Quando un incasso sensazionale si mescola ad un immaginario filmico affascinante e visionario: James Cameron e Steven Spielberg.
Registi di film quali Lo Squalo (1975) Terminator (1984) Aliens (1986) Indiana Jones (4 film dal 1984 a oggi) e non ultimo in ordine di importanza lo strabiliante Avatar (2010), hanno letteralmente costruito uno stile filmico di intrattenimento. Soprattutto negli anni ’80 nacque la concezione del cinema come strumento popolare di massa metafora delle trasformazioni del mondo...
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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lunedì 21 ottobre 2013
sabato 13 aprile 2013
Terminator: racconto di un processo di disumanizzazione
"Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente... Oggi."Vogliamo rivivere una delle saghe cult più affascinanti del cinema degli ultimi trent'anni, una rivoluzione culturale che ha aperto per l'umanità il delicato quesito sulla responsabilità di creazioni di intelligenze artificiali e sul ben più complesso processo di disumanizzazione della società contemporanea.
Tutto questo sotto la regia visionaria di un genio di nome James Cameron...
mercoledì 6 febbraio 2013
The Last Stand: l'ultimo flop
Il ritorno da protagonista del leggendario Arnold Schwarzenegger sta deludendo le aspettative, The Last Stand-l'Ultima Sfida, si sta rivelando un flop al botteghino...
venerdì 22 giugno 2012
Spazi e miti, tra epica e favolistica: Steven Spielberg e James Cameron
Quando un incasso sensazionale si mescola ad un immaginario filmico affascinante e visionario, nel campo della fantascienza, vengono subito in mente due nomi: James Cameron e Steven Spielberg
Registi di film quali: Lo squalo (1975) Terminator (1984) Aliens (1986) Indiana Jones (4 film dal 1984 a oggi) e non ultimo in ordine di importanza lo strabiliante Avatar (2010), i due hanno letteralmente ricostruito uno stile filmico di intrattenimento, soprattutto negli anni ’80, in cui trovò la sua consacrazione (non che prima non esistesse) la concezione del cinema come puro svago.
Con una ricerca di una spettacolarità sempre più marcata e sempre più funzionale, in un macro-cosmo cinematografico dove sembra valere solo la legge dell’effetto più riuscito e verosimile, loro sembrano ancora ricercare originalità e contenuto.
Ciò che senza dubbio li accomuna è il perfezionismo e la sperimentazione di nuove tecnologie unite alla contaminazione di generi che svariano in sottotipologie connesse al cinema americano degli anni ’70 definito storicamente “New Cinema” (in reazione alla vecchia concezione americana ormai obsoleta) seguendo scie di artisti e registi indiscussi come Francis Ford Coppola, Woody Allen, Stanley Kubrick e Martin Scorsese.
A partire dagli anni ’90 invece per i due si apriranno due destini diversi; accomunati da una flessione artistica a cui fanno eccezione soltanto due pellicole Jurassik Park (1993), Terminator 2 (1991) e Titanic (1997). Per Spielberg si è aperta chiaramente la strada della produzione (fondando nel 1994 la DreamWorks SKG) con pochissime eccezioni riguardanti i sequel dei suoi più fortunati film come: Il Mondo perduto (1998), Jurassik Park III (2003) e Indiana Jones e il regno del tempio di Cristallo (2008), per Cameron invece ha inizio un decennale silenzio interrotto alla grande, nel 2010, con un film come Avatar.Ma cosa realmente li differenzia? Se per Spielberg la fantascienza è innanzitutto favolistica costruita con occhio raffinato e scrupoloso, Cameron si dirige in un’ altra direzione, ovvero l’epica intesa come canto di nobili gesta in guerre agghiaccianti e disperate dove spicca la figura dell’eroe. Colui che sacrifica se stesso per una causa più grande, in un mondo spazio temporale carico di drammaticità e morte.
Elemento quello drammatico che per il regista dello Squalo è sicuramente meno marcato ma, nella sua accezione tradizionale, è rivolto maggiormente a temi politici e sociali più marcati, come nel film Salvate il soldato Ryan (1998). Spielberg insomma sembra distaccarsi sempre più dall’elemento favolistico, misterioso ed alieno (ET del 1982 o Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977) per avvicinarsi alla concretezza della realtà.
Cameron d’altro canto possiede una concezione più surreale del cinema, sfociando a volte nell’inconscio attraverso metafore visive che risultano sempre convincenti e ben strutturate e dove non mancano riferimenti ad una società malata e materialista. L’umanità è schiava dell’impianto sociale che ha costruito. In film come Aliens, Terminator , Titanic e Avatar l’uomo è sempre vittima delle sue creazioni e il risultato di questo eterno duello lo vede quasi sempre sconfitto, nonostante la presenza del personaggio-eroe di turno.
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