In questi giorni il Supremo Tribunal Federal - che in Brasile è l'equivalente della nostra Corte Costituzionale ha ordinato l'arresto di dodici persone, per la maggior parte politici, dopo la loro condanna per lo scandalo conosciuto come Mensalao. La parola che in portoghese indica uno "stipendio mensile" molto generoso ha battezzato un sistema di corruzione scoperto nel 2005 che è arrivato a toccare l'acclamatissimo presidente Luiz Inàcio Lula da Silva, costringendolo a pubbliche scuse verso il suo popolo. E ancora oggi il Mensalao continua a far parlare di sé, con una piccola tappa anche nella nostra malandata Italia.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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mercoledì 20 novembre 2013
venerdì 21 giugno 2013
Brasile - La rabbia dietro la festa
Ma alla fine gli azzurri taglieranno la corda? In queste ore si rincorrono voci e smentite sulla possibile interruzione della Confederations Cup, dove sta partecipando anche la nostra nazionale di calcio che ha battuto seppur con qualche difficoltà il Messico e Giappone in vista del grande match di domani proprio con gli ospiti di casa.
Nel frattempo per le strade di Brasilia, Rio De Janeiro, Belem e molte altre città un'ondata di manifestanti come non si era mai vista sta sfidando apertamente il governo di Dilma Roussef e con lei un'idea di Brasile forse troppo ebbra dei suoi ultimi successi per vedere la bomba sociale pronta ad esplodere da un momento all'altro.
lunedì 23 aprile 2012
La riscossa dell'America Latina
Mi capita raramente di parlare del Sud America, colpa di un abitudine che fa, ingiustamente, considerare questa terra un luogo remoto e allo stesso tempo irrilevante per l'ingombrante vicino a stelle e strisce. Ma quante cose sono cambiate negli ultimi anni e quante ne stanno cambiando ancora, come dimostra questa bella foto delle donne latinoamericane al potere (altro che la Minetti o la Santaché nostrane...) che considero l'emblema di un continente in ascesa.
L'America latina non vuole più essere sottomessa né taciturna, ma dare prova di assertività e orgoglio come stanno facendo, seppur in modi diversi, la presidente brasiliana Dilma Rousseff e l'argentina Cristina Férnandez de Kirchner. La prima facendo tesoro dell'eredità di Lula per proiettare un gigante che nei prossimi anni ospiterà due importantissimi eventi internazionali (Mondiali e Olimpiadi) e si sta impegnando assieme agli altri paesi emergenti (Brics) per un ordine alternativo/complementare a quello occidentale. L'altra battendo il tasto dello spirito nazionale con l'annosa questione delle Falkland e giocando mosse azzardate come la parziale nazionalizzazione della compagnia petrolifera Repsol-Yof, una tattica che al di là della sua legalità o meno (a rimetterci saranno soprattutto gli spagnoli) sul lungo termine della caccia sempre più serrata delle risorse potrebbe risultare molto vantaggiosa per il paese.
A caratterizzare il Sud America quindi non è più l'autocompiacente machismo alla Chavez, uno schieramento che nell'ultimo Vertice delle Americhe ha confermato la sua parabola discendente con una partecipazione frammentata ed inconcludente, ma una forza ed una concretezza tutta al femminile. Questa storia potrebbe insegnare qualcosa pure al buon vecchio stivale...
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