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martedì 5 febbraio 2013

Russia - Non è un paese per gay (e non solo...)

Anton Krasovsky non è un giornalista sprovveduto in Russia: ha lavorato per il canale NTV di proprietà della Gazprom, ha condotto diversi programmi ed è stato scelto persino per curare la campagna elettorale di uno dei candidati delle ultime presidenziali, il miliardario Mikhail Prokhorov. Ma il suo ottimo curriculum non gli è comunque bastato ad evitare il licenziamento nella rete Kontr.tv. La sua colpa? Aver ammesso in diretta di essere omosessuale in un paese dove ormai è diventato persino proibito parlarne.

sabato 2 febbraio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero sei

I protagonisti di questa settimana della Tana appartengono tutti al mondo arabo e mediorientale visto che si tratta dell'Egitto, d'Israele e del Mali. Continua la contrapposizione tra il presidente Morsi e il movimento di piazza Tahrir con il preoccupante rafforzamento dell'esercito che sta rendendo la terra dei Faraoni un vero e proprio stato di polizia.
Israele da parte sua vive un parziale disgelo con l'Autorità Nazionale palestinese, anche se proprio per la Cisgiordania raccoglie una condanna da parte della comunità internazionale mentre agisce in modo non molto chiaro nei cieli dell'arcinemesi siriana.
Resta infine il Mali che vede l'irresistibile avanzata della coalizione franco-maliana sebbene la vittoria a portata di mano non garantirà come in molti scenari simili una completa risoluzione del problema. Buona lettura :)

sabato 26 gennaio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero cinque

Nel numero degli Esteri di questa settimana i protagonisti scelti dalla Tana i protagonisti sono Israele, Grecia e Regno Unito. Nel primo caso ci sono ovviamente le elezioni che hanno ridimensionato le ambizioni di Netanyahu che avrà più difficoltà a far confrontare il suo paese con un'area in perenne fermento.
La Grecia si è distinta invece per il lungo sciopero dei dipendenti della metropolitana di Atene che ha scatenato una durissima reazione del governo con una misura d'emergenza che farà senz'altro discutere.
Concludiamo con il governo conservatore di David Cameron che nella sua oscillazione tra timido europeismo e pulsioni isolazioniste ha seminato malcontento sia nell'Unione che in America. Buona lettura ;)