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mercoledì 12 febbraio 2014

Pakistan - Un rapimento per tacere sulla guerra dei droni


Kareem Khan aveva una buona ragione per detestare i droni, gli aerei senza pilota che sono diventati la nuova frontiera della lotta al terrorismo. Cinque anni fa uno di questi velivoli durante un suo attacco nel Nord Waziristan, situata nella caldissima regione tribale confinante con l'Afghanistan e meglio conosciuta come FATA, gli aveva ucciso il fratello e il figlio. Per questa tragedia Kareem aveva avviato una causa legale, che metteva in accusa la stessa CIA. 
La sua storia lo avrebbe presto trasformato in uno dei capifila del movimento anti-drone in Pakistan, ragion per cui era prevista in questi giorni una sua visita a Londra, dove avrebbe testimoniato per far luce su un programma militare che ha complicato non poco le relazioni tra Washington e Islamabad. Probabilmente sono state preoccupazioni del genere a spingere qualcuno ad arrestarlo e a farlo sparire dalla circolazione prima che si potesse imbarcare.

giovedì 9 gennaio 2014

Pakistan - Un adolescente si sacrifica per fermare un kamikaze

Ad Aitzaz quel ragazzo non era piaciuto fin da subito. Gli aveva chiesto dove si trovasse la scuola, nonostante indossasse anche lui l'uniforme scolastica, un particolare che lo aveva fin troppo insospettito. Aitzaz prende allora un sasso, poi si getta addosso su di lui e l'altro a quel punto decide di farsi saltare in aria uccidendo con lui un ragazzo che in men che non si dica è diventato un'eroe nazionale.

martedì 2 luglio 2013

Pakistan - Massacrate dal fratellastro per aver ballato sotto la pioggia

Cosa avranno mai pensato Noor Basra e Noor Sheza quando alcuni mesi fa corsero in strada a ballare sotto la pioggia? Volevano imitare le eroine di Bollywood nell'illusione che la loro allegra spensieratezza riuscisse a spezzare il grigiore del maltempo? Forse anche per questo avevano scelto di registrare quel momento per avere sempre con loro un frammento di felicità in una terra che soprattutto alle donne di solito regala orrore e violenza anche da parte dei loro stessi cari? 
Sono domande che sorgono spontanee dopo quanto è successo in un remoto villaggio del Pakistan settentrionale. Una violenza semplicemente brutale ed assurda.

martedì 14 maggio 2013

Afghanistan - La guerra chimica dei talebani all'istruzione femminile

Andare a scuola per le ragazze afgane non solo è difficile per la scarsità di mezzi e collegamenti, ma sta diventando un pericolo quasi mortale a causa dei talebani. Quando non bastano le intimidazioni spesso ricorrono ad un mezzo di persuasione più subdolo: il gas. Oggi ad esempio è giunta la notizia di centocinquanta studentesse rimaste intossicate in una scuola superiore e l'attacco purtroppo registra solo una minima parte delle vittime di quella che è a tutti gli effetti una guerra contro l'istruzione delle donne.

domenica 12 maggio 2013

Diario dal Mondo - XX settimana


Siamo giunti ormai a venti edizioni degli Esteri della Tana con questa volta come protagonisti il Pakistan, gli Stati Uniti e la Nigeria. 
Voto di sangue in uno degli Stati più pericolosi del pianeta, dove la vittoria di Sharif è stata segnata dai ripetuti attacchi dei fondamentalisti che hanno mantenuto la parola di farla pagare a coloro che avessero osato recarsi alle urne. 
Negli Stati Uniti prosegue il dibattito sulle armi, anche se a far discutere è l'orrore di Cleveland, la sevizia di tre donne passata completamente inosservata per anni. Chiude la Nigeria con i gruppi tribali (Boko Haram e non) che tornano alla carica falciando in una sola settimana quasi un centinaio di poliziotti. Buona lettura ;)

domenica 17 marzo 2013

Il mondo ogni settimana - Numero dodici

Torna il nostro sguardo su quanto successo nel mondo durante l'ultima settimana. I protagonisti della Tana questa volta sono Stati Uniti, Cina e Tunisia.
L'America si è distinta per aver votato su questioni particolarmente sensibili come l'abolizione della pena di morte (Maryland) e il controllo sulle armi (Colorado).
In Cina si è completata l'importante transizione ai vertici iniziata con il congresso dello scorso novembre, ma gli scandali tra élite corrotte e politiche scioccanti non cessano di far discutere nel gigante comunista.
Per concludere una menzione alla Tunisia, che ha finalmente un nuovo governo sebbene la gente inizi a manifestare un'insofferenza che rievoca i fantasmi della rivoluzione. Buona lettura ;)

domenica 10 marzo 2013

Il mondo ogni settimana - Numero undici

Torna l'appuntamento settimanale degli Esteri della Tana. I protagonisti di questo numero sono la Corea del Nord, l'Egitto e l'Iraq. Dopo mesi di calma apparente, Pyongyang ha deciso di alzare nuovamente i toni con adirittura la minaccia di un attacco preventivo contro l'America.
Continua la tensione in Egitto con gli scontri di Port Said e il malessere delle forze di sicurezza. Discorso analogo in Iraq, dove le proteste contro il governo dello sciita di al-Maliki sta approfondendo la spaccatura con la parte sunnita del Paese. Buona lettura ;)

martedì 12 febbraio 2013

Nigeria, Pakistan - Morire per un vaccino

Nel nord della Nigeria lo scorso 8 febbraio un gruppo di volontarie Unicef stava raccogliendo i bambini dei villaggi per somministrargli il vaccino per l'antipolio, una malattia virale che un tempo causava delle gravissime paralisi negli arti ma grazie ai progressi della medicina è quasi scomparsa dal globo tranne in Pakistan, Afghanistan e in quest'angolo remoto dell'Africa.
Delle moto improvvisamente avvicinano il centro medico e parte una scarica di colpi di arma da fuoco che semina il panico tra la gente. A terra rimangono dodici operatori sanitari, di cui nove donne, mentre i centauri se ne vanno indisturbati a caccia di nuovi bersagli. Chi ha voluto dichiarare guerra ai vaccini?

sabato 9 febbraio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero sette

Rieccoci con l'appuntamento settimanale degli Esteri. Questa settimana i protagonisti della Tana sono la Tunisia, Cina e la Turchia. Con l'assassinio del leader laico tunisino Chokri Belaid la crisi delle primavere si estende dunque dall'Egitto alla Tunisia, dove il premier Jebali si trova assediato sia dagli oppositori che dai suoi stessi alleati di governo. 
In Cina abbiamo la presunta rivoluzione del sindacato introdotto dalla Foxconn dopo gli scandali delle sue fabbriche cinesi, mentre che in Tibet continua una repressione che mette in dubbio sulla genuinità di questa riforma. Chiudiamo con la Turchia che pare allontanarsi dal cammino europeo e guardare molto più alle sue radici islamiche. Buona lettura ;)

sabato 19 gennaio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero quattro

Eccoci con il consueto appuntamento settimanale delle notizie dal mondo. I protagonisti che la Tana ha scelto in questa settimana sono innanzitutto l'Algeria per lo spettacolare quanto controverso sequestro in un impianto energetico che funge da esplicita rappresaglia per l'intervento occidentale nel Mali.
Seguono gli Stati Uniti che dopo la serie di stragi e assalti in varie città del paese sembrano determinati ad applicare un controllo molto più severo delle armi.
Torna infine il Pakistan che vede un aumento dell'incertezza politica per l'ordine d'arresto del premier Ashraf. Buona lettura :)

sabato 12 gennaio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero tre

Dopo la pausa natalizia torna finalmente la rubrica settimanale degli Esteri, scusandomi in anticipi per il madornale vuoto di due settimane.
I tre paesi che la Tana sceglie come protagonisti di questa settimana sono il Venezuela che ha visto la replica del mistero di Los Roques e vive l'incertezza della presidenza Chavez. Segue la Francia che si appresta a intervenire nel disastrato scenario del Mali ed è stata teatro di un misterioso omicidio che risuona fino alle montagne dell'Anatolia. E concludiamo infine con il Pakistan che inizia purtroppo il 2013 con una serie di tensioni interne ed anche esterne. Buona lettura. ;)

sabato 22 dicembre 2012

Il mondo ogni settimana - Numero due

Torna la rubrica settimanale degli Esteri, che viene spostata definitivamente il sabato in quanto mi sembrava piuttosto anomalo chiudere la panoramica di giovedì.
Per la Tana i protagonisti di questa settimana sono gli Stati Uniti, l'Egitto, il Giappone e una menzione speciale per l'India che ci riguarda da vicino.
Buona lettura :)


martedì 12 giugno 2012

Il lento abbandono


Il disimpegno dalle missioni militari all'estero è sempre una buona carta da giocare nelle elezioni, un altro conto mantenere la promessa per davvero. Ma gli eventi hanno voluto accelerare i tempi per il neo presidente François Hollande, che dopo un recente attentato in Afghanistan costato la vita a quattro connazionali ha annunciato ufficialmente il ritiro delle truppe francesi (quarto contingente ISAF per numero) nel mese di luglio. Due anni prima dell'uscita di scena degli Stati Uniti, quando come un genitore pieno di fiducia lasceranno il bambino afgano a camminare da solo. Riuscirà per allora il pargoletto a reggersi in piedi o farà un capitombolo che costringerà l'adulto spaventato a riprenderlo subito in braccio?
Le probabilità di un lieto fine purtroppo sono assai scarse. Sicuramente le forze di sicurezza locali hanno fatto importanti progressi, ma da qui a tenere sotto controllo da soli un'entità ancora molto lontana dall'essere uno Stato propriamente detto ce ne vuole. Colpa di un territorio che nei secoli ha favorito più il tribalismo che un governo centralizzato e di vicini che non hanno cessato di sfruttare questa debolezza per soddisfare i loro interessi. E qui salta fuori il solito Pakistan e il suo servizio segreto dell'Isi, un tempo eccezionali retroguardie dei combattenti che dovevano buttar fuori i sovietici e ora colpevoli di usare lo stesso, sporco gioco contro i "buoni" che dicono di aver perso ormai la pazienza. 
Un disastro annunciato? Forse sì, ma anche no, dato che all'ultimo vertice della Shangai Cooperation Organization (Sco), una sorta di contro-NATO dell'est in fase di gestazione, i suoi membri si dicono disposti a sostenere l'Afghanistan nel suo cammino di stabilizzazione. Che a leggere tra le righe significa attirare Kabul nell'orbita di Mosca e Pechino non appena gli americani avranno levato le tende. Basterà a garantire la pace nel paese? Non è escluso, ma data la compagnia del club (che annovera campioni di democrazia come Kazakhstan e Uzbekistan) l'Afghanistan che verrà potrebbe non essere quello auspicato da chi voleva esportare il libero governo...