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lunedì 27 gennaio 2014

Cina - Il campione dei diritti civili Xu Zhiyong condannato a 4 anni di carcere

"Avete spazzato via l'ultima traccia di credibilità per lo stato di diritto" è il primo commento a caldo di Xu Zhiyong alla sua condanna di ieri a quattro anni di carcere con l'accusa di 'assembramenti illegali e minaccia all'ordine pubblico'.
Ma per molti Xu, fondatore del Movimento dei nuovi cittadini (Xin gongmin yundong), starebbe pagando semplicemente il suo essere critico della situazione dei diritti nel suo paese. Ma a rendere ancora più paradossale la vicenda è l'impegno di Xu nella lotta contro la corruzione e a favore della trasparenza, un tema che a parole starebbe molto a cuore allo stesso governo dal quale è stato arrestato.  

venerdì 3 agosto 2012

Piove sul Partito


Qualche giorno fa ho parlato della decadenza del Giappone mettendolo a confronto con una Cina, dove tutto non è comunque rose e fiori. Qui mancano circa due mesi al diciottesimo congresso dell'onnipotente Partito Comunista Cinese e nonostante siamo ancora lontani dal momento in cui saranno le elezioni e non questa ricorrenza a cambiare la classe dirigente di questo immenso paese la gente non è più silenziosa come un tempo.
Si pensi alla recente alluvione che ha sconvolto la capitale Beijing, alla furia popolare per una gestione della catastrofe e di infrastrutture a dir poco imbarazzanti, tanto da costare in anticipo il posto al sindaco e al vicesindaco della città adducendo ovviamente la scusa che erano cambiamenti da ricollegare all'imminente congresso. La popolazione però è disposta ad accettare la versione del potere fino ad un certo punto, sfogandosi sui social network e denunciando uno sviluppo troppo rampante che non tiene conto della sostenibilità e della sicurezza, problemi sollevati esattamente un anno prima con l'incidente ferroviario di Wenzhou che costò la vita a quaranta persone.
Non sarà dunque un autunno sereno per il partito, che sta appena superando il discusso caso Bo Xilai, il potente funzionario che osò sfidare il Politburo. A proposito la moglie è stata accusata dell'omicidio dell'uomo d'affari britannico Neil, uomo chiave del suo successo e suo presunto amante. Giusto dell'altro fango sulla memoria dell'aspirante usurpatore.

sabato 17 marzo 2012

Primarie cinesi?


Non ci sono elezioni in vista per la Cina, anche se i fatti di questa settimana hanno il sapore di una campagna elettorale. Tutto parte da Chongqing, una delle quattro municipalità controllate direttamente dal Partito Comunista, dove il segretario locale Bo Xilai ha saputo costruirsi con il tempo la reputazione di uomo di successo grazie al "modello Chongqing": crescita economica a due cifre, pugno duro contro la criminalità organizzata e soprattutto una rinnovata enfasi sull'ideologia politica. A tale scopo Bo ha rispolverato nientemeno che i vecchi slogan della Rivoluzione Culturale, sollevando una critica non tanto malcelata all'affarismo che avrebbe svuotato di sostanza l'attuale classe dirigente e secondo lui avrebbe buone probabilità di proseguire con il delfino Xi Jinping. Con queste premesse il Congresso del Partito del prossimo autunno, dove si sceglierà la prossima generazione politica alla guida di Pechino, si annunciava più agitato che mai.
Un giorno accadde però qualcosa d'insolito: un'uomo entra nell'ambasciata americana a Chengdu e ne esce soltanto 24 ore più tardi per essere condotto a Pechino, dove sarà sottoposto a "cure mediche per stress da troppo lavoro". Il protagonista di questa curiosa vicenda è Wang Lijun, vicesindaco di Chongqing e capo della polizia locale, recentemente coinvolto in uno scandalo di corruzione per salvarsi dal quale, si dice, abbia venduto informazioni compromettenti proprio del suo capo Bo. E neanche a farlo apposta questi è stato da poco rimosso dal suo incarico per venire sostituito da un uomo vicino al decano ed ex-presidente Jiang Zemin.
Ancora una volta il potere centrale sembra risolvere a modo suo le proprie divisioni interne, cercando di riassorbire il più velocemente le tensioni con il recente intervento di Wen Jiabao. Nel suo ultimo discorso da premier Wen ha infatti richiamato all'attenzione per una seria riforma politica che allontani lo spettro di pericolose nostalgie e renda più difficile l'emergere di spaccature come quella avvenuta nel Chongqing. La strada di Xi Jinping, che ha approfittato della questione per lanciare un'appello all'unità del partito, appare sempre più spianata...