regionale o se dobbiamo prestar fede al nostro ministro della Difesa Mauro addirittura mondiale?
martedì 14 maggio 2013
Afghanistan - La guerra chimica dei talebani all'istruzione femminile
Andare a scuola per le ragazze afgane non solo è difficile per la scarsità di mezzi e collegamenti, ma sta diventando un pericolo quasi mortale a causa dei talebani. Quando non bastano le intimidazioni spesso ricorrono ad un mezzo di persuasione più subdolo: il gas. Oggi ad esempio è giunta la notizia di centocinquanta studentesse rimaste intossicate in una scuola superiore e l'attacco purtroppo registra solo una minima parte delle vittime di quella che è a tutti gli effetti una guerra contro l'istruzione delle donne.
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