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lunedì 20 gennaio 2014

Iran - Prende il via l'accordo nucleare di Ginevra

Chissà se la scelta della data per iniziare quello che tutti sperano sia il nuovo corso dell'Iran sia stata casuale o meno. Nello stesso giorno di trentatré anni fa venivano infatti liberati dopo ben 444 giorni di prigionia gli oltre cinquanta ostaggi dell'ambasciata americana a Teheran, mettendo fine ad uno dei momenti più tesi del rapporto Usa-Iran di questi ultimi anni.
Allora i due rivali si vennero incontro, ma ciò non bastò comunque a risollevare un rapporto che è rimasto incrinato per oltre trent'anni. Riusciranno Obama e Rohani ad esorcizzare il fantasma di quanto seguì quest'anniversario?

venerdì 8 novembre 2013

Iran - Rohani, il nuovo deus ex machina del Medio Oriente?

A Ginevra domina un ottimismo come non lo si sentiva da parecchi anni. Oggi infatti si sono incontrati in Svizzera il segretario di Stato americano John Kerry e il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif per discutere sul nuovo accordo per il programma nucleare di Teheran. La questione è particolarmente sentita dai suoi vicini (Israele in testa) che temono possa portare l'Iran a dotarsi della bomba atomica, innescando una corsa al nucleare in tutto il Medio Oriente. 
Adesso invece ci si spinge a paragonare l'incontro tra Kerry e Zarif addirittura ad un evento di portata storica, ossia la premessa per la riapertura dei canali diplomatici tra USA e Iran interrotti dalla lontana rivoluzione del 1979. Ma la prudenza in questi casi è sempre d'obbligo.

sabato 16 febbraio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero otto

Rieccoci con il nuovo numero degli Esteri della Tana. I protagonisti scelti questa settimana sono il Vaticano, la Corea del Nord e la Grecia. Per quanto riguarda il Vaticano penso non ci sia molto da aggiungere a quanto già detto lunedì, a parte il presunto collegamento tra la Santa Sede e lo scandalo Mps che rende la posizione della Chiesa ancora più difficile.
Continuano nel frattempo le provocazioni nordcoreane in Estremo Oriente con un nuovo test nucleare che agita i vicini e irrita non solo Washington, ma la Cina la quale teme che l'escalation di Pyongyang possa essere strumentalizzata dagli americani per stringere il loro abbraccio navale sul Pacifico.
Concludo con la Grecia, dove non si ferma l'onda di proteste che sta coinvolgendo praticamente tutti i settori della società, ridotti allo stremo da una politica di austerità che non sembra comunque portare Atene fuori dal tunnel in cui è sprofondata. Buona lettura ;)