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mercoledì 19 febbraio 2014

Ucraina - Svoboda, il lato oscuro della protesta


Ieri la guerra tra piazza Maidan e il presidente Yanukovich ha raggiunto il punto più sanguinoso dall'inizio della protesta a novembre. Nel momento in cui vi scrivo si parla di oltre venti morti tra forze di polizia e manifestanti, mentre sugli schermi si susseguono le immagini di una Kiev devastata da settimane di battaglia. Gli Stati Uniti e l'Europa, dove spicca l'accesa indignazione della Germania, condannano severamente la repressione di Yanukovich e si preparano a studiare un pacchetto di sanzioni.
Una parte della violenza scatenata nelle strade della capitale è sicuramente dovuta all'eccessiva brutalità delle forze di sicurezza, specialmente le temibili unità antisommossa Berkut, di cui abbiamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa. C'è però un altro responsabile di cui si è parlato molto poco, forse perché nel farlo si teme di delegittimare la causa di tutto lo schieramento anti-Yanukovich.

martedì 28 gennaio 2014

Ucraina - Yanukovich scricchiola. Si dimette il premier Azarov

Con la rivolta che inizia a diffondersi nel resto del paese e i manifestanti che alzano il tiro occupando il ministero della Giustizia, il governo del presidente Yanukovich perde i suoi primi pezzi. Oggi infatti si è dimesso il suo primo ministro Mykola Azarov, il cui posto in realtà era già in bilico come ha dimostrato l'offerta che Yanukovich aveva fatto invano all'opposizione offrendogli la guida del governo.

venerdì 2 novembre 2012

Rientro nei ranghi?


A quasi otto anni spaccati dal sogno della rivoluzione arancione, le ultime elezioni legislative in Ucraina confermano il ripensamento che si è avuto su quest'esperienza, visto che il vincitore è lo stesso Yanukovich che nel 2004 si era visto soffiare la presidenza dopo essere stato accusato di brogli. In fondo Yanukovich era il pupillo di quel Kuchma che aveva governato la nazione dall'indipendenza fino ad allora grazie anche al sostegno di Mosca che nella rivolta temette di perdere l'Ucraina com'era accaduto con gli ex-fratelli baltici.
Oggi il copione si ripete tale e quale ad allora, con l'Ocse che denuncia una campagna e uno scrutinio palesemente a favore del governo, mentre l'opposizione versa in difficoltà anche a causa degli arresti eccellenti come la Tymoshenko che continua a marcire in carcere con scarse possibilità di essere raggiunta da qualsiasi osservatore esterno.
L'unica differenza con il passato è che irregolarità o meno sembra che agli ucraini non gliene importi più molto. Dopo il mezzo pantano in cui è incappata la coalizione arancione e con essa il paese, la gente ha preferito rinunciare a visioni troppo audaci (tra cui l'adesione all'Ue e alla Nato) per mantenere una cauta ambiguità e tenersi buono un vicino russo che ai tempi della sollevazione non aveva la forza e la stabilità di adesso. Le aspirazioni europeiste non sono certo morte del tutto, ma la natura di questo voto (in tutti i suoi aspetti) le svuota di contenuto e lascia Kiev in una posizione all'apparenza più tranquilla del tandem Yushchenko-Tymoschenko ma non per questo meno vulnerabile.

martedì 17 aprile 2012

Gli europei della Tymoshenko


Mancano meno di due mesi all'inizio degli europei di calcio in Polonia e Ucraina, un evento di grande prestigio internazionale nonché motivo di forte orgoglio per due paesi che in un passato non troppo lontano erano ancora imprigionati nella cortina di ferro. Le difficoltà non sono certo mancate, ma nonostante i dubbi iniziali della FIFA lo Stadio Nazionale di Varsavia è già pronto per la prima sfida dell'8 giugno che vedrà i padroni di casa affrontare i greci di Fernando Santos
La Polonia sarà dunque la prima ad inaugurare la manifestazione, mentre l'Ucraina seguirà il giorno dopo con un match che però non riguarderà la sua stessa nazionale, che invece giocherà ben tre giorni dopo l'inizio degli europei. Un ritardo che sembra ricalcare le profonde differenze tra i due paesi: l'uno, dopo la torbida parentesi dei gemelli Kaczynski, quasi pienamente integrato in Europa; l'altro che nella sua oscillazione tra la democrazia e l'autoritarismo sconta numerosi deficit di legalità.
Lo si può vedere nell'esagerato opportunismo delle strutture alberghiere che hanno aumentato fino a dieci volte i prezzi delle loro camere, dove magari i turisti già spennati consumeranno qualche notte con prostitute a cui il governo sembra disposto a concedere un temporaneo beneplacito. Per non parlare del massacro di cani e gatti randagi per dare una "ripulita" alle strade.
C'è poi una questione ancora più importante che va avanti da mesi e che gli europei di calcio non possono certo occultare, vale a dire il destino dell'ex-premier Yulia Tymoshenko. Alle accuse di abuso d'ufficio, malversazione ed evasione fiscale che hanno portato al suo arresto nell'ottobre scorso si è da poco aggiunta quella di alto tradimento votata dallo stesso Parlamento. E non è tutto visto che l'eroina della rivoluzione arancione rischia di essere condannata addirittura per l'omicidio dell'imprenditore e politico Yevhen Shcherban avvenuto negli anni Novanta.
Considerando la vicinanza delle elezioni parlamentari di ottobre, molti sospettano che gli scandali della Tymoshenko non siano altro che il tentativo indiretto del Presidente Yanukovich di sbarazzarsi di una rivale troppo scomoda. Per il momento la ripercussione più significativa di questa faccenda è stato l'ammonimento dell'Europa durante l'avvio dell'Accordo d'associazione tra Ucraina e Ue, andato comunque a buon fine. La festa può dunque cominciare, tranne forse per i sostenitori della Tymoshenko che, tra il lungo iter giudiziario e uno stato di salute che si aggrava di giorno in giorno, avra' sicuramente ben poco di che entusiasmarsi.