Il gigante del petrolio di proprietà statale Sinopec è stato condannato a pagare più di 120 milioni di dollari per l'esplosione di un gasdotto avvenuto lo scorso novembre a Qingdao (Cina orientale) in cui hanno perso la vita 62 persone e il ferimento di più di 130. È la prima volta in assoluto che il governo di Pechino punisce in modo così severo una delle sue aziende.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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lunedì 13 gennaio 2014
lunedì 6 gennaio 2014
Sud Sudan - Kiir e Machar trattano mentre preparano l'assedio finale
Per la pace si è mobilitato persino un vecchio nemico come il presidente sudanese Omar al-Bashir, che incontrerà il suo omologo sud sudanese Salva Kiir a Juba con cui discuterà un possibile accordo di pace tra quest'ultimo e il suo rivale Riek Machar.
Nello stesso tempo i rappresentanti dei due litiganti si sono incontrati in Etiopia dicendosi pronti al dialogo. Ma potrebbe essere anche un pretesto per far abbassare la guardia all'altro e prendere tempo in vista dell'attacco finale. Vista l'attuale situazione sul campo rimarrebbe da chiedersi solo da chi potrebbe venire l'offensiva finale.
mercoledì 16 ottobre 2013
Russia - La giustizia a caccia di attivisti
Mentre in Italia si discute di amnistia, ma soprattutto di eventuali beneficiari (leggi Silvio Berlusconi) in Russia le porte delle carceri continuano ad aprirsi per gli oppositori al potere. L'ultima riguarda anche un nostro connazionale, Cristian D'Alessandro attivista di Greenpeace a cui il tribunale di Murmansk (penisola di Kola) ) ha appena negato la libertà su cauzione.
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giovedì 25 luglio 2013
Sud Sudan - Il presidente fa piazza pulita del governo
Pochi giorni fa il vicepresidente sudsudanese Riek Machar in un'intervista al quotidiano britannico The Guardian si era detto disposto a correre per le prossime presidenziali del 2015.
La dichiarazione avrà fatto fischiare le orecchie al presidente Salva Kiir, che con una mossa a sorpresa ha rimosso sia Riek che l'intero esecutivo piombando il paese - da poco arrivato a due anni d'indipendenza - in un caos che minaccia seriamente la sua sopravvivenza e la stabilità di una regione che tra la Somalia ed Egitto non brilla certo per solidità.
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sabato 25 febbraio 2012
L' (in)dipendenza del Sud Sudan
Quello che rimane del Sudan è in preda alla lotta che contrappone il governo di Al-Bashir ai rivoltosi nelle terre del Nilo Azzurro e un tempo vicini a coloro che oggi governano il Sud appena libero. Lo stesso confine con quest'ultimo è ancora oggetto di accese discussioni, poiché la posta in gioco vede la spartizione di aree strategicamente rilevanti e ricche di petrolio. Ed è proprio per la questione petrolifera se, nonostante il recente patto di non aggressione firmato in Etiopia dai due governi, continuano a bollire spiriti esacerbati fino all'estremo.
Dopo l'indipendenza il Sud Sudan ha strappato a Khartoum la maggior parte delle riserve di idrocarburi, ma resta ancora molto dipendente dagli impianti di raffinazione e di distribuzione in possesso della controparte settentrionale. Il governo sudanese di Al-Bashir ha provato allora a sfruttare il vantaggio imponendo un prezzo di transito dieci volte superiore a quello chiesto dai produttori, i quali dopo essersi rifiutati si sono visti sottrarre ingenti quantità di greggio a titolo di rimborso. La reazione del governo sud sudanese non si è fatta attendere e si è concretizzata con l'espulsione del presidente della compagnia petrolifera cinese Petrodar, rea di aver appoggiato le ragioni sudanesi, e l'avvio di una causa legale che vede soffiare davanti a sé la minaccia di guerra.
La campagna contro i ribelli del Nilo Azzurro minaccia di estendersi oltreconfine e i bombardamenti nei giorni scorsi delle forze aeree sudanesi nella regione Unity del Sud. Che sia una semplice intimidazione o il preludio di una riconquista? La neonata Juba si prepara ad un'infanzia già difficile.
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