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giovedì 23 gennaio 2014

Sud Sudan - Firmato il cessate il fuoco in Etiopia

Associated Press
È di pochi minuti la notizia che i rappresentanti del presidente sud sudanese Salva Kiir e il suo rivale Riek Machar hanno firmato ad Addis Abeba, in Etiopia, un cessate il fuoco che dovrà essere applicato entro le prossime 24 ore.

giovedì 16 gennaio 2014

Vaticano - Lo scandalo pedofilia arriva alle Nazioni Unite

In questi giorni si fa un gran parlare di Ginevra per via della conferenza di pace sulla Siria o gli accordi per il nucleare iraniano. Oggi è tuttavia in corso un altro importantissimo incontro delle Nazioni Unite che interessa una nazione molto più piccola, ma non per questo meno importante.
Si tratta della comparizione del Vaticano davanti una commissione di esperti per discutere sui casi di pedofilia che hanno macchiato la reputazione della Santa Sede negli ultimi anni. Un confronto che per i temi trattati e i soggetti coinvolti si annunciava davvero delicato e spinoso.

venerdì 30 novembre 2012

Palestina - Un giocatore chiamato Abu Mazen

Abu Mazen come ogni buon politico che vuole lasciare il proprio segno nella storia, aveva proprio bisogno di questo voto dell'Onu. Finora l'erede di Yasser Arafat aveva raccolto soltanto perplessità e sconcerto per una leadership corrotta e apparentemente incapace di rispondere a tono alle prevaricazioni del vicino israeliano. E che secondo qualcuno avrebbe favorito indirettamente l'ascesa del gruppo più radicale di Hamas, che con i suoi lanci di razzi da Gaza e le conseguenti rappresaglie israeliane avrebbe riportato il processo di pace indietro di decenni. L'attesa per giovedì era perciò trepidante.

domenica 24 giugno 2012

Il topolino di Rio


Ci sono voluti vent'anni per organizzare una nuova conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile, un po' troppo considerando che durante questo intervallo sono seguiti vari meeting dalla partecipazione più o meno ristretta e dagli accordi scarsamente efficaci. Comunque oggi come allora l'incontro si è tenuto a Rio de Janeiro, città simbolo di un Brasile che è anche il secondo produttore mondiale di una possibile e al contempo discussa alternativa ai combustibili fossili, ossia il bioetanolo.
L'argomento in discussione resta però il Rio+20, che al momento della chiusura registra un risultato non molto diverso dai suoi predecessori. Ai buoni intenti, soprattutto la volontà di far decollare la green economy con Germania e Giappone in testa, fa da contraltare l'assenza di una strategia globale che aiuti i paesi emergenti a fare proprio lo sviluppo sostenibile senza doverne per forza soffocare la crescita.
Di chi sarà la colpa? Della scarsa volontà politica di partecipanti che tra crisi, elezioni e venti di guerra hanno ben altro a cui pensare oppure delle multinazionali, le quali che continuino ad inquinare o che trovino nel green business un modo come un altro di penetrare i mercati locali alla fine vincono sempre?