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mercoledì 27 febbraio 2013

Vincitori (Grillo) e Vinti (PD e PDL) di un pasticcio all’Italiana


Le Elezioni del 2013 in Italia sono state la dimostrazione di tre dati fondamentali: l’impossibilità di governare per colpa di una legge elettorale sbagliata, la vittoria del Movimento 5 Stelle primo partito alla Camera con una percentuale del 25,55% andato alle urne senza far parte di nessuna coalizione e la fine del bipolarismo.
Il risultato finale vede un sostanziale equilibrio tra le coalizioni che di fatto ha reso impossibile una vittoria e una maggioranza del centrosinistra al Senato. La coalizione, guidata da Pier Luigi Bersani  con il suo 29,54% alla Camera e il 31,63% al Senato esce vincitrice nei numeri ma sconfitta nel risultato complessivo.

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013 - Divide et non impera


Guardando a mente fredda i risultati definitivi emerge un dato: oltre il 60% dei voti non sono andati a Silvio Berlusconi. Eppure quest'ultimo appare assieme al trionfante Movimento 5 Stelle come uno dei vincitori morali delle elezioni, nonostante la rimonta del Pdl che ha pure smentito le voci di una sua prossima estinzione non gli basti a riprendere il controllo del Paese. Come non basta a nessun'altra forza politica. Eppure lo stallo delle Camere potrebbe entusiasmare il centrodestra più di una vittoria, la quale al massimo sarebbe potuta essere risicata come quella del Pd. L'ingresso di peso dei grillini in Parlamento dopotutto promette di rimescolare tutte le carte in gioco. Ma come?

venerdì 11 gennaio 2013

Italia - I cinque poli della discordia

A un mese e mezzo dalle elezioni la Tana getta nuovamente il suo sguardo sul panorama politico, dove la novità più sostanziale come tutti sapranno è la discesa in campo definitiva di Mario Monti, il quale da jolly in caso di risultato alla greca (un Parlamento paralizzato dall'assenza di un forte vincitore) diviene elemento che complica la scelta di un elettorato già abbastanza perplesso e demotivato.
Rispetto a poco prima delle feste la sfida tra i partiti si è definita molto meglio, talvolta in modo frettoloso e poco convincente, anche se con i tempi ristretti dal tira e molla sull'Election Day e il torpore delle forze politiche svegliatesi di soprassalto dal letargo durato un anno difficilmente si poteva pretendere di meglio.
Dall'era della contrapposizione manichea tra pro e contro Berlusconi siamo passati ad una bella zuffa tra cinque poli, di cui uno in netto vantaggio e altri tre che si contendono con le unghie e con i denti il secondo posto. Facciamo dunque il punto della situazione.