L’Italia non crescerà, nelle migliori delle ipotesi, prima del 2015. Per i giovani si apriranno scenari opachi e nebulosi per il loro futuro lavorativo.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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giovedì 30 maggio 2013
Italia - Disoccupazione Giovanile: vincono i Neet
mercoledì 2 maggio 2012
Il mal di testa dopo la festa
Al di là dell'arcinota crisi economica ci sarebbe da puntare il dito su un mercato del lavoro che si vuole flessibile solo nelle condizioni (orari, straordinari, ferie, ecc.), ma non lo è altrettanto nelle assunzioni. Si pensi al dato sulla disoccupazione under 25 che se non è ai livelli di Atene o Madrid (50%) poco ci manca (36%), ma la cosa non deve tanto stupire visto che le aziende sembrano poco propense a investire su risorse fresche. Quante volte è capitato di trovare annunci che escludono semplicemente perché si chiede gente già altamente qualificata (neanche dovessero far esplodere il registratore di cassa per l'inesperienza!), mentre se si vuole imparare un mestiere bisogna accontentarsi di salari modestissimi a fronte di orari più che normali (e solo perché gli stage - purtroppo per qualcuno - non sono più gratuiti) o addirittura pagando di tasca propria corsi, master o tirocini che spesso e volentieri non offrono alcuna garanzia di proseguimento. Parlando da profano non avrò detto nulla di nuovo, ma forse è proprio questa conclusione l'aspetto peggiore di tutta la storia.
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