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venerdì 20 settembre 2013

Vaticano - Elogio ad un papa di vera misericordia

"Il popolo di Dio ha bisogno di pastori, non di funzionari". Mi piace aprire con questa frase di Bergoglio la riflessione che voglio fare a poco più di sei mesi dall'inizio del suo pontificato. Perché le parole che papa Francesco ha usato nella sua intervista sulla rivista gesuita Civiltà Cattolica difficilmente potranno essere ignorate, specialmente in un paese dove per una sorta di fortunata coincidenza ha soffiato un identico vento di rinnovamento con il voto di ieri sulla legge contro l'omofobia.

mercoledì 13 marzo 2013

Vaticano - Papa Francesco tra discrezione e Opus Dei

Lo sono andati a prendere dalla fine al mondo come dice lui stesso. In meno di due giorni il Conclave ha già eletto il nuovo Papa che per la prima volta in assoluto nella storia della Chiesa viene dal continente americano. Si tratta infatti dell'argentino Jorge Mario Bergoglio, gesuita ed arcivescovo di Buenos Aires, che d'ora in poi sarà conosciuto come Francesco, un nome che dovrebbe suggerire una Chiesa molto più umile del passato. Sarà davvero all'altezza delle aspettative?

Di sicuro un tratto che contraddistingue Papa Bergoglio è il fatto di aver voluto sempre tenersi fuori da incarichi di una certa importanza nella Curia, un requisito che in teoria dovrebbe renderlo meno colluso con gli stessi ambienti che hanno macchiato di recente la reputazione del Vaticano. Ma può essere anche uno svantaggio per riformarla nel caso non abbia la forza necessaria a combattere un sistema che non conosce fino in fondo.
La sua vicinanza all'Opus Dei, istituzione di stampo conservatrice e discussa per via della sua collusione con i poteri forti - in particolare le dittature nelle quali Bergoglio sarebbe implicato in un controverso caso sollevato dal giornalista Horacio Verbitsky su alcuni gesuiti denunciati alla giunta militare argentina, non è un requisito che lascia supporre una politica abbastanza audace. Come neppure la veneranda età di 76 anni. Pesa anche il suo relativo silenzio sul tema pedofilia che era stato affrontato in modo molto più energico dall'Arcivescovo di San Paolo, Scherer, anche lui uno dei candidati al soglio.
Un nome che pare insomma una scelta più di compromesso che di reale discontinuità con un'eredità comunque piena di questioni irrisolte. Anche il debutto in pubblico è stato piuttosto timido, il che è pure comprensibile vista l'importanza dell'evento, ma se c'è una cosa di cui la Chiesa ha più bisogno in questo momento è una figura decisamente più carismatica del già riservato Ratzinger. Ai posteri l'ardua sentenza.

Ecco il primo saluto al popolo del nuovo Pontefice:

domenica 3 marzo 2013

Il mondo ogni settimana - Numero dieci

Ecco nuovamente l'appuntamento settimanale degli Esteri, che d'ora in poi sarà spostato la domenica anche per conciliarlo meglio con gli impegni del sottoscritto, a cui purtroppo non danno mai tregua. I protagonisti di questa settimana sono Egitto, Israele e Stati Uniti.
Non finiscono i problemi per il protagonista più importante della primavera araba, tra contestazioni e crisi economiche che hanno spinto qualche funzionario a ventilare la cessione del patrimonio archeologico nazionale per far cassa.
Tensioni interne ed esterne anche per Israele alle prese con una rivolta dei prigionieri e con la crescente ostilità della Turchia sempre più orientata ad essere la rivale regionale di Tel Aviv.
Concludiamo con gli Stati Uniti dove Obama ha perso una battaglia contro il fiscal cliff, trovandosi costretto a firmare i primi tagli alla spesa pubblica che rallenteranno sicuramente la ripresa economica del gigante a stelle e strisce. Buona lettura :)

sabato 16 febbraio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero otto

Rieccoci con il nuovo numero degli Esteri della Tana. I protagonisti scelti questa settimana sono il Vaticano, la Corea del Nord e la Grecia. Per quanto riguarda il Vaticano penso non ci sia molto da aggiungere a quanto già detto lunedì, a parte il presunto collegamento tra la Santa Sede e lo scandalo Mps che rende la posizione della Chiesa ancora più difficile.
Continuano nel frattempo le provocazioni nordcoreane in Estremo Oriente con un nuovo test nucleare che agita i vicini e irrita non solo Washington, ma la Cina la quale teme che l'escalation di Pyongyang possa essere strumentalizzata dagli americani per stringere il loro abbraccio navale sul Pacifico.
Concludo con la Grecia, dove non si ferma l'onda di proteste che sta coinvolgendo praticamente tutti i settori della società, ridotti allo stremo da una politica di austerità che non sembra comunque portare Atene fuori dal tunnel in cui è sprofondata. Buona lettura ;)

lunedì 11 febbraio 2013

Vaticano - La rinuncia di Benedetto XVI

Non succedeva dai tempi del Medioevo, da quel papa Gregorio XII regnante all'inizio del Quattrocento tra antipapi rivali e travolgenti eresie che un capo supremo della Chiesa cattolica decidesse di abbandonare di proposito il ministero di vescovo di Roma.
Con una mossa che farà sicuramente discutere a lungo, papa Benedetto XVI ha infatti annunciato a sorpresa durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto che lascerà il suo posto il 28 febbraio ordinando un nuovo Conclave nel mese di marzo per eleggere il suo successore.

lunedì 3 settembre 2012

Omaggio ad un lucido credente


Nonostante il mio essere agnostico provo comunque rispetto per chi nutre una fede sincera, la quale usa le sue virtù più a maturare nel credente la tolleranza e la comprensione che per segnare una linea di demarcazione tra "noi" e "gli altri". Sfortunatamente quest'ultimo approccio è il più prevalente, visto che la religione come tutti i sistemi di pensiero è un prodotto dell'uomo e non tutti gli uomini sono in grado di abbracciarla con limpida e matura convinzione.
L'appena scomparso cardinal Carlo Maria Martini è una di queste fortunate eccezioni. Egli infatti era convinto che una religione fondata sulla vuota abitudine o su una militante e ostinata volontà di rivalsa non avrebbero giovato alla Chiesa, perché entrambe fondate su un'approccio distorto della fede non esente da gravi colpe. Solo riconoscendo quest'ultime e ripartendo da valori fondamentali come la misericordia e il perdono si sarebbe potuto veramente rilanciare la missione cristiana.
Molti nel pieno delle commemorazioni si sono affrettati a definirlo una figura controcorrente, non condannava le unioni gay pur non equiparandole al matrimonio eterosessuale e in punto di morte ha rifiutato l'accanimento terapeutico, e ciò forse mette un po' di tristezza. Non per l'indubbio valore dell'uomo, ma per il suo essere appunto in discontinuità con tanti colleghi che del Vangelo hanno solo imparato a ripeterne le parole, ma non a capirle veramente.

martedì 29 maggio 2012

Eminenza rossa


A chiunque abbia seguito le ultime vicende dal Vaticano sembrerà di leggere un racconto di altri tempi: il sovrano impotente, le rivalità a corte e gli intrighi per favorire l'una o l'altra fazione, il domestico che dietro l'apparente tradimento potrebbe celare il soccorso al proprio signore, rendendone pubbliche le difficoltà affinché la gente possa spontaneamente stringersi attorno a lui. Una trama sicuramente affascinante, un po' meno per i credenti che devono affrontare l'imbarazzo di logiche e condotte che abitano nella stessa Chiesa in cui si riconoscono per valori completamente diversi.
La storia, ancora lontana dal concludersi, è partita da un libro di Gianluigi Nuzzi uscito qualche giorno fa e intitolato Sua Santità, dove attraverso una serie di documenti privati del pontefice vengono svelati numerosi retroscena del passato e del presente. Naturalmente è scoppiato un putiferio e la Santa Sede è partita subito a caccia dei cosiddetti "corvi", raccogliendo per ora un'unico sospettato: il maggiordomo del papa, Paolo Gabriele, che starebbe collaborando con la giustizia vaticana.
Ma non è escluso, anzi è inverosimile, che sia l'unica persona coinvolta. Prima di Gabriele si pensava infatti all'appena dimissionario presidente dell'IOR, Ettore Gotti Tedeschi. Questi aveva lasciato il posto dopo un lungo braccio di ferro con il Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, rimasto scontento della sua opposizione al salvataggio dell'ospedale San Raffaele di Don Verzé e dell'ingombrante cardinal Nicora al quale il Papa aveva affidato la nuova Autorità di Informazione Finanziaria per una maggiore trasparenza delle operazioni dell'IOR.
Dei collegamenti che già sollevano qualche dubbio sulle motivazioni etiche del Segretario di Stato il quale, purtroppo per lui, non può nemmeno godersi le sue vittorie (il ridimensionamento del ruolo di Nicora e la sfiducia a Gotti Tedeschi) che i "corvi" hanno portato la sua lotta di potere alla luce del sole, rimescolando le carte in gioco. Per fare un esempio contro il Segretario di Stato si sono già schierati nomi del calibro di Bagnasco e Tettamanzi, mentre il pontefice si limita a fare quasi da spettatore. La Chiesa non ci fa davvero una bella figura.