C’è un ragazzo che dal mese di agosto ha scelto di non toccare cibo, in disaccordo con la sua prigionia dettata dalla ragion di Stato che ti butta in cella senza tanti
convenevoli.
Il suo nome è Samer Issawi e si batte per il popolo della Palestina,
gridando contro il prevaricare di un Golia (Israele) che impaurito dagli spettri
intorno al suo cortile troppo spesso commette degli errori e quasi mai ne vuol render conto. Samer adesso è in fin di vita, convinto che la
sua agonia fosse l’unica via per gridare fuori dal carcere l’ingiustizia che
lui e tanti altri stanno vivendo. Com’è stato possibile arrivare a cotanta sofferenza?


