Missione compiuta, quindi ci dimettiamo. Questa la curiosa spiegazione che ha dato il governo egiziano del premier Hazem al-Beblawi nell'annunciare lunedì scorso in televisione il proprio ritiro. E quali sarebbero i successi che invece di promuovere l'esecutivo hanno paradossalmente segnato la sua volontaria uscita di scena? L'approvazione della nuova Costituzione e la messa in sicurezza delle città secondo alcuni. Oppure spianare la strada alle imminenti presidenziali di aprile per il generale Abdel Fatah al-Sisi secondo altri.
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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mercoledì 26 febbraio 2014
Egitto - Grandi manovre per le presidenziali
Missione compiuta, quindi ci dimettiamo. Questa la curiosa spiegazione che ha dato il governo egiziano del premier Hazem al-Beblawi nell'annunciare lunedì scorso in televisione il proprio ritiro. E quali sarebbero i successi che invece di promuovere l'esecutivo hanno paradossalmente segnato la sua volontaria uscita di scena? L'approvazione della nuova Costituzione e la messa in sicurezza delle città secondo alcuni. Oppure spianare la strada alle imminenti presidenziali di aprile per il generale Abdel Fatah al-Sisi secondo altri.
martedì 4 febbraio 2014
Egitto - La lunga persecuzione contro Al Jazeera
Da cassa di risonanza della rivolta a elemento sospetto da reprimere. Si potrebbe riassumere così la parabola egiziana del network Al Jazeera, che in questi giorni sta facendo discutere per il rilascio in rete di un filmato molto controverso che riguarda due suoi giornalisti, Peter Greste e Mohamed Fahmy.
lunedì 27 gennaio 2014
Egitto - L'esercito dà il via libera alla candidatura di al-Sisi
Alla fine, come molti prevedevano, è arrivata una mezza conferma (l'altra mezza giungerà probabilmente in serata) della discesa in campo del potente generale Abdul Fatah al-Sisi alle prossime elezioni presidenziali di aprile. Lo stato maggiore dell'esercito ha infatti approvato la candidatura del generale, che è stato appena promosso a maresciallo dal presidente ad interim Adli Mansur e quasi sicuramente si dimetterà dal suo nuovo incarico per entrare nell'arena politica.
venerdì 24 gennaio 2014
Egitto - Anniversario di sangue
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Epa |
Domani saranno tre anni esatti da quando gli egiziani in rivolta a piazza Tahrir fecero cadere il loro faraone Hosni Mubarak. Ma non c'è nulla da festeggiare e questo non soltanto perché l'Egitto di oggi non ha mantenuto quasi nessuna delle promesse di democrazia di allora.
C'è da festeggiare ancora meno nella capitale Il Cairo, dove una serie di attentati scatenati oggi in vari punti della capitale ha provocato la morte di almeno dodici persone e il ferimento di parecchie centinaia.
C'è da festeggiare ancora meno nella capitale Il Cairo, dove una serie di attentati scatenati oggi in vari punti della capitale ha provocato la morte di almeno dodici persone e il ferimento di parecchie centinaia.
giovedì 2 gennaio 2014
Egitto - La crociata dei militari contro gli islamisti... e i pupazzi...
Il tribunale del Cairo ha stabilito che l'ex presidente Mohamed Morsi sarà processato il prossimo 28 gennaio per l'evasione dal carcere di Wadi Natrun nel 2011. Assieme al leader dei Fratelli Musulmani (al-Ikhwan), su cui pende anche l'accusa di spionaggio e istigazione alla violenza, saranno giudicati anche un altro centinaio di persone tra membri della Fratellanza, Hamas e Hizbullah. Praticamente un processo all'intera galassia islamista del paese e a quello che si potrebbe definire il loro alleato più imprevedibile: un pupazzo di gommapiuma.
venerdì 13 dicembre 2013
Egitto - Una Costituzione 'militarmente corretta'
Da pochi giorni è finalmente pronta la nuova Costituzione che l'Egitto dovrà approvare definitivamente con un referendum che si dovrebbe tenere entro il prossimo gennaio. Rispetto alla Carta scritta dai deposti Fratelli Musulmani (al-Ihwan) il riferimento alla Sharia viene sostituito da termini come 'governo civile' o 'diritti delle donne', come a voler rimarcare la natura laica dopo la contestata parentesi di Morsi che ha provocato il golpe dello scorso luglio.
Peccato solo che leggendo meglio tra le righe si nasconda il solito, vecchio tranello di chi è il vero 'faraone' in tutta questa storia: l'esercito.
martedì 5 novembre 2013
Palestina - Dall'oppressione della Sharia alla ragazza portavoce. Hamas si tinge di rosa
Ha ventitré anni, ha studiato in Inghilterra, fa la giornalista e la scrittrice e di recente ha iniziato anche ad imparare l'ebraico. Da questi elementi si capisce subito come Israa al-Mudallal sia una giovane davvero brillante e soprattutto cosmopolita. In realtà ciò che la contraddistingue di più rispetto alle sue tante qualità è il fatto che sia stata scelta dal movimento islamista (e per alcuni governi anche terrorista) di Hamas come sua nuova portavoce. E la cosa sorprende molto perché l'organizzazione in tema di diritti sulle donne non ha goduto finora di un'ottima reputazione.
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martedì 24 settembre 2013
Egitto e Turchia - Morsi e Fazil Say, alterne fortune di un islamismo post rivoluzionario
L'uno cerca di stringere sempre di più il suo cappio sulla società, l'altro è sul punto di non lasciarvi più traccia. Per qualche scherzo del destino Turchia ed Egitto hanno vissuto quasi contemporaneamente lo scontro con il proprio popolo che si opponeva allo strapotere dei rispettivi leader. Il primo, Erdogan, ne è uscito ancora in piedi, mentre Morsi è stato rovesciato assieme al suo partito che adesso rischia addirittura l'estinzione. Esiste però un elemento in comune in entrambe le esperienze: la sconfitta della piazza e forse della primavera araba.
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giovedì 4 luglio 2013
Egitto - Adly Mansour, il nuovo presidente che rassicura i militari
Alla fine Morsi ha dovuto cedere al braccio di ferro con le forze armate. Con la destituzione del presidente si conclude l'avventura dei Fratelli Musulmani (al-Ikhwan) che assieme al loro leader ore sono stati letteralmente spazzati via dagli organi di potere e non solo.
Ora alla presidenza siede un giudice della Corte Costituzionale, Adly Mansour, il quale nelle sue prime dichiarazioni ("Non sono salito al potere con le elezioni, ma con la fiducia dei rivoluzionari in piazza") pare voler dare una degna conclusione ad un rovesciamento che è nato dalla piazza, ma è degenerato rapidamente in un colpo di mano militare.
Ora alla presidenza siede un giudice della Corte Costituzionale, Adly Mansour, il quale nelle sue prime dichiarazioni ("Non sono salito al potere con le elezioni, ma con la fiducia dei rivoluzionari in piazza") pare voler dare una degna conclusione ad un rovesciamento che è nato dalla piazza, ma è degenerato rapidamente in un colpo di mano militare.
domenica 9 giugno 2013
Diario dal Mondo - XXIV settimana
Nuovo appuntamento degli Esteri della Tana che questa volta ha come protagonisti gli Stati Uniti, la Turchia e la Siria.
Mentre facevo la lista ho notato come nelle ultime quattro settimane l'America sia stata nella top three per ben tre volte e sempre a causa degli scandali relativi alle intercettazioni. Per di più l'ultima polemica sorpassa enormemente la portata delle altre, mettendo in grave imbarazzo un'amministrazione come quella di Obama che aveva fatto della discontinuità con l'arbitrario Bush uno dei suoi cavalli di battaglia.
Avevamo lasciato la scorsa settimana con la protesta turca ai primi fuochi che gli sono valsi comunque un posto d'onore nella precedente classifica. Purtroppo visti i successivi sviluppi con diversi morti e agitazioni in altre città il posto lo conserva anche oggi nella speranza che le prime timide aperture del premier Erdogan avvicinino una soluzione tra le parti.
Concludiamo con la Siria innanzitutto per l'ottima notizia che l'inviato Domenico Quirico è ancora vivo, oltre che per la conquista delle truppe lealiste della città di Qusayr, importante tassello strategico per un'eventuale offensiva nelle roccaforti interne dell'ESL. Buona lettura ;)
Mentre facevo la lista ho notato come nelle ultime quattro settimane l'America sia stata nella top three per ben tre volte e sempre a causa degli scandali relativi alle intercettazioni. Per di più l'ultima polemica sorpassa enormemente la portata delle altre, mettendo in grave imbarazzo un'amministrazione come quella di Obama che aveva fatto della discontinuità con l'arbitrario Bush uno dei suoi cavalli di battaglia.
Avevamo lasciato la scorsa settimana con la protesta turca ai primi fuochi che gli sono valsi comunque un posto d'onore nella precedente classifica. Purtroppo visti i successivi sviluppi con diversi morti e agitazioni in altre città il posto lo conserva anche oggi nella speranza che le prime timide aperture del premier Erdogan avvicinino una soluzione tra le parti.
Concludiamo con la Siria innanzitutto per l'ottima notizia che l'inviato Domenico Quirico è ancora vivo, oltre che per la conquista delle truppe lealiste della città di Qusayr, importante tassello strategico per un'eventuale offensiva nelle roccaforti interne dell'ESL. Buona lettura ;)
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domenica 12 maggio 2013
Diario dal Mondo - XX settimana
Siamo giunti ormai a venti edizioni degli Esteri della Tana con questa volta come protagonisti il Pakistan, gli Stati Uniti e la Nigeria.
Voto di sangue in uno degli Stati più pericolosi del pianeta, dove la vittoria di Sharif è stata segnata dai ripetuti attacchi dei fondamentalisti che hanno mantenuto la parola di farla pagare a coloro che avessero osato recarsi alle urne.
Negli Stati Uniti prosegue il dibattito sulle armi, anche se a far discutere è l'orrore di Cleveland, la sevizia di tre donne passata completamente inosservata per anni. Chiude la Nigeria con i gruppi tribali (Boko Haram e non) che tornano alla carica falciando in una sola settimana quasi un centinaio di poliziotti. Buona lettura ;)
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domenica 3 marzo 2013
Il mondo ogni settimana - Numero dieci
Ecco nuovamente l'appuntamento settimanale degli Esteri, che d'ora in poi sarà spostato la domenica anche per conciliarlo meglio con gli impegni del sottoscritto, a cui purtroppo non danno mai tregua. I protagonisti di questa settimana sono Egitto, Israele e Stati Uniti.
Non finiscono i problemi per il protagonista più importante della primavera araba, tra contestazioni e crisi economiche che hanno spinto qualche funzionario a ventilare la cessione del patrimonio archeologico nazionale per far cassa.
Tensioni interne ed esterne anche per Israele alle prese con una rivolta dei prigionieri e con la crescente ostilità della Turchia sempre più orientata ad essere la rivale regionale di Tel Aviv.
Concludiamo con gli Stati Uniti dove Obama ha perso una battaglia contro il fiscal cliff, trovandosi costretto a firmare i primi tagli alla spesa pubblica che rallenteranno sicuramente la ripresa economica del gigante a stelle e strisce. Buona lettura :)
Non finiscono i problemi per il protagonista più importante della primavera araba, tra contestazioni e crisi economiche che hanno spinto qualche funzionario a ventilare la cessione del patrimonio archeologico nazionale per far cassa.
Tensioni interne ed esterne anche per Israele alle prese con una rivolta dei prigionieri e con la crescente ostilità della Turchia sempre più orientata ad essere la rivale regionale di Tel Aviv.
Concludiamo con gli Stati Uniti dove Obama ha perso una battaglia contro il fiscal cliff, trovandosi costretto a firmare i primi tagli alla spesa pubblica che rallenteranno sicuramente la ripresa economica del gigante a stelle e strisce. Buona lettura :)
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sabato 2 febbraio 2013
Il mondo ogni settimana - Numero sei
I protagonisti di questa settimana della Tana appartengono tutti al mondo arabo e mediorientale visto che si tratta dell'Egitto, d'Israele e del Mali. Continua la contrapposizione tra il presidente Morsi e il movimento di piazza Tahrir con il preoccupante rafforzamento dell'esercito che sta rendendo la terra dei Faraoni un vero e proprio stato di polizia.
Israele da parte sua vive un parziale disgelo con l'Autorità Nazionale palestinese, anche se proprio per la Cisgiordania raccoglie una condanna da parte della comunità internazionale mentre agisce in modo non molto chiaro nei cieli dell'arcinemesi siriana.
Resta infine il Mali che vede l'irresistibile avanzata della coalizione franco-maliana sebbene la vittoria a portata di mano non garantirà come in molti scenari simili una completa risoluzione del problema. Buona lettura :)
Israele da parte sua vive un parziale disgelo con l'Autorità Nazionale palestinese, anche se proprio per la Cisgiordania raccoglie una condanna da parte della comunità internazionale mentre agisce in modo non molto chiaro nei cieli dell'arcinemesi siriana.
Resta infine il Mali che vede l'irresistibile avanzata della coalizione franco-maliana sebbene la vittoria a portata di mano non garantirà come in molti scenari simili una completa risoluzione del problema. Buona lettura :)
sabato 26 gennaio 2013
Il mondo ogni settimana - Numero cinque
Nel numero degli Esteri di questa settimana i protagonisti scelti dalla Tana i protagonisti sono Israele, Grecia e Regno Unito. Nel primo caso ci sono ovviamente le elezioni che hanno ridimensionato le ambizioni di Netanyahu che avrà più difficoltà a far confrontare il suo paese con un'area in perenne fermento.
La Grecia si è distinta invece per il lungo sciopero dei dipendenti della metropolitana di Atene che ha scatenato una durissima reazione del governo con una misura d'emergenza che farà senz'altro discutere.
Concludiamo con il governo conservatore di David Cameron che nella sua oscillazione tra timido europeismo e pulsioni isolazioniste ha seminato malcontento sia nell'Unione che in America. Buona lettura ;)
La Grecia si è distinta invece per il lungo sciopero dei dipendenti della metropolitana di Atene che ha scatenato una durissima reazione del governo con una misura d'emergenza che farà senz'altro discutere.
Concludiamo con il governo conservatore di David Cameron che nella sua oscillazione tra timido europeismo e pulsioni isolazioniste ha seminato malcontento sia nell'Unione che in America. Buona lettura ;)
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sabato 19 gennaio 2013
Il mondo ogni settimana - Numero quattro
Eccoci con il consueto appuntamento settimanale delle notizie dal mondo. I protagonisti che la Tana ha scelto in questa settimana sono innanzitutto l'Algeria per lo spettacolare quanto controverso sequestro in un impianto energetico che funge da esplicita rappresaglia per l'intervento occidentale nel Mali.
Seguono gli Stati Uniti che dopo la serie di stragi e assalti in varie città del paese sembrano determinati ad applicare un controllo molto più severo delle armi.
Torna infine il Pakistan che vede un aumento dell'incertezza politica per l'ordine d'arresto del premier Ashraf. Buona lettura :)
Seguono gli Stati Uniti che dopo la serie di stragi e assalti in varie città del paese sembrano determinati ad applicare un controllo molto più severo delle armi.
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sabato 22 dicembre 2012
Il mondo ogni settimana - Numero due
Torna la rubrica settimanale degli Esteri, che viene spostata definitivamente il sabato in quanto mi sembrava piuttosto anomalo chiudere la panoramica di giovedì.
Per la Tana i protagonisti di questa settimana sono gli Stati Uniti, l'Egitto, il Giappone e una menzione speciale per l'India che ci riguarda da vicino.
Buona lettura :)
Per la Tana i protagonisti di questa settimana sono gli Stati Uniti, l'Egitto, il Giappone e una menzione speciale per l'India che ci riguarda da vicino.
Buona lettura :)
venerdì 14 dicembre 2012
Il mondo ogni settimana - Numero uno
Nasce oggi una piccola rubrica che uscirà ogni venerdì e sarà dedicata ai fatti più salienti avvenuti nel mondo dal sabato al giovedì precedente.
L'idea nasce dall'esigenza di dedicare i post più corposi ad approfondimenti esteri più originali e stimolanti invece di rincorrere le notizie col risultato di scrivere dei pezzi a volte troppo anonimi.
In questo modo spero di conciliare la copertura della maggior parte degli sviluppi internazionali con un dibattito di maggior spessore.
I protagonisti di questa settimana secondo la Tana sono la Corea del Nord, la Siria e il Venezuela. Ma andiamo con ordine.
L'idea nasce dall'esigenza di dedicare i post più corposi ad approfondimenti esteri più originali e stimolanti invece di rincorrere le notizie col risultato di scrivere dei pezzi a volte troppo anonimi.
In questo modo spero di conciliare la copertura della maggior parte degli sviluppi internazionali con un dibattito di maggior spessore.
I protagonisti di questa settimana secondo la Tana sono la Corea del Nord, la Siria e il Venezuela. Ma andiamo con ordine.
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mercoledì 5 dicembre 2012
Egitto - La piazza che non molla
Ieri sera di fronte all'assalto dei manifestanti che hanno costretto gli agenti di sicurezza a darsi alla fuga, il presidente egiziano Mohamed Morsi ha dovuto abbandonare il palazzo presidenziale di tutta fretta.
A un anno e mezzo dalla caduta di Hosni Mubarak e una settimana di tensione crescente, l'Egitto torna dunque in grande fermento e vede il futuro del governo dei Fratelli Musulmani diventare più incerto che mai.
Di sicuro il presidente Morsi ha capito una cosa: una parte importante dell'Egitto non è più disposta ad aprire la strada ad un altro faraone.
A un anno e mezzo dalla caduta di Hosni Mubarak e una settimana di tensione crescente, l'Egitto torna dunque in grande fermento e vede il futuro del governo dei Fratelli Musulmani diventare più incerto che mai.
Di sicuro il presidente Morsi ha capito una cosa: una parte importante dell'Egitto non è più disposta ad aprire la strada ad un altro faraone.
martedì 20 novembre 2012
Gaza - Il pugno sulle formiche
Dopo un'anno e mezzo di chiusura a riccio dovuta alla lunga stagione d'incertezza regionale, lo stato israeliano ha finalmente ripreso l'iniziativa, anche purtroppo lo fa ancora una volta con un uso spropositato della violenza. E se la prende di nuovo con Gaza, che a sei giorni dall'inizio dell'operazione Colonna di Nuvole (nome poetico per descrivere quello che è in sostanza un fitto bombardamento) ha registrato un centinaio di vittime e almeno settecento feriti. Inoltre lo schieramento di migliaia di truppe israeliane al confine con la Striscia lascia presagire addirittura un'imminente campagna via terra.
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giovedì 13 settembre 2012
Brucia il Levante
Quando l'Islam e la libertà d'espressione s'incontrano la cosa non sempre va a buon fine. A volte ci scappa addirittura il morto come avvenne nel 2004 con l'omicidio del regista Theo Van Gogh a causa del suo corto Submission e episodi di questo genere hanno stimolato fior di dibattiti sulla giusta misura da intraprendere al riguardo. Intanto la storia purtroppo si è ripetuta dopo la comparsa di recente su internet di un presunto documentario anti-islam, più una provocazione che un onesto sforzo intellettuale, il quale ha scatenato una feroce reazione in vari paesi di fede musulmana come l'Egitto, lo Yemen e la Libia.
Proprio in quest'ultimo paese, orgoglio della buona transizione democratica (l'Occidente non invade più, ma si accontenta di offrire supporto logistico ai ribelli), è rimasto ucciso l'ambasciatore americano assieme ad alcuni suoi collaboratori. La strage oltre a mettere in allarme la comunità internazionale e a confermare i timori di chi vedeva nel crollo del tirannico status quo l'arrivo di un'ondata islamista nella regione, rappresenta un gravissimo smacco per Obama. E il presidente americano non volendo mostrarsi debole all'indomani dell'anniversario dell'11 settembre ha subito inviato due navi da guerra verso Tripoli.
A giudicare da questa misura dissuasiva e dalla tiepida condanna delle violenze da parte del presidente egiziano Mohamed Morsi, potenziale capofila di un Medio Oriente meno accondiscendente di un tempo, di acqua sotto i ponti dalla mano tesa di Obama al Cairo ne è proprio passata tanta. Occorre comunque mantenere il sangue freddo, anche perché il pericolo che gli attori regionali approfittino delle tensioni in corso per lanciarsi in disperate rese dei conti è più alto che mai...
A giudicare da questa misura dissuasiva e dalla tiepida condanna delle violenze da parte del presidente egiziano Mohamed Morsi, potenziale capofila di un Medio Oriente meno accondiscendente di un tempo, di acqua sotto i ponti dalla mano tesa di Obama al Cairo ne è proprio passata tanta. Occorre comunque mantenere il sangue freddo, anche perché il pericolo che gli attori regionali approfittino delle tensioni in corso per lanciarsi in disperate rese dei conti è più alto che mai...
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