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mercoledì 12 febbraio 2014

Pakistan - Un rapimento per tacere sulla guerra dei droni


Kareem Khan aveva una buona ragione per detestare i droni, gli aerei senza pilota che sono diventati la nuova frontiera della lotta al terrorismo. Cinque anni fa uno di questi velivoli durante un suo attacco nel Nord Waziristan, situata nella caldissima regione tribale confinante con l'Afghanistan e meglio conosciuta come FATA, gli aveva ucciso il fratello e il figlio. Per questa tragedia Kareem aveva avviato una causa legale, che metteva in accusa la stessa CIA. 
La sua storia lo avrebbe presto trasformato in uno dei capifila del movimento anti-drone in Pakistan, ragion per cui era prevista in questi giorni una sua visita a Londra, dove avrebbe testimoniato per far luce su un programma militare che ha complicato non poco le relazioni tra Washington e Islamabad. Probabilmente sono state preoccupazioni del genere a spingere qualcuno ad arrestarlo e a farlo sparire dalla circolazione prima che si potesse imbarcare.

giovedì 23 gennaio 2014

India - Condannata ad essere stuprata

"Ti condanno per esserti innamorata". Ha recitato più o meno così la sentenza emessa lunedì da un capo villaggio indiano nel Bengala occidentale contro una ragazza di vent'anni. La sua colpa è stata quella di aver avuto una relazione con un uomo al di fuori della propria tribù, un crimine contro la tradizione che ha dovuto pagare con uno stupro di gruppo da parte di una dozzina di uomini. La donna ora versa in ospedale in condizioni gravissime, mentre l'India si trova ancora una volta faccia a faccia con uno dei suoi demoni peggori: la violenza endemica sulle donne. 

venerdì 10 gennaio 2014

India - Una pistola per combattere il femminicidio

Si chiama Nirbheek ed è un revolver leggero che si puó mettere in borsa ed capace di sparare velocemente sei colpi, tanto per essere sicuri che almeno uno di essi vada a segno contro l'aggressore. Disponibile anche in confezione di velluto per un tocco più elegante.
In un paese colpito troppo spesso da stupri e femminicidi, la sezione di Kanpur (nello Stato settentrionale dell'Uttar Pradesh) dell'Indian Ordnance Factory, una sorta di complesso militar-industriale alle dipendente del Ministero della Difesa, ha colto la palla al balzo per offrire alle indiane un'arma studiata apposta per la propria difesa. Lanciata il 6 gennaio, la Nirbheek ha già ricevuto una forte richiesta, ma restano tanti anche i dubbi sull'efficacia di questa soluzione.

giovedì 9 gennaio 2014

Pakistan - Un adolescente si sacrifica per fermare un kamikaze

Ad Aitzaz quel ragazzo non era piaciuto fin da subito. Gli aveva chiesto dove si trovasse la scuola, nonostante indossasse anche lui l'uniforme scolastica, un particolare che lo aveva fin troppo insospettito. Aitzaz prende allora un sasso, poi si getta addosso su di lui e l'altro a quel punto decide di farsi saltare in aria uccidendo con lui un ragazzo che in men che non si dica è diventato un'eroe nazionale.

lunedì 6 gennaio 2014

Bangladesh - Urne di sangue

Che senso ha votare per eleggere un parlamento che comunque vada garantisce automaticamente al partito di governo più della metà dei seggi? Devono aver pensato i sostenitori dell'opposizione che nel manifestare contro il voto farsa hanno però scatenato un clima da vera e propria guerriglia, come pure il bilancio che registra una ventina di morti e centinaia di feriti.

venerdì 27 dicembre 2013

Kazakistan - Shalabayeva in cambio di Ablyazov? L'oscura partita tra l'Europa e Nazarbayev

"Sono felice, ma non so se resterò". Sono queste le prime parole di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Abylazov al suo ritorno in Italia. Per la sua liberazione il ministro degli Esteri Emma Bonino ha parlato del frutto di un'ostinazione quotidiana della Farnesina, come se questo impegno volesse farsi perdonare il clamoroso sequestro della donna avvenuto sette mesi a Roma ad opera proprio dei nostri servizi segreti. 

giovedì 12 dicembre 2013

India - Diritti gay, la Corte Suprema riporta le lancette indietro di 150 anni

Alla fine in India ha vinto l'intolleranza. Quattro anni dopo la sentenza dell'Alta Corte di Delhi che aveva aperto la strada verso l'abrogazione dell'articolo 377 del Codice penale. Questa legge che risale all'epoca del dominio britannico e puniva chiunque avesse rapporti omosessuali con ben dieci anni di reclusione o addirittura l'ergastolo, un comportamento che secondo i giudici della capitale non costituiva più reato. 
Questo fino a quando la Corte Suprema non ha deciso di far fare marcia indietro al paese, giudicando il verdetto incostituzionale scatenando un enorme delusione tra una comunità gay che in casa non gode certo di un vento favorevole.

giovedì 3 ottobre 2013

India - Q radio, la scommessa gay in un subcontinente ostile

"Non è molto lontano il giorno in cui non ci saranno più donne da sposare e tutti diventeranno gay". Le parole del ministro Farooq Abdullah sono molto chiare sulla posizione di un'India dove fino al 2009 l'omosessualità era ancora considerata un reato da perseguire. Eppure oggi arriva un primo importante segnale su come i tempi stiano cambiando anche nel gigante asiatico con la nascita della prima radio rivolta proprio alla comunità gay: radio Q.

martedì 6 agosto 2013

India - Sfida la 'lobby della sabbia', ma il governo la licenzia

Le autorità parlano di "acume amministrativo", anche se per la stampa la giustificazione data per il licenziamento dell'ispettrice Durga Shakti Nagpal è solo un modo per far tenere la testa della gente sotto la sabbia. Non è un caso se ho usato questa metafora, perché Nagpal stava combattendo la sua battaglia proprio contro chi usavano la sabbia per scopi criminali, alimentando un business che sentendosi disturbato da questa ragazza alla fine ha spinto per toglierla di mezzo.

martedì 9 luglio 2013

Kazakistan - Il pasticciaccio del governo italiano sugli Ablyazov

Non c'è miglior modo di ricattare il proprio nemico che avere in pugno i suoi cari. Provate a chiederlo a Mukhtar Ablyazov, dissidente kazako in esilio che qualche settimana fa si è visto strappare la moglie Alma e la figlia Alua di sei anni dalla loro casa alla periferia di Roma. Trattate come due clandestine dagli agenti italiani le due donne sono state poi dirottate in tutta fretta nel loro paese d'origine al cospetto del padre-padrone Nazarbayev che con Ablyazov ha più di un conto in sospeso.

martedì 2 luglio 2013

Pakistan - Massacrate dal fratellastro per aver ballato sotto la pioggia

Cosa avranno mai pensato Noor Basra e Noor Sheza quando alcuni mesi fa corsero in strada a ballare sotto la pioggia? Volevano imitare le eroine di Bollywood nell'illusione che la loro allegra spensieratezza riuscisse a spezzare il grigiore del maltempo? Forse anche per questo avevano scelto di registrare quel momento per avere sempre con loro un frammento di felicità in una terra che soprattutto alle donne di solito regala orrore e violenza anche da parte dei loro stessi cari? 
Sono domande che sorgono spontanee dopo quanto è successo in un remoto villaggio del Pakistan settentrionale. Una violenza semplicemente brutale ed assurda.

venerdì 10 maggio 2013

Bangladesh - Reshma Begum, il miracolo nella tragedia dei lavoratori

Ha resistito due settimane sotto le macerie mangiando biscotti secchi e acqua in bottiglia trovati negli zaini dei colleghi che, sentendo mancare sempre di più le forze, alla fine l'avevano lasciata completamente da sola.
Mentre fuori i soccorritori continuavano ad estrarre i cadaveri dalle rovine del Rana Plaza, in Bangladesh, il cui numero aumentava di giorno in giorno diventando una sorta di macabra routine, qualcuno tra loro era riuscito a percepire nel frastuono dei lavori un rumore che non credeva più possibile. 
Gli operai hanno intimato allora il silenzio, rimanendo in trepidante attesa finché non è arrivata la conferma che quello che avevano sentito era la voce di una persona ancora in vita.

mercoledì 5 settembre 2012

Nero di vergogna


In un'India sempre più affamata di energia, lo ha dimostrato il colossale black-out di luglio su metà del paese, l'emergere di uno scandalo come quello del Coalgate non può che assestare un durissimo colpo alla credibilità di coloro che tengono le redini di questo inquieto gigante. Secondo quanto dice la polizia federale indiana infatti la cessione da parte del governo di una novantina miniere di carbone si è tradotta il più delle volte in rivendite fraudolente che sono costate al tesoro perdite stimate intorno ai 30 miliardi di dollari per il solo periodo 2004-2009 (mentre voci di corridoio calcolerebbero il totale a quasi duecento!). Una voragine a dir poco enorme per un'economia emergente come quella di Nuova Delhi .
Sebbene le indagini siano ancora in corso è esploso immediatamente un terremoto politico, colpendo su tutti  il primo ministro Manmohan Singh, il quale all'epoca dei fatti era proprio ministro del Carbone e che non ha escluso di dimettersi in caso di colpevolezza. Ma neppure l'opposizione che chiede a gran voce l'uscita di scena di Singh è esente da colpe nella gestione del settore. L'incompetenza pare purtroppo accomunare un'intera classe politica che se protratta troppo a lungo rischia non solo di rallentare l'incredibile ascesa di questo paese nello scacchiere internazionale, ma di non riuscire più a tenere l'immenso mosaico che ha da poco compiuto 75 anni di tenuta e che le recenti tensioni inter-etniche (Assam in particolare) non danno affatto per scontato.

martedì 12 giugno 2012

Il lento abbandono


Il disimpegno dalle missioni militari all'estero è sempre una buona carta da giocare nelle elezioni, un altro conto mantenere la promessa per davvero. Ma gli eventi hanno voluto accelerare i tempi per il neo presidente François Hollande, che dopo un recente attentato in Afghanistan costato la vita a quattro connazionali ha annunciato ufficialmente il ritiro delle truppe francesi (quarto contingente ISAF per numero) nel mese di luglio. Due anni prima dell'uscita di scena degli Stati Uniti, quando come un genitore pieno di fiducia lasceranno il bambino afgano a camminare da solo. Riuscirà per allora il pargoletto a reggersi in piedi o farà un capitombolo che costringerà l'adulto spaventato a riprenderlo subito in braccio?
Le probabilità di un lieto fine purtroppo sono assai scarse. Sicuramente le forze di sicurezza locali hanno fatto importanti progressi, ma da qui a tenere sotto controllo da soli un'entità ancora molto lontana dall'essere uno Stato propriamente detto ce ne vuole. Colpa di un territorio che nei secoli ha favorito più il tribalismo che un governo centralizzato e di vicini che non hanno cessato di sfruttare questa debolezza per soddisfare i loro interessi. E qui salta fuori il solito Pakistan e il suo servizio segreto dell'Isi, un tempo eccezionali retroguardie dei combattenti che dovevano buttar fuori i sovietici e ora colpevoli di usare lo stesso, sporco gioco contro i "buoni" che dicono di aver perso ormai la pazienza. 
Un disastro annunciato? Forse sì, ma anche no, dato che all'ultimo vertice della Shangai Cooperation Organization (Sco), una sorta di contro-NATO dell'est in fase di gestazione, i suoi membri si dicono disposti a sostenere l'Afghanistan nel suo cammino di stabilizzazione. Che a leggere tra le righe significa attirare Kabul nell'orbita di Mosca e Pechino non appena gli americani avranno levato le tende. Basterà a garantire la pace nel paese? Non è escluso, ma data la compagnia del club (che annovera campioni di democrazia come Kazakhstan e Uzbekistan) l'Afghanistan che verrà potrebbe non essere quello auspicato da chi voleva esportare il libero governo...