Il Governo Letta incassa la fiducia del Senato. Tanto rumore per nulla sembra essere la conclusione di questi giorni travagliati che hanno visto prima le minacce di dimissioni dell'intero gruppo parlamentare del Pdl, poi le dimissioni dei ministri del centrodestra e la sorprendente spaccatura all'interno di questa compagine man mano che si avvicinava la resa dei conti di mercoledì.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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mercoledì 2 ottobre 2013
domenica 8 settembre 2013
Italia - Quelli che ce l'hanno con l'art.138 della Costituzione
I grillini sono tornati a far parlare di sé con una spettacolare protesta sui tetti della Camera stendendo uno striscione con sopra scritto: "La Costituzione è di tutti".
Tutto ciò per difendere l'articolo 138 della Costituzione che il nuovo governo sta discutendo per una sua eventuale modifica. Il Movimento 5 Stelle ha provato a controbattere la decisione dell'esecutivo con diversi emendamenti che sono stati però tutti bocciati portando alla manifestazione di cui abbiamo parlato sopra. Perché tanta preoccupazione per questo articolo?
Tutto ciò per difendere l'articolo 138 della Costituzione che il nuovo governo sta discutendo per una sua eventuale modifica. Il Movimento 5 Stelle ha provato a controbattere la decisione dell'esecutivo con diversi emendamenti che sono stati però tutti bocciati portando alla manifestazione di cui abbiamo parlato sopra. Perché tanta preoccupazione per questo articolo?
mercoledì 10 luglio 2013
Italia - Grillo incontra Napolitano, nel frattempo il Parlamento si ferma per 24 ore e i Grillini protestano
Non c'è pace per L'Italia. Di oggi la decisione della maggioranza di fermare le attività del Parlamento per 24 ore per consentire al PDL una riunione per "metabolizzare" e "protestare" contro la notizia del giudizio della Cassazione, che avverrà il prossimo 30 luglio sul processo Mediaset, a Silvio Berlusconi.Nel frattempo Beppe Grillo incontra prima il Presidente Napolitano e poi i giornali in una conferenza stampa dai toni piuttosto accesi, tutto questo mentre al di fuori del Parlamento i parlamentari del M5S protestavano contro la decisione del Governo:
martedì 4 giugno 2013
Italia - L'ombra dei processi Berlusconi sul futuro del governo
"Berlusconi fu determinante nel diffondere le intercettazioni su Fassino". Con questa frase i giudici di Milano motivano la sentenza di marzo che ha condannato in primo grado l'ex premier ad un anno di carcere per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio.
Le dichiarazioni dei magistrati portano così prepotentemente alla ribalta l'annosa questione del conflitto d'interessi che di qui a poche settimane rischia di travolgere il già fragilissimo governo Letta che ha avuto non pochi malumori nel difficile sposalizio con il Pdl.
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venerdì 22 marzo 2013
Italia - Nasce il Governo dei dubbi
Il Governo degli scontenti e del cambiamento è nato...forse. Il Presidente della Repubblica ha conferito l'incarico a Pier Luigi Bersani leader del Partito Democratico.Una sfida, una vera e propria lotta quella che aspetta al Segretario che dopo un risultato deludente alle elezioni è ora chiamato a verificare la reale possibilità di legiferare.
"Ho conferito a Bersani l'incarico di verificare la possibilità di avere la fiducia in Parlamento..." queste le prime parole del Presidente Napolitano...
Ha poi aggiunto: "Si apre oggi una fase decisiva per dare all'Italia un nuovo governo sulla base dei risultati elettorali: l'incarico a Bersani costituisce il primo passo del cammino che dovrà condurci al più presto al raggiungimento dell'obiettivo, questo Paese deve darsi un Governo operante nella pienezza dei suoi poteri, assicurare vitalità e fecondità del nuovo Parlamento".
Resta dunque da vedere se si riuscirà nell'intento di un'intesa col M5S che appare comunque molto difficile, dalle consultazioni infatti era emersa una totale chiusura del Movimento di Grillo all'appoggio a qualsiasi Governo, senza dimenticare un centrodestra che preferirebbe una larga intesa. Lo stesso Bersani aveva infatti dichiarato in più occasioni che era impossibile un accordo con la destra.
Sarà il Governo di Bersani ? O quello del caos più totale?
Il Segretario: "Svolgerò il compito con la massima determinazione..."
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martedì 26 febbraio 2013
Elezioni 2013 - Divide et non impera
Guardando a mente fredda i risultati definitivi emerge un dato: oltre il 60% dei voti non sono andati a Silvio Berlusconi. Eppure quest'ultimo appare assieme al trionfante Movimento 5 Stelle come uno dei vincitori morali delle elezioni, nonostante la rimonta del Pdl che ha pure smentito le voci di una sua prossima estinzione non gli basti a riprendere il controllo del Paese. Come non basta a nessun'altra forza politica. Eppure lo stallo delle Camere potrebbe entusiasmare il centrodestra più di una vittoria, la quale al massimo sarebbe potuta essere risicata come quella del Pd. L'ingresso di peso dei grillini in Parlamento dopotutto promette di rimescolare tutte le carte in gioco. Ma come?
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venerdì 7 dicembre 2012
Italia - La rivalsa di Berlusconi
Dopo aver ceduto la scena alla lunga campagna delle primarie del Pd, Berlusconi sembra essersi deciso a calare finalmente le sue carte. E vuole farlo con una mossa che scuote l'intero equilibrio politico e con esso anche il governo Monti.
Se l'astensione del Pdl al voto di ieri pomeriggio al Senato sul decreto Sviluppo e sul dl Regioni alla Camera non crea ancora le condizioni per una crisi di governo, la mossa non esclude uno strappo più profondo che i mercati non hanno tardato a presagire.
Se l'astensione del Pdl al voto di ieri pomeriggio al Senato sul decreto Sviluppo e sul dl Regioni alla Camera non crea ancora le condizioni per una crisi di governo, la mossa non esclude uno strappo più profondo che i mercati non hanno tardato a presagire.
lunedì 3 dicembre 2012
Italia - Primarie e controprimarie
Le tessere iniziano ad andare al loro posto, almeno da una parte. Il centrosinistra ha finalmente un candidato per le politiche del 2013: il segretario Pierluigi Bersani si riconferma leader incontrastato del Partito Democratico sconfiggendo il rottamatore Matteo Renzi in una sfida divenuta il principale evento mediatico di un panorama politico italiano altrimenti in macerie. Ribadendo l'utilità di un esercizio di democrazia del genere, non bisogna neppure lasciarsi abbagliare dallo scintillio dei riflettori e ignorare la portata tutto sommato misera di questo voto.
martedì 23 ottobre 2012
Dilemma lumbard
La caduta di un regno finisce inevitabilmente per scatenare una resa dei conti tra i suoi protagonisti. Poteva allora Roberto Formigoni, signore incontrastato della Lombardia dagli albori dell'era berlusconiana fino alle indagini che ne hanno travolto la giunta, non togliersi qualche sassolino prima di concludere la sua avventura politica. O vedendo il suo aperto malumore per i movimenti dei suoi ex-alleati dobbiamo piuttosto parlare di una specifica avventura quale l'esperienza avuta con il Pdl?
A seminare discordia ci ha pensato la Lega Nord che non ha aspettato molto per candidare il suo nuovo segretario Roberto Maroni alla presidenza della regione. Conquistare la Lombardia potrebbe essere infatti un trampolino per rilanciare un partito anch'esso duramente compromesso da scandali e ritiri eccellenti. Non la pensa così una parte del Pdl che nel complesso ne esce spaccato.
Se Formigoni preme per votare entro Natale ed eliminare i listini che hanno permesso l'ingresso a via Melchiorre di personalità discutibili come la Minetti, il segretario Angelino Alfano al contrario cerca di prendere tempo adducendo la necessità di riorganizzare le file. Chissà che nel frattempo non tenti pure di rinegoziare l'alleanza con la Lega in cambio della rinuncia a presentare un suo candidato (Albertini, per esempio). Il problema è se ritornare ai vecchi e rassicuranti equilibri sia una moneta effettivamente spendibile per un'elettorato disillusso che non verrebbe certo stimolato da una sgradevole sensazione di già visto. Nel paese dell'antipolitica montante quello che serve ai partiti per conquistare la gente sono delle scelte coraggiose, le quali in un primo momento possono rappresentare un azzardo e non è detto che si concludano bene. Ma per il Pdl varrebbe comunque la pena di scommettere se non vuole che a forza d'indugiare negli stessi schemi lo attenda una lenta ma irreversibile agonia.
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