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martedì 21 gennaio 2014

Giappone - Taiji, il cimitero dei delfini



Nel 2009 uscì un film di Louie Psihoyos, fotografo del National Geographic, intitolato The Cove. La pellicola è stata poi premiata agli Oscar dell'anno successivo come miglior documentario, ma nonostante questo successo l'opera è ancora censurata in Giappone. Questo perché racconta di un luogo che ha fatto discutere tutto il mondo: la baia di Taiji, nell'isola meridionale di Honshu, dove ogni anno vengono uccisi in modo spesso crudele centinaia di delfini.

martedì 31 dicembre 2013

Capitan Harlock 3D: dal 1 gennaio al cinema

Pionieri dello spazio tremate! L’Arcadia sta arrivando per il giudizio finale!

Il primo di gennaio preparatevi alla più grande battaglia spaziale per la salvezza della Terra. Esce infatti Capitan Harlock 3D. Il film, in computer grafica, è basato sull’opera originale “Capitan Harlock, pirata dello spazio” scritta da Leji Matsumoto.

In un futuro lontano, nel 2977, la Terra è ormai insufficiente per i suoi 500 miliardi di abitanti. L’umanità ormai divenuta una razza colonizzatrice e nomade avrà una sola speranza per tornare sul pianeta che la corrotta Coalizione Gaia protegge per i suoi piani di dominio e di conquista: Capitan Harlock. Uomo misterioso e immortale, deciso a vendicare la sofferenza subita da lui e da tutti gli esseri umani privati della loro “Madre Terra”, metterà insieme un equipaggio di coraggiosi a bordo dell’Arcadia, la sua nave spaziale. Da quel momento sarà terrore nello spazio…

mercoledì 27 novembre 2013

Cina, Giappone - Il grande gioco del Pacifico

Nei cieli del Pacifico si respira un'aria molto pesante, quasi da guerra. Nell'arco di ventiquattr'ore il Mar Cinese Orientale è stato prima sorvolato da due bombardieri americani B52, a cui la Cina ha risposto facendo salpare poco dopo dal porto di Qingdao la sua unica portaerei (comprata dall'Ucraina) chiamata Liaoning. Tutto questo per due rocce in mezzo al mare per le quali la Cina e il Giappone stanno litigando da anni, facendo vacillare una pace che si credeva forse troppo presto consolidata.

sabato 27 luglio 2013

Wolverine: l’immortale lotta contro se stessi

Non c’è pace per Wolverine. Il suo è un destino senza tempo.
Logan, dopo l’ultima missione con gli X-Men è un uomo che vive ormai in totale solitudine, turbato dagli incubi causati dalla morte di Jean Grey, la fenice, uccisa nell’ultimo capitolo della saga. Ma proprio quando tutto sembra ormai finito ecco apparire nall’ombra il vecchio imprenditore giapponese, Yashida, salvato anni prima da Wolverine dallo scoppio della bomba atomica a Nagasaki. L’uomo, ormai anziano e morente, promette a Logan di liberarlo dalla sua maledizione: vorrebbe dargli ciò che vuole, la mortalità.

sabato 22 dicembre 2012

Il mondo ogni settimana - Numero due

Torna la rubrica settimanale degli Esteri, che viene spostata definitivamente il sabato in quanto mi sembrava piuttosto anomalo chiudere la panoramica di giovedì.
Per la Tana i protagonisti di questa settimana sono gli Stati Uniti, l'Egitto, il Giappone e una menzione speciale per l'India che ci riguarda da vicino.
Buona lettura :)


martedì 18 settembre 2012

Estremizzato Oriente


Non si può negare che Toru Hashimoto (nella foto qui sopra) abbia la faccia da bravo ragazzo. Per questo risulta ancora più incredibile scoprire che questo giovane avvocato di 43 anni potrebbe scatenare uno sconvolgimento politico in Giappone come non lo si vedeva dalla fine della guerra. L'attuale sindaco di Osaka infatti ha intenzione di lanciare un movimento chiamato nientemeno che Partito per la Restaurazione del Giappone, il quale si propone di restituire all'arcipelago i mezzi che l'avevano reso una delle più grandi potenze mondiali. A tale proposito si notano nel programma riforme come un rafforzamento dell'esecutivo e anche un referendum sull'abolizione dell'articolo 9 della costituzione (rinuncia alla guerra) da associare al ridimensionamento della presenza militare statunitense all'interno dei confini nazionali.
Niente a che vedere con il cauto immobilismo del Partito Liberale, il quale assieme al Partito Democratico che solo pochi anni fa è riuscito a romperne il cinquantennale dominio sulla politica, scontano la crescente disaffezione dell'elettorato che potrebbe vedere proprio in Hashimoto un motivo per tornare a sognare. 
Il problema è cosa vuole sognare il Giappone. Forse la gloria di un passato di fronte al quale l'attuale polemica per le isole Senkaku è solo un pallido riflesso (ricco comunque di giacimenti di gas)? Oppure ambisce semplicemente a tornare una nazione normale come le altre? Da qui alle elezioni legislative manca ancora un anno, ma l'ingresso del Partito della Restaurazione nella scena politica giapponese potrebbe avere una forte risonanza sul dibattito in questo paese.
In Cina la situazione non è affatto più tranquilla, perché anche qui la disputa sulle isole, qui chiamate Diaoyu, ha raggiunto livelli di escandescenza soprattutto dopo l'annuncio di Tokyo di aver acquistato la maggior parte degli isolotti da un privato. A Beijing ad esempio si è svolta oggi una manifestazione davanti all'ambasciata giapponese e come se non bastasse cadeva pure l'anniversario dell'invasione nipponica. Non ci saranno state delle folle oceaniche, sebbene a preoccupare di più sono i vari episodi di discriminazione che si sono verificati contro i giapponesi presenti nel continente.
C'è chi vuole ricollegare l'agitazione ad un pretesto per distrarre la popolazione dalla fase di profonda incertezza politica che sta attraversando il Politburo da quando è caduto Bo Xilai. Proprio in questi giorni infatti è suonato un nuovo campanello d'allarme quando il delfino Xi Jinping, colui che molto probabilmente diventerà il prossimo presidente cinese, si è eclissato per circa due settimane per poi ricomparire come se nulla fosse. Non si capisce ancora bene se ciò fosse dovuto a problemi di salute o a tensioni mai sopite nel partito tra la fazione che si richiama al focoso Bo e i seguaci del pragmatico Xi. Impossibile decifrare la verità nella terra degli eterni mandarini.
Ad ogni modo gli sviluppi che stanno avvenendo in queste ultime settimane in Cina e in Giappone offrono molto di che discutere. Alla faccia di chi parlava di fine della storia...

giovedì 26 luglio 2012

L'impero del Sol Calante


Tanto tempo fa in un'isola lontana dei poveri pescatori iniziarono a guardare al di là del mare che erano abituati a vedere da tempo immemore e scoprirono una splendida e raffinata cultura di un gigantesco impero, la quale li lasciò talmente affascinati da spingerli ad adottare parte dei loro costumi e simboli. Un giorno tuttavia videro il loro modello continuamente umiliato da stranieri venuti da molto lontano e per evitare di fare la stessa fine scelsero di imitare i nuovi aggressori, trasformandosi ben presto nel peggior nemico del maestro ridotto all'ombra di se stesso. Il discepolo però a dispetto della sua forza o forse proprio a causa della sua stessa audacia trovò più volte la rovina, laddove il vegliardo serbando calma e pazienza risaliva lentamente la china perduta...
Un'introduzione poetica, forse vagamente moralistica (se non reazionaria) anche se ovviamente non era nelle mie intenzioni, ma avevo voglia di introdurre con questo tocco le alterne fortune dei due giganti dell'Estremo Oriente. Anche se sarebbe il caso di parlare di un solo gigante, la Cina, visto che negli ultimi settant'anni il Giappone ha perso prima la forza politica e con il passaggio del secolo ha assistito anche al declino di quella economica. Due lutti che per la proverbiale ironia della storia sono accomunati dal disastro nucleare: Hiroshima nel 1945 e Fukushima nel 2011. Certo, nell'ultimo caso, i problemi sono cominciati molto prima con il tonfo delle borse del 1998, dopo il quale i giapponesi hanno iniziato a perdere l'ottimismo nutrito dagli straordinari successi nel secondo dopoguerra, finché lo tsunami e gli sconvolgimenti che sono seguiti hanno lasciato questo popolo quasi ammutolito. 
All'inizio di luglio c'è stata una visita del Fondo monetario internazionale allo scopo di rilanciare la locomotiva nipponica con aiuti da svariati miliardi di dollari. Difficile credere che torni a correre come una volta, soprattutto ora che in zona vi sono rivali agguerritissimi. Non bisogna dimenticare inoltre lo stato pietoso dei conti (Tokyo ha il secondo debito pubblico più alto del mondo e una bilancia commerciale sempre meno entusiasmante) che farà sicuramente adottare misure d'austerity anche sotto il Fuji, inficiando ulteriormente l'ambita riscossa. Il ritorno alla normalità di questa splendida terra è dunque possibile, ma quello alla supremazia economica dei tempi d'oro appartiene alla mera illusione...

lunedì 28 maggio 2012

Caccia alla piovra cinese


C'è un gruppo di isolotti in mezzo al Mar Cinese Meridionale degno di memoria per due ragioni. Una riguarda un vascello britannico delle Indie Orientali che andò a sfracellarsi in questo luogo dimenticato e vi fece morire l'intero equipaggio. L'altra, più recente, perché la rivendicazione degli atolli chiamati Scarborough (o Huangyan) ha esacerbato i rapporti tra la Cina e le Filippine. Vuoi perché i pescatori di entrambi i paesi sostengono di battere la zona da secoli, vuoi per i ricchi depositi d'idrocarburi che dovrebbero trovarsi sott'acqua e che nessuno vorrebbe farsi soffiare da sotto il naso.
Negli ultimi giorni la tensione è arrivata alle stelle portando alla cancellazione dei voli cinesi diretti nell'arcipelago, a svariati attacchi hacker nei principali siti filippini e a roboanti dichiarazioni da parte di funzionari pechinesi che mettevano in guardia da ogni possibile violazione di sovranità (anche se Huangyan è geograficamente molto più vicina ai rivali). Una specie di ultimatum, insomma.
Il governo di Manila, già in difficoltà per questioni interne, ha provato a controbattere agitando lo spauracchio dell'alleato americano, che sa essere molto più interessato di un tempo al Pacifico. Ciò non vuol dire che le probabilità di un conflitto su larga scala per le minuscole Scarborough siano elevate, ma questo genere di espansionismo via mare a determinato in buona parte la ridefinizione della strategia statunitense in Estremo Oriente. Concedendo per esempio al Giappone una maggiore autonomia dal punto di vista militare, il recente accordo sullo spostamento di truppe americane da Okinawa va in questo senso, allo scopo di avere un vero alleato piuttosto che una passiva retroguardia strategica (d'altra parte non più inattaccabile) com'è stato finora. E valutando con attenzione le timide aperture di Vietnam e Myanmar che in futuro potrebbero servire a completare la cintura di contenimento già formata da Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Filippine. Il duello nel Mar Cinese continua...