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giovedì 27 febbraio 2014

Thailandia - La crisi nel tunnel


Che i nervi in Thailandia siano a fior di pelle lo si è visto oggi in un centro commerciale di Bangkok, dove una folla inferocita ha quasi linciato Khunying Potjaman, ex moglie del primo ministro in esilio Thaksim Shinawatra. La donna stava facendo shopping in un negozio di lusso, quando un gruppo di manifestanti non l'ha costretta a fuggire nel parcheggio, mentre le sue guardie del corpo per poco non venivano alle mani con i loro aggressori.
La ragione di tanta rabbia, oltre al fatto di mettersi a fare acquisti costosi in un momento di grave crisi politica e sociale, pare essere il semplice fatto che la Potjaman sia stata un tempo sposata con Thaksim. Quest'ultimo, nel caso ci fosse ancora bisogno di dirlo, è il fratello dell'attuale premier Yingluck, accusata di lavorare in casa per il suo ritorno e contro cui è esplosa una protesta che sta paralizzando da più di tre mesi la capitale senza che si veda all'orizzonte nemmeno l'ombra di una soluzione.

mercoledì 19 febbraio 2014

Ucraina - Svoboda, il lato oscuro della protesta


Ieri la guerra tra piazza Maidan e il presidente Yanukovich ha raggiunto il punto più sanguinoso dall'inizio della protesta a novembre. Nel momento in cui vi scrivo si parla di oltre venti morti tra forze di polizia e manifestanti, mentre sugli schermi si susseguono le immagini di una Kiev devastata da settimane di battaglia. Gli Stati Uniti e l'Europa, dove spicca l'accesa indignazione della Germania, condannano severamente la repressione di Yanukovich e si preparano a studiare un pacchetto di sanzioni.
Una parte della violenza scatenata nelle strade della capitale è sicuramente dovuta all'eccessiva brutalità delle forze di sicurezza, specialmente le temibili unità antisommossa Berkut, di cui abbiamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa. C'è però un altro responsabile di cui si è parlato molto poco, forse perché nel farlo si teme di delegittimare la causa di tutto lo schieramento anti-Yanukovich.

venerdì 14 febbraio 2014

Venezuela - Prove di rivolta generale

A meno di un anno dalla morte di Chavez, il clima politico in Venezuela sta raggiungendo livelli da guerra civile. Durante una manifestazione dell'opposizione, organizzata lo scorso mercoledì a Caracas per chiedere la liberazione di alcuni studenti imprigionati, sono comparsi dal nulla degli uomini in motocicletta che hanno iniziato a sparare sulla folla. Nell'assalto sono morte due persone e il panico generale che è seguito ha causato la morte di una terza persona, più il ferimento di almeno altre dieci. E mentre presidente Maduro prometteva di punire al più presto i colpevoli, il suo governo iniziava già a fare le sue mosse per contenere una protesta che lo sta minacciando come non succedeva da molto tempo.

lunedì 10 febbraio 2014

Bosnia - L'esasperazione di un popolo eternamente in sospeso


Alle prime avvisaglie di una nuova protesta, lo staff della Presidenza a Sarajevo non ci ha pensato due volte prima di evacuare gli uffici, mentre il capo della Direzione di coordinamento di polizia ha annunciato le sue dimissioni, perché dice che è "impossibile garantire la sicurezza". Questi due episodi spiegano bene il contesto, ma anche il motivo, della protesta esplosa da qualche giorno in Bosnia-Erzegovina, un paese vicinissimo al cuore dell'Europa eppure ossessionato da fantasmi che sono riusciti a tenerlo fermo un interno ventennio.

venerdì 7 febbraio 2014

Brasile - I mondiali della vergogna

Il 10% dell'aumento del costo del biglietto. È bastato così poco a riempire nuovamente le strade di Rio de Janeiro di manifestanti pronti a sfidare la polizia, che ha dovuto rispondere con azioni di antisommossa.
L'agitazione, che ha causato una decina di feriti e molti arresti, ha rievocato nel paese lo spettro delle grandi rivolte dell'anno scorso, causate dai rincari nei trasporti e dal sentimento che la gente comune stia beneficiando poco o nulla dell'organizzazione degli imminenti mondiali di calcio in Brasile.

venerdì 29 novembre 2013

Thailandia - I dimostranti sfrattano il governo dai suoi palazzi

Hanno iniziato lunedì occupando il ministero degli Esteri, poi durante la settimana hanno fatto irruzione agli altridicasteri più importanti finendo per entrare oggi addirittura al quartier generale dell'esercito. Il copione si direbbe quello di un colpo di Stato - e la Thailandia ne ha conosciuti tanti (quasi venti) nei suoi ultimi ottant'anni - anche se nessuno dei contendenti ha per ora la forza sufficiente a travolgere l'altro lasciando così un intero paese in un caos a tempo indeterminato.

mercoledì 10 luglio 2013

Italia - Grillo incontra Napolitano, nel frattempo il Parlamento si ferma per 24 ore e i Grillini protestano


Non c'è pace per L'Italia. Di oggi la decisione della maggioranza di fermare le attività del Parlamento per 24 ore per consentire al PDL una riunione per "metabolizzare" e "protestare" contro la notizia del giudizio della Cassazione, che avverrà il prossimo 30 luglio sul processo Mediaset, a Silvio Berlusconi.
Nel frattempo Beppe Grillo incontra prima il Presidente Napolitano e poi i giornali in una conferenza stampa dai toni piuttosto accesi, tutto questo mentre al di fuori del Parlamento i parlamentari del M5S protestavano contro la decisione del Governo: