Visualizzazione post con etichetta Sudan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sudan. Mostra tutti i post

lunedì 6 gennaio 2014

Sud Sudan - Kiir e Machar trattano mentre preparano l'assedio finale

Per la pace si è mobilitato persino un vecchio nemico come il presidente sudanese Omar al-Bashir, che incontrerà il suo omologo sud sudanese Salva Kiir a Juba con cui discuterà un possibile accordo di pace tra quest'ultimo e il suo rivale Riek Machar.
Nello stesso tempo i rappresentanti dei due litiganti si sono incontrati in Etiopia dicendosi pronti al dialogo. Ma potrebbe essere anche un pretesto per far abbassare la guardia all'altro e prendere tempo in vista dell'attacco finale. Vista l'attuale situazione sul campo rimarrebbe da chiedersi solo da chi potrebbe venire l'offensiva finale. 

giovedì 25 luglio 2013

Sud Sudan - Il presidente fa piazza pulita del governo

Pochi giorni fa il vicepresidente sudsudanese Riek Machar in un'intervista al quotidiano britannico The Guardian si era detto disposto a correre per le prossime presidenziali del 2015. 
La dichiarazione avrà fatto fischiare le orecchie al presidente Salva Kiir, che con una mossa a sorpresa ha rimosso sia Riek che l'intero esecutivo piombando il paese -  da poco arrivato a due anni d'indipendenza - in un caos che minaccia seriamente la sua sopravvivenza e la stabilità di una regione che tra la Somalia ed Egitto non brilla certo per solidità.

sabato 25 febbraio 2012

L' (in)dipendenza del Sud Sudan


Si è ormai perso il conto di quante volte l'Africa abbia avuto dei tormenti per la nascita di un nuovo stato. E l'ultimo della lista, il Sud Sudan emancipatosi di fatto neppure un anno fa, non fa purtroppo eccezione. Come stupirsene con il discutibile equilibrio sul quale si è consumata la separazione tra i due paesi?
Quello che rimane del Sudan è in preda alla lotta che contrappone il governo di Al-Bashir ai rivoltosi nelle terre del Nilo Azzurro e un tempo vicini a coloro che oggi governano il Sud appena libero. Lo stesso confine con quest'ultimo è ancora oggetto di accese discussioni, poiché la posta in gioco vede la spartizione di aree strategicamente rilevanti e ricche di petrolio. Ed è proprio per la questione petrolifera se, nonostante il recente patto di non aggressione firmato in Etiopia dai due governi, continuano a bollire spiriti esacerbati fino all'estremo.
Dopo l'indipendenza il Sud Sudan ha strappato a Khartoum la maggior parte delle riserve di idrocarburi, ma resta ancora molto dipendente dagli impianti di raffinazione e di distribuzione in possesso della controparte settentrionale. Il governo sudanese di Al-Bashir ha provato allora a sfruttare il vantaggio imponendo un prezzo di transito dieci volte superiore a quello chiesto dai produttori, i quali dopo essersi rifiutati si sono visti sottrarre ingenti quantità di greggio a titolo di rimborso. La reazione del governo sud sudanese non si è fatta attendere e si è concretizzata con l'espulsione del presidente della compagnia petrolifera cinese Petrodar, rea di aver appoggiato le ragioni sudanesi, e l'avvio di una causa legale che vede soffiare davanti a sé la minaccia di guerra. 
La campagna contro i ribelli del Nilo Azzurro minaccia di estendersi oltreconfine e i bombardamenti nei giorni scorsi delle forze aeree sudanesi nella regione Unity del Sud. Che sia una semplice intimidazione o il preludio di una riconquista? La neonata Juba si prepara ad un'infanzia già difficile.