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martedì 11 giugno 2013

Germania - All'attacco di Draghi e spendaccioni

Quando le banche litigano, i mercati tremano. In queste ore la Corte Costituzionale tedesca dovrà infatti discutere se l'acquisto illimitato di bond (Outright Monetary Transaction) voluto dalla Bce per salvare l'euro sia compatibile o meno con la legge. A mettere in questione le scelte di Mario Draghi è stata la Bundesbank guidata da un combattivo Jens Weidmann, il quale non è solito lasciarsi andare in frasi del tipo: "Deve essere possibile il fallimento degli Stati" oppure "Non può essere compito della politica monetaria comprare tempo per l'azione sui bilanci". Un vero campione dell'austerity che non si lascia per nulla impressionare dai Paesi in difficoltà come Grecia, Portogallo o l'Italia della quale è venuto quello che per lui ed altri è il fin troppo generoso Mario Draghi.

domenica 12 maggio 2013

Diario dal Mondo - XX settimana


Siamo giunti ormai a venti edizioni degli Esteri della Tana con questa volta come protagonisti il Pakistan, gli Stati Uniti e la Nigeria. 
Voto di sangue in uno degli Stati più pericolosi del pianeta, dove la vittoria di Sharif è stata segnata dai ripetuti attacchi dei fondamentalisti che hanno mantenuto la parola di farla pagare a coloro che avessero osato recarsi alle urne. 
Negli Stati Uniti prosegue il dibattito sulle armi, anche se a far discutere è l'orrore di Cleveland, la sevizia di tre donne passata completamente inosservata per anni. Chiude la Nigeria con i gruppi tribali (Boko Haram e non) che tornano alla carica falciando in una sola settimana quasi un centinaio di poliziotti. Buona lettura ;)

giovedì 18 ottobre 2012

Uniti per la pace?


Lo ammetto, non so ancora se devo interpretare il Premio Nobel per la pace conferito all'Unione Europea come un gesto d'incoraggiamento o di sottile ironia scandinava. Analizzando le ragioni del comitato viene da chiedersi se la decisione non sia arrivata con almeno dieci anni di ritardo e per giunta in un momento che non potrebbe essere più dissonante.
Non c'è dubbio che l'Unione abbia promosso la stabilità del continente favorendo la tanto agognata riconciliazione franco-tedesca e l'avanzamento della democrazia in un vicinato (l'Europa orientale e prima di essa anche Grecia, Spagna e Portogallo) che in tempi non troppo lontani non godeva di piene libertà. Una missione che continua ancora in quel crepaccio balcanico dove la nostra guerra civile era iniziata quasi un secolo fa e dove si spera vi siano state consumate le ultime braci.
C'è però l'altra faccia della medaglia. Quella di un'Europa che spaventa i popoli, i quali si sentono vessati da sacrifici che un'autorità invisibile gli impone scavalcando i governi eletti, la cui impotenza o incompetenza arriva a destabilizzare la società come sta accadendo nella disputa tra Spagna e Catalogna. O facendo il gioco di quei populismi che non quando si parla di casa europea non vi vedono un veicolo d'integrazione, ma uno strumento al servizio di una cerchia inafferrabile.
Per fortuna la maturità degli elettori ha contenuto finora l'avanzata di rigurgiti come Alba Dorata, ma non possiamo illuderci che ciò possa durare in eterno. Gli europei hanno bisogno innanzitutto di essere rassicurati e di capire che restare insieme è un punto di forza, non condividere un'ipoteca sul proprio futuro. L'ultima lite tra Angela Merkel che insiste sull'unione dei bilanci contro François Holland che preme invece per l'unione delle banche rivela quanto nonostante i buoni propositi si continui a perdere tempo in vuote polemiche.
A mio parere la soluzione francese sarebbe quella più adeguata (meglio tenere a bada un settore bancario vulnerabile prima di pensare ai bilanci), ma gli interessi che stanno dietro a questa differenza di vedute ostacolano il raggiungimento di qualunque soluzione duratura. Il bello è che a forza di abbandonarsi a lungaggini del genere i mercati prima o poi fiuteranno l'aria che tira, ricominciando di conseguenza a far salire lo spread con annessi sacrifici, tasse e compagnia bella. E alle prossime elezioni difficilmente gli elettori avranno ancora voglia di essere maturi...

domenica 1 luglio 2012

Assalto alla cancelliera


La stampa e i media si sono affrettati a celebrare quella che pare una doppia riscossa del nostro paese nei confronti della Germania. Prima di tutto l'ennesima, almeno nelle competizioni ufficiali, e meritatissima vittoria della nazionale di calcio contro i tedeschi nella semifinale degli Europei. Affiancata il giorno dopo dal cosiddetto trionfo di Mario Monti (oltre che dello spagnolo Rajoy e del francese Hollande) nell'ultimo vertice europeo.
Che questo segni l'avvento della tanto attesa coalizione mediterranea negli equilibri dell'Unione è ancora presto per dirlo e al risultato mancano comunque all'appello gli Eurobond. Ma e' sicuramente finita l'era del rigore a tutti i costi, anche a scapito della crescita, che secondo quanto concordato in questi giorni dovrebbe godere di un fondo salva stati per gli stati più virtuosi (come l'Italia o la Spagna, appunto), da una maggior ruolo della Bce come garante e, questa sì che sarebbe un'importante novità, dall'introduzione dell'agognata Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. Un buon inizio, purché non siano i soliti annunci da burocrati che poi cadono nel vuoto...