Dal Mediterraneo alle sabbie di Falluja, poi forse Baghdad. Preoccupa in questi giorni l'occupazione da parte di al-Qaeda di buona parte della regione occidentale irachena di al-Anbar, in particolare delle città di Ramadi e Falluja. Per capire l'entità della minaccia basti pensare che Falluja dista solamente sessanta chilometri dalla capitale, dove non cessano peraltro gli attentati e gli scontri settari con un bilancio di vittime che solo in queste ore ha raggiunto i venti morti.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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lunedì 6 gennaio 2014
Iraq - La jihad che vuole travolgere al-Maliki
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venerdì 8 novembre 2013
Iran - Rohani, il nuovo deus ex machina del Medio Oriente?
A Ginevra domina un ottimismo come non lo si sentiva da parecchi anni. Oggi infatti si sono incontrati in Svizzera il segretario di Stato americano John Kerry e il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif per discutere sul nuovo accordo per il programma nucleare di Teheran. La questione è particolarmente sentita dai suoi vicini (Israele in testa) che temono possa portare l'Iran a dotarsi della bomba atomica, innescando una corsa al nucleare in tutto il Medio Oriente.
Adesso invece ci si spinge a paragonare l'incontro tra Kerry e Zarif addirittura ad un evento di portata storica, ossia la premessa per la riapertura dei canali diplomatici tra USA e Iran interrotti dalla lontana rivoluzione del 1979. Ma la prudenza in questi casi è sempre d'obbligo.
lunedì 17 giugno 2013
Diario dal Mondo - XXV settimana
Arriva con un giorno di ritardo la consueta rubrica settimanale degli Esteri con Siria, Grecia e Iran a farla da padroni in questa puntata.
Gli ultimi giorni hanno segnato una rapida evoluzione per il teatro siriano dopo che gli Stati Uniti e in misura minore l'Egitto si sono schierati apertamente contro il regime di Assad. Ora bisognerà vedere se alle parole seguiranno azioni che possano ribaltare concretamente gli equilibri in campo.
Ha sicuramente colpito in molti la triste parabola che sta vivendo la Grecia con la chiusura prima della tv di Stato e pochi giorni dopo anche dell'orchestra sinfonica. Qualcuno forse si chiederà che senso abbia tanta austerità se dobbiamo rinunciare a quello che in fondo ci arricchisce molto più del denaro.
Concludiamo con l'Iran, che scalza all'ultimo momento la Turchia ancora in preda alle agitazioni, poiché la vittoria nelle presidenziali del candidato riformista Rohani ha le potenzialità di cambiare molte carte sul tavolo mediorientale. Buona lettura ;)
Gli ultimi giorni hanno segnato una rapida evoluzione per il teatro siriano dopo che gli Stati Uniti e in misura minore l'Egitto si sono schierati apertamente contro il regime di Assad. Ora bisognerà vedere se alle parole seguiranno azioni che possano ribaltare concretamente gli equilibri in campo.
Ha sicuramente colpito in molti la triste parabola che sta vivendo la Grecia con la chiusura prima della tv di Stato e pochi giorni dopo anche dell'orchestra sinfonica. Qualcuno forse si chiederà che senso abbia tanta austerità se dobbiamo rinunciare a quello che in fondo ci arricchisce molto più del denaro.
Concludiamo con l'Iran, che scalza all'ultimo momento la Turchia ancora in preda alle agitazioni, poiché la vittoria nelle presidenziali del candidato riformista Rohani ha le potenzialità di cambiare molte carte sul tavolo mediorientale. Buona lettura ;)
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venerdì 26 aprile 2013
Siria - Cultura, l'altra vittima della guerra civile
La guerra, signori miei, è una piaga che non guarda
in faccia a nessuno. Che differenza fa per
lei se il filo della sua spada passa sul collo di uomo, donna o bambino? Che
scrupolo si fa ad abbattere col proprio soffio le mura di un umile dimora o quelle
del più glorioso dei monumenti? Perché lo scempio che avviene nella terra siriana tra il silenzio un po’
colpevole dei potenti non si accontenta di falciare migliaia di vite innocenti. Anche le
vestigia della storia sono cancellate dal battito di ciglia di battaglie che hanno
potuto molto più del respiro dei secoli. Che meraviglie potremmo essere
condannati a perdere per sempre nella lunga agonia di Damasco?
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