Questa mattina il gruppo terrorista al Shabaab ha lanciato contro il governo somalo un messaggio che nessuno si sarebbe mai potuto aspettare da quando i suoi miliziani si sono ritirati da Mogadiscio nell'agosto 2011. E lo ha fatto attaccando direttamente Villa Somalia, il palazzo-fortino presidenziale dove risiede l'attuale capo di Stato Hassan Sheikh Mohamud. L'azione è stata a dir poco spettacolare: all'inizio c'è stata una sparatoria che serviva a coprire l'arrivo di un'autobomba, la cui esplosione è servita a demolire le fortificazioni esterne per consentire ai combattenti di entrare nel compound e proseguire la battaglia contro le restanti forze di sicurezza. Quest'assalto, il primo in assoluto contro Villa Somalia dall'inizio delle ostilità, è servito principalmente a dimostrare al presidente Mohamud che la guerra tra lui e i jihadisti è tutt'altro che conclusa.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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venerdì 21 febbraio 2014
venerdì 9 agosto 2013
Salvo D'Acquisto: il martire in divisa, intervista a Rita Pomponio
Salvo D’Acquisto non partì volontario per l’Africa.
Nei suoi pensieri c’era sempre la famiglia e il suo prossimo ritorno a casa.
Nei suoi pensieri c’era sempre la famiglia e il suo prossimo ritorno a casa.
Questo è quello che Rita Pomponio, nel suo libro Salvo D’Acquisto il martire in divisa, mette in evidenza con grande chiarezza, dando un'immagine umana e quotidiana all’eroe carabiniere morto il 23 settembre 1943.
“Se per Natale non vi sarà possibile venire a Roma, per tale data sarò io
che verrò a Napoli perciò di questo non vi dovete preoccupare eccessivamente, anche
perché mancano soltanto due mesi”. Secondo le ricerche della scrittrice Salvo non aveva
alcuna intenzione di partire per una guerra in cui non credeva:
Sig.ra
Pomponio qual è il dato più significativo del suo libro? Salvo D’Acquisto era
davvero partito per l’Africa Volontario nel 1940?
Uno
degli elementi più significativi della biografia da me prodotta è proprio il
chiarimento riguardo questo equivoco che la storia ci ha lasciato, quello relativo alla
verità sulla presunta volontarietà del giovane Salvo D’Acquisto di partire per
l’Africa. Un dato che dalle mie ricerche si è rivelato inesatto, Salvo infatti non partì volontario.
La storia non sempre ci è stata raccontata in
modo corretto e il mio studio sull’uomo, ancor prima che sull’eroe, mi ha fornito
dati diversi. La mia volontà iniziale era narrare la vita di Salvo D’Acquisto
partendo dalla sua natura umana e quotidiana fatta di messaggi alla famiglia e
di attenzione verso i valori ad essa correlati. L’eroe è descritto proprio
partendo dai suoi affetti più cari. Nel mio libro è presente una descrizione di
questa esplicita non volontarietà di recarsi in Africa che scaturisce dai suoi
precisi scritti.
Perchè ha scelto di fare una biografia su Salvo D'Acquisto?
Presentavo
un libro su Rosa Venerini e invitai fra gli ospiti un Maresciallo dei Carabinieri che mi propose di scrivere questo libro. Inizialmente rifiutai ma
poi, dopo alcune riflessioni e una sempre crescente curiosità, decisi di
accettare. Contattai il fratello, che rimase sorpreso dato che nessuno lo aveva
mai contattato per notizie su Salvo nonostante ci siano stati altri testi e
sceneggiati in tv, e mi dette in modo
gentile e cortese tutte le informazioni che cercavo. Decisi di ricercare la sua
famiglia proprio per dare un valore umano e concreto oltre che veritiero
all’eroe. Il mio scopo era quello di approfondire la ricerca sulla radice di
queste sue immense qualità che lo condussero al sacrificio estremo.
Quale
è stato il percorso che ha condotto?
Questo
libro è la descrizione del viaggio di una persona, volevo dare un immagine vera
ai lettori volevo raccontare la storia di un uomo che ha scelto di morire per
salvare gli altri. Di un uomo che è morto quando ancora poteva salvarsi, non
era ancora periodo di rappresaglia, i tedeschi non volevano uccidere, volevano
solo un colpevole da sacrificare e questo è dimostrato dal fatto che
aspettarono fino a sera. Io nel mio libro non mi sono mai posta in una
dimensione di giudizio ma di racconto, partendo dagli elementi concreti che mi
hanno fornito le mie ricerche. La storia va raccontata nel periodo e
contestualizzata, questo è l’unico modo per offrire un servizio di qualità alla
gente.
Cosa
le ha lasciato dentro Salvo D’Acquisto?
Mi
ha certamente arricchito, mi ha trasmesso la sua umiltà, la sua umanità e il
suo altruismo. Valori sani che oggi sembrano scomparsi. Una delle qualità di
Salvo che mi ha lasciato di stucco fu quella che gli permetteva ogni volta
compiuto un arresto di trovare la pazienza e la calma di spiegare all’arrestato
lo sbaglio commesso. Ma non lo faceva con arroganza o presunzione ma con la voglia vera di redimere e far
migliorare la persona che aveva davanti. Salvo D'Acquisto è un esempio per tutti ancora oggi.
giovedì 13 giugno 2013
Libia - Scudo, la milizia che tiene in pugno il governo
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(Photo: Abdel Magid Al Fergany, AP)
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martedì 19 marzo 2013
Platoon: il primo documentario del Vietnam
Gli eroi non esistono. La guerra non riconosce ne ricchezza ne povertà, il soldato di fronte a se ha solo la sfida con se stesso e il vero nemico è dentro di se.
Questo è Platoon, la storia di una scelta, un percorso di crescita, di consapevolezza e disillusione, nelle tremenda guerra in Vietnam.
Il film di Oliver Stone non ci racconta di eroi o grandi gesta ma la desolante e umana natura all’interno di un contesto di sangue e morte.
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giovedì 20 dicembre 2012
Captain America: il primo Vendicatore dei fumetti
Personaggio dei fumetti, creato da Joe Simon e Jack Kirby nel 1941, il suo vero nome è Steven "Steve" Rogers. Detto affettuosamente "Cap", nonché "Sentinella della Libertà" (poiché incarna gli ideali di libertà e giustizia del popolo statunitense) e "Leggenda Vivente" (in quanto fonte di ispirazione per tre generazioni di eroi), è un supereroe tra i più famosi e la casa che lo pubblicò per la prima volta fu la Timely Comics (in seguito Marvel Comics).
martedì 18 dicembre 2012
"La più bella di tutte": la lettura della Costituzione di Roberto Benigni
"..Nel Lavoro troviamo noi stessi...nella busta paga non troviamo solo i soldi troviamo noi stessi..quella busta paga non è avere è essere...essere...è la nostra indipendenza, la nostra dignità. C'è un legame tra sviluppo e personalità. E i costituenti lo sapevano".
Un grande successo, una spiegazione efficace, penetrante, mai noiosa. Roberto Benigni, con la sua trasmissione "La più bella di tutte" andata in onda su Rai 1 ieri sera, ha ricordato, reso omaggio, e riacceso la nostra memoria storica attraverso un'interessante lettura dei principi fondamentale della Costituzione Italiana. Un'interpretazione viva e attiva che certamente merita di essere ricordata e apprezzata e che consente una rivisitazione in chiave moderna di un testo che nel 1947 ebbe la straordinaria capacità di guardare al futuro con speranza e meraviglia. Il momento più intenso? Quello dedicato al concetto di lavoro...un valore che oggi sembra vacillare.
Un grande successo, una spiegazione efficace, penetrante, mai noiosa. Roberto Benigni, con la sua trasmissione "La più bella di tutte" andata in onda su Rai 1 ieri sera, ha ricordato, reso omaggio, e riacceso la nostra memoria storica attraverso un'interessante lettura dei principi fondamentale della Costituzione Italiana. Un'interpretazione viva e attiva che certamente merita di essere ricordata e apprezzata e che consente una rivisitazione in chiave moderna di un testo che nel 1947 ebbe la straordinaria capacità di guardare al futuro con speranza e meraviglia. Il momento più intenso? Quello dedicato al concetto di lavoro...un valore che oggi sembra vacillare.
giovedì 28 giugno 2012
Terminator Salvation
"Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare ....".
Con questa frase nel 1984 iniziava il
primo film di una delle saghe più famose della storia del cinema: Terminator.
Le macchine
infatti hanno tentato di ucciderlo per ben tre volte, la prima per l' appunto
ancor prima che nascesse: lui proprio lui, Jonh Connor, sarà il protagonista
del quarto episodio della famosissima serie. Ritroveremo John nel 2018: nel futuro
post-apocalittico la sua disperata lotta per fermare il dominio delle macchine
e di Skynet lo porterà a conoscere il suo giovane padre Kyle Reese. Egli infatti si
scontra con un futuro che già conosce in una dimensione in cui è consapevole
del sacrificio che 11 anni dopo dovrà chiedere a Kyle per proteggere nel
passato sua madre Sarah.
Proprio da questa struttura si deduce che non è perfettamente corretto definire Terminator Salvation un sequel : il film da una certa prospettiva rappresenterebbe un prequel al primo Terminator visto il paradosso temporale causato da Kyle che diverrà padre dello stesso John.Non sarebbe infatti errato analizzare la saga nella sua struttura circolare in cui inizio e fine sono elementi coincidenti.
Questo
quarto capitolo è diretto da MCG che raccoglie l'eredità del grande Jemes
Cameron (Terminator , Terminator 2 : il
giorno del giudizio) e di Jonathan Mostow ( Terminator 3: le macchine ribelli)
ed è uscito nelle sale italiane il 5 giugno 2009.
Se è vero che è
stata rispettata la time -line dei film precedenti ma
sicuro anche il fatto che la pellicola introduce elementi narrativi e
personaggi mai visti prima: l’ascesa al potere di Skynet e i suoi numerosi
esperimenti per arrivare alla costruzione delle prime unità d’ infiltrazione
tra gli umani: i terminator.
Oggi più che mai il valore di questo film è di un attualità sconvolgente
se consideriamo la società in cui viviamo sempre più guerrafondaia e violenta
espressione di un umanità che fatica a trovare se stessa, la propria importanza e il suo
significato esistenziale.
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