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lunedì 17 febbraio 2014

Corea del Nord - L'ONU condanna Kim Jong-un


"La sofferenza e le lacrime versate dal popolo nordcoreano chiedono di agire". A dirlo è Michael Kirby, il capo della Commissione d'indagine istituita dal Consiglio per i diritti umani dell'ONU, che dopo un anno di lavoro ha presentato oggi in una conferenza stampa a Ginevra il suo rapporto sulle condizioni di vita della Corea del Nord. 
A sorprendere non è tanto il quadro desolante (in parte già noto) descritto da Kirby, ma il tono insolitamente aggressivo per un Palazzo di Vetro che in tante altre vicende, tra cui la recente ritirata di Ban Ki-moon nel caso marò, si contraddistingue invece per la totale impotenza o inerzia.

lunedì 23 dicembre 2013

Sud Sudan - I ribelli di Machar al contrattacco. Juba ad un passo dall'assedio.

Altro che situazione sotto controllo. Ad una settimana dai primi scontri nella capitale Juba che hanno sfiorato il colpo di Stato e hanno spinto il presidente Kiir imporre il coprifuoco, la ribellione dell'ex vicepresidente Riek Machar ha alzato decisamente il tiro prendendosela non solo con le truppe governative, ma anche con i soldati ONU che ha iniziato a sua volta il ritiro di tutto il "personale non necessario" verso l'Uganda. Il passo da qui alla guerra civile appare più breve che mai.

domenica 7 aprile 2013

Diario dal Mondo - XV Settimana



La Tana dona una nuova veste all'appuntamento settimanale degli Esteri. Il post d''ora in poi sarà molto più sintetico e narrativo in modo da rendere più fruibile l'aggiornamento sui principali fatti del mondo senza dover scorrere un mero e lungo elenco di notizie.
I protagonisti di questa settimana sono ancora la Corea del Nord, seguita dalle Nazioni Unite e dalla Tunisia.
Per quanto riguarda Pyongyang al momento c'è ben poco da aggiungere a quanto detto nel numero precedente, segnalando la richiesta del regime di smobilitare le ambasciate straniere entro una scadenza che potrebbe far accadere tutto o niente.
Scelgo di citare un'organizzazione internazionale come l'Onu invece che uno Stato per lo storico (ma non certo vincolante) voto sul Trattato di commercio delle armi e l'ennesimo rimprovero a Washington in relazione alla prigione di Guantanamo.
Concludo con la Tunisia per il caso della giovane Amina Tyler, sintomo di un Paese dove la rivoluzione come altrove ha risvegliato degli umori non certo vicini allo spirito che ha animato il cambiamento di due anni fa. Buona lettura ;)