
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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martedì 28 gennaio 2014
Brasile - Mariel, il filo che lega i Caraibi e Panama

venerdì 20 dicembre 2013
Cuba - Raul Castro e le 300 riforme
L'ultima novità annunciata da Cuba potrebbe stravolgere uno dei tratti caratteristici dell'isola. Tra poco tempo sarà possibile acquistare un'automobile senza l'autorizzazione governativa, estendendo un mercato finora limitato solo al listino precedente all'embargo degli anni sessanta.
Addio dunque alle sgargianti Pontiac o Buick, alle vecchie Ford o Chrysler senza le quali le strade dell'Avana non sarebbero quelle che abbiamo imparato a conoscere? Forse visto che con l'attuale reddito medio dei cubani ci vorrà ancora un bel po' di tempo prima di ritrovarli sommersi di Peugeot 208, Toyota Yaris, Opel Corsa e chissà quant'altro. Ma la strada imboccata dal fratello di Fidel per aprire uno degli ultimi regimi comunisti al mondo si profila abbastanza promettente.
mercoledì 6 marzo 2013
Venezuela - La morte di Chavez apre uno squarcio nella rampante America Latina
La fine di Chavez negli ultimi tempi era quasi annunciata, lo si sentiva nell'aria. I viaggi sempre più frequenti a Cuba per curarsi, un ritorno a Caracas apparentemente incoraggiante se non fosse per un silenzio quasi totale del caudillo che dava già di che pensare. E come ignorare il progressivo cambiamento d'umore del fedelissimo vicepresidente Maduro che dalle rassicurazioni iniziali non riusciva più a nascondere la propria apprensione. Ora per il Venezuela si apre improvvisamente un vuoto che il suo leader carismatico aveva fatto in tempo solo a coprire e non a colmare. Quale futuro attende il dopo-Chavez?
sabato 9 febbraio 2013
Il mondo ogni settimana - Numero sette
Rieccoci con l'appuntamento settimanale degli Esteri. Questa settimana i protagonisti della Tana sono la Tunisia, Cina e la Turchia. Con l'assassinio del leader laico tunisino Chokri Belaid la crisi delle primavere si estende dunque dall'Egitto alla Tunisia, dove il premier Jebali si trova assediato sia dagli oppositori che dai suoi stessi alleati di governo.
In Cina abbiamo la presunta rivoluzione del sindacato introdotto dalla Foxconn dopo gli scandali delle sue fabbriche cinesi, mentre che in Tibet continua una repressione che mette in dubbio sulla genuinità di questa riforma. Chiudiamo con la Turchia che pare allontanarsi dal cammino europeo e guardare molto più alle sue radici islamiche. Buona lettura ;)
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sabato 19 gennaio 2013
Il mondo ogni settimana - Numero quattro
Eccoci con il consueto appuntamento settimanale delle notizie dal mondo. I protagonisti che la Tana ha scelto in questa settimana sono innanzitutto l'Algeria per lo spettacolare quanto controverso sequestro in un impianto energetico che funge da esplicita rappresaglia per l'intervento occidentale nel Mali.
Seguono gli Stati Uniti che dopo la serie di stragi e assalti in varie città del paese sembrano determinati ad applicare un controllo molto più severo delle armi.
Torna infine il Pakistan che vede un aumento dell'incertezza politica per l'ordine d'arresto del premier Ashraf. Buona lettura :)
Seguono gli Stati Uniti che dopo la serie di stragi e assalti in varie città del paese sembrano determinati ad applicare un controllo molto più severo delle armi.
Torna infine il Pakistan che vede un aumento dell'incertezza politica per l'ordine d'arresto del premier Ashraf. Buona lettura :)
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martedì 30 ottobre 2012
Cara vecchia rivoluzione
La settimana scorsa si è fatto un gran parlare della presunta morte di Fidel Castro, il quale dopo essere scivolato dietro le quinte della politica cubana quattro anni fa ha ridotto sensibilmente le sue apparizioni in pubblico facendo speculare a più non posso sul suo effettivo stato di salute. Poi il leader maximo è puntualmente tornato sulla scena a dimostrazione che nonostante i suoi 86 anni riesce ancora a stare all'aria aperta e non soffre nemmeno di un mal di testa.
Teatrini governativi a parte non posso che provare simpatia nel vedere l'eroe della rivoluzione e di una generazione incanutita come lui dismettere la divisa per indossare i panni dell'innocuo vecchietto intento a passeggiare in mezzo ai campi. L'immagine di un uomo stanco come il suo paese che da più di cinquant'anni sconta un embargo che ne strozza l'economia e sogna di andare alla scoperta di un mondo andato per conto proprio.
Attualmente la situazione a Cuba è meno tragica di quella vissuta subito dopo la perdita della madre sovietica. L'Avana ha trovato dei nuovi alleati (in primis il Venezuela di Chavez e la Bolivia di Morales) che hanno aiutato l'isola ad integrarsi timidamente nel nuovo ordine latinoamericano a guida brasiliana, ma il fiato di Washington continua a soffiare troppo forte sul collo dei cubani. Molte delle aziende che hanno provato ad intrattenere affari continuano a subire pesanti ripercussioni da parte del Dipartimento del Tesoro Usa, mentre le parole incoraggianti che Obama aveva pronunciato riguardo un nuovo inizio finora sono sostanzialmente lettera morta.
Il cambiamento pare comunque inevitabile. Tra le novità di cui si discute maggiormente di recente ci sono le aperture che il regime concederà sulla migrazione, le quali prevedono tuttavia delle limitazioni importanti (tra cui medici, militari e naturalmente dissidenti) e hanno dei costi relativamente elevati per buona parte dei suoi cittadini. A giudicare da questo e dalla lentezza di altri progressi molti si chiederanno come mai Cuba esiti ancora tanto a rimettere in discussione un modello che la storia ha quasi estinto. Parte della responsabilità ovviamente ce l'ha l'intransigenza delle lobby anticastriste che allontanano ogni possibilità di una seria riconciliazione tra le due sponde e sono viste da molti cubani come un covo di rapaci opportunisti. D'altra parte il governo cubano tradisce una relativa incapacità di adattarsi ai tempi che cambiano, ma fintanto che la vecchia guardia (a cominciare dai fratelli Castro) continuerà a far sentire la sua ingombrante presenza le probabilità di svolte epocali continueranno ad essere scarse. Per ora ci si accontenta di stanchi sospiri come quelli di un anziano che sente scivolar via il tempo ma non può far altro che constatare la propria impotenza. Un po' come il Fidel delle ultime foto...
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