Alla fine in India ha vinto l'intolleranza. Quattro anni dopo la sentenza dell'Alta Corte di Delhi che aveva aperto la strada verso l'abrogazione dell'articolo 377 del Codice penale. Questa legge che risale all'epoca del dominio britannico e puniva chiunque avesse rapporti omosessuali con ben dieci anni di reclusione o addirittura l'ergastolo, un comportamento che secondo i giudici della capitale non costituiva più reato.
Questo fino a quando la Corte Suprema non ha deciso di far fare marcia indietro al paese, giudicando il verdetto incostituzionale scatenando un enorme delusione tra una comunità gay che in casa non gode certo di un vento favorevole.


