Stiamo parlando di quello che si potrebbe chiamare il poliziotto d'Africa, l'Uganda, un paese grande quanto la Romania e abitato da trenta milioni di anime. Il suo recente protagonismo regionale ha sorpreso le cancellerie internazionali, ingraziandosi grandi potenze come gli Stati Uniti, che riconoscono nell'esercito ugandese un ottimo strumento di stabilità regionale. Ma gli interventi di Kampala sono veramente così disinteressati come sembra?
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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venerdì 17 gennaio 2014
Uganda - L'astuto poliziotto dei Grandi Laghi
Ha truppe in Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e adesso anche in Sud Sudan. Ovunque ci sia una crisi nel continente africano, deve dire la sua con un intervento militare o correndo in prima fila negli incontri multilaterali.
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martedì 14 gennaio 2014
Nigeria - Il pugno di ferro contro gli omosessuali
Essere gay in Nigeria è diventato molto, molto più difficile. Basta avere una relazione con un'altra persona dello stesso sesso per beccarsi 14 anni di carcere. Sono queste ed altre le condizioni previste nella nuova e controversa legge firmata qualche giorno fa (ma diffusa solo oggi) dal presidente nigeriano Goodluck Jonathan, secondo cui essa è "il linea con le inclinazioni culturali e religiose della gente". Ma nel resto del mondo sono in molti a lanciare il grido d'allarme.
giovedì 19 dicembre 2013
Russia - Soci 2014, le Olimpiadi di Putin non sono più una festa
Quarant'anni fa Bobby Rings, campione di tennis tra gli anni trenta e quaranta, in uno slancio di orgoglio sessista dichiarò che il gioco femminile era così inferiore a quello maschile che anche un cinquantacinquenne come lui sarebbe stato in grado di battere una primatista di trent'anni più giovane senza troppi problemi.
La diretta interessata di allora, Billie Jeane King - già vincitrice di svariati tornei Wimbleton e U.S. Open - accettò allora la sfida che sarebbe stata ricordata come la 'Battaglia dei Sessi' e si sarebbe disputata il 20 settembre 1973 allo Houston Astrodome, in Texas, dove riuscì ad umiliare Rings e le sue assurde convinzioni. Nelle prossime settimane la King rivivrà in qualche modo il brivido di allora mettendo in imbarazzo un altro uomo dalle idee non meno agghiaccianti: il presidente russo Vladimir Putin e la sua politica aspramente omofoba.
giovedì 12 dicembre 2013
India - Diritti gay, la Corte Suprema riporta le lancette indietro di 150 anni
Alla fine in India ha vinto l'intolleranza. Quattro anni dopo la sentenza dell'Alta Corte di Delhi che aveva aperto la strada verso l'abrogazione dell'articolo 377 del Codice penale. Questa legge che risale all'epoca del dominio britannico e puniva chiunque avesse rapporti omosessuali con ben dieci anni di reclusione o addirittura l'ergastolo, un comportamento che secondo i giudici della capitale non costituiva più reato.
Questo fino a quando la Corte Suprema non ha deciso di far fare marcia indietro al paese, giudicando il verdetto incostituzionale scatenando un enorme delusione tra una comunità gay che in casa non gode certo di un vento favorevole.
giovedì 3 ottobre 2013
India - Q radio, la scommessa gay in un subcontinente ostile
"Non è molto lontano il giorno in cui non ci saranno più donne da sposare e tutti diventeranno gay". Le parole del ministro Farooq Abdullah sono molto chiare sulla posizione di un'India dove fino al 2009 l'omosessualità era ancora considerata un reato da perseguire. Eppure oggi arriva un primo importante segnale su come i tempi stiano cambiando anche nel gigante asiatico con la nascita della prima radio rivolta proprio alla comunità gay: radio Q.
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venerdì 20 settembre 2013
Vaticano - Elogio ad un papa di vera misericordia
"Il popolo di Dio ha bisogno di pastori, non di funzionari". Mi piace aprire con questa frase di Bergoglio la riflessione che voglio fare a poco più di sei mesi dall'inizio del suo pontificato. Perché le parole che papa Francesco ha usato nella sua intervista sulla rivista gesuita Civiltà Cattolica difficilmente potranno essere ignorate, specialmente in un paese dove per una sorta di fortunata coincidenza ha soffiato un identico vento di rinnovamento con il voto di ieri sulla legge contro l'omofobia.
lunedì 17 giugno 2013
Diario dal Mondo - XXV settimana
Arriva con un giorno di ritardo la consueta rubrica settimanale degli Esteri con Siria, Grecia e Iran a farla da padroni in questa puntata.
Gli ultimi giorni hanno segnato una rapida evoluzione per il teatro siriano dopo che gli Stati Uniti e in misura minore l'Egitto si sono schierati apertamente contro il regime di Assad. Ora bisognerà vedere se alle parole seguiranno azioni che possano ribaltare concretamente gli equilibri in campo.
Ha sicuramente colpito in molti la triste parabola che sta vivendo la Grecia con la chiusura prima della tv di Stato e pochi giorni dopo anche dell'orchestra sinfonica. Qualcuno forse si chiederà che senso abbia tanta austerità se dobbiamo rinunciare a quello che in fondo ci arricchisce molto più del denaro.
Concludiamo con l'Iran, che scalza all'ultimo momento la Turchia ancora in preda alle agitazioni, poiché la vittoria nelle presidenziali del candidato riformista Rohani ha le potenzialità di cambiare molte carte sul tavolo mediorientale. Buona lettura ;)
Gli ultimi giorni hanno segnato una rapida evoluzione per il teatro siriano dopo che gli Stati Uniti e in misura minore l'Egitto si sono schierati apertamente contro il regime di Assad. Ora bisognerà vedere se alle parole seguiranno azioni che possano ribaltare concretamente gli equilibri in campo.
Ha sicuramente colpito in molti la triste parabola che sta vivendo la Grecia con la chiusura prima della tv di Stato e pochi giorni dopo anche dell'orchestra sinfonica. Qualcuno forse si chiederà che senso abbia tanta austerità se dobbiamo rinunciare a quello che in fondo ci arricchisce molto più del denaro.
Concludiamo con l'Iran, che scalza all'ultimo momento la Turchia ancora in preda alle agitazioni, poiché la vittoria nelle presidenziali del candidato riformista Rohani ha le potenzialità di cambiare molte carte sul tavolo mediorientale. Buona lettura ;)
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lunedì 20 maggio 2013
Diario dal Mondo - XXI settimana
Torna con un leggero ritardo causa vacanze l'appuntamento settimanale degli Esteri con protagonisti gli Stati Uniti, la Nigeria e la Russia.
Per l'America di questi giorni si sono aperti una serie di problemi (scandalo intercettazioni Ap, scandali sessuali nel Pentagono, scandalo del Fisco) che farebbero drizzare i capelli di qualunque amministrazione.
In Nigeria il governo pare intenzionato a prendere sul serio la minaccia fondamentalista, sulla scia magari di quanto fatto nel non troppo lontano Mali.
Concludo con la Russia dove a dispetto dei progressi dei diritti gay in molti altri paesi (recentemente in Francia, Brasile e Portogallo) continuano ad esserci fortissime discriminazioni contro questa categoria. Buona lettura ;)
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domenica 24 marzo 2013
Il mondo ogni settimana - Numero tredici
Questa settimana degli Esteri della Tana si concentra sul Mediterraneo orientale, con protagonisti la piccola Cipro, la Turchia e il Libano.
Come ho già scritto qualche giorno, la gestione della crisi cipriota è una posta che sorpassa la sopravvivenza della moneta unica, inserendosi nella più ampia competizione energetica tra Europa e Russia.
La Turchia vive da parte sua una fase di distensione tanto interna con i curdi del Pkk che esterna, in particolare con Israele, il cui governo sembra aver finalmente chiesto scusa per l'incidente della Mavi Marmara.
Infine abbiamo il Libano in preda ad una crisi di governo che non potrebbe accadere in un momento peggiore, avendo il Paese dei cedri una tremenda guerra civile alle porte con un forte rischio contagio. Buona lettura ;)
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giovedì 17 maggio 2012
Figli di un amore minore
Oggi si celebra la giornata internazionale contro l'omofobia, tema molto delicato nel nostro paese per l'influenza della Chiesa e per un atteggiamento generalmente sprezzante, o quando va bene nella semplice derisione, verso una forma di amore e di coppia che da fin troppo tempo ha il diritto di essere riconosciuta alla pari di quella tradizionale. Solo che qui prima di discuterne, per di più nel periodo dello spread in cui le questioni civili sono letteralmente scomparse, ci pensano non due, ma dieci volte.
Negli Stati Uniti un presidente in cerca di rielezione non esita a dichiarare il suo sostegno ai matrimoni gay e persino lo sfidante repubblicano ha manifesrato delle inaspettate aperture. Sicuramente in America gli omosessuali avranno una maggiore influenza rispetto a qui, ma questo non rende il quasi mutismo nostrano meno imbarazzante...
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