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sabato 25 gennaio 2014

Videogiochi - Shelter

Eccoci dopo tanto tempo a parlare nuovamente di videogiochi, una sezione che vorrei mantenere per il weekend anche se il poco tempo a disposizione non mi consente di starci dietro abbastanza, specialmente per le recensioni. Oggi voglio parlare di un gioco che può essere indicato proprio per quelli che si trovano nella mia situazione, nel senso che non dura troppo a lungo ma riesce comunque a regalare delle belle emozioni. 

sabato 22 giugno 2013

Videogiochi - Arriva Dragon Ball Z: Battle of Z

Quanti fan di Dragon Ball hanno sognato di rivivere su console le frenetiche battaglie del capolavoro di Akira Toriyama? Attenzione, qui non stiamo parlando degli epici scontri a due come quello tra Goku e Freezer su Namecc o Gohan e Cell che abbiamo già potuto rivivere grazie ad ottimi giochi della Namco-Bandai come Bukodai Tenkaichi.
Chi voleva rivivere le altrettanto mitiche schermaglie di gruppo di Dragon Ball Z invece sembrava destinato a rimanere a bocca asciutta, se non fosse che è stato da poco annunciato per la fine di quest'anno Dragon Ball Z: Battle of Z per PlayStation 3, Xbox 360 e PlayStation Vita. E le novità in proposito si annunciano più ghiotte che mai.

sabato 8 giugno 2013

Videogiochi - Aspettando Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows

Negli ultimi tempi non mi è facile trovare un momento di scrivere dei miei amati videogiochi, ma avendone oggi l'occasione voglio dedicarla ad un gioco che farà sicuramente emozionare gli amanti del retrogaming. Chi non ricorda infatti lo splendido cabinato delle Tartarughe Ninja nelle sale giochi di una ventina di anni fa, dove assieme ad altri tre amici e una buona dose di gettoni potevamo farci strada tutti assieme contro il perfido impero di Shredder? La buona notizia è che quei momenti stanno per tornare con il nuovissimo Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows, in uscita il prossimo 26 giugno su PlayStation 3, Xbox 360 e Pc.

mercoledì 17 aprile 2013

Videogiochi - Dishonored, la verità è solo nelle nostre mani

Dunwall, una città dove la verità è avvolta da trame fitte come il fumo delle sue ciminiere. La storia di Dishonored, videogioco sviluppato da Arkane Studios per PC, PlayStation 3 e Xbox 360 si apre con una tragedia che si trasforma subito in menzogna quando veniamo accusati ingiustamente di aver ucciso la nostra amata imperatrice.
Scampato alla morte per un soffio il nostro personaggio, la fedele guardia Corvo Attano, si troverà a combattere per il proprio riscatto che saremo noi a decidere se sarà scavato nel solco della giustizia o in quello della vendetta.

giovedì 11 aprile 2013

Videogiochi - Arriva Batman: Arkham Origins


È Natale nella città di Gotham, ma l’allegria delle luci infesta non deve trarre in inganno. Per le strade è in corso una spietata caccia all’uomo lanciata dal criminale Black Mask per sbarazzarsi di un giovane giustiziere vestito da pipistrello. Dopo il manicomio e la città infestata dal caos, la Warner Bros. ha annunciato che tornerà a farci indossare i panni del celebre eroe DC creato da Bob Kane, Batman, in un prequel che vuole dire la sua sulle origini del mito: Batman, Arkham Origins. Sarà questo capitolo un degno erede degli ottimi predecessori (ArkhamAsylum e Arkham City) firmato Rocksteady Studios?

giovedì 21 febbraio 2013

Arriva la PlayStation 4

Entro Natale 2013 il mondo dei videogiochi avrà una nuova console. Dopo giorni di fervente attesa e numerosi indiscrezioni è stata annunciata finalmente la PlayStation 4, la console Sony che assieme alla Nintendo Wii U ed alla futura Xbox (che a questo punto si pensa sarà annunciata fra breve) aprirà definitivamente le porte dell'ottava generazione per le piattaforme casalinghe.
Tante le novità al PlayStation Meeting di New York di ieri, anche se purtroppo non esiste ancora un'immagine della nuova ammiraglia Sony a parte quella del controller DualShock che introduce l'immancabile touch screen. Quali sono le caratteristiche della nuova macchina da guerra targata Sony?

domenica 18 novembre 2012

Ecce Grand Theft Auto V

L'annuncio di un nuovo Grand Theft Auto è sempre un grande evento per il mondo videoludico, per il quale equivale a quelle mega produzioni cinematografiche dai budget stratosferici. Il quarto episodio ad esempio è costato agli sviluppatori la bellezza di 100 milioni di dollari, incassandone però il triplo in appena 24 ore dalla messa in vendita. E i risultati si sono avuti non solo dal punto di vista delle vendite, ma anche nel definire nuovi standard nel genere come hanno fatto anche i capitoli della scorsa generazione (da Grand Theft Auto III, passando per gli spin-off Vice City e San Andreas).

domenica 4 novembre 2012

Mini Ninjas


In questa domenica videoludica della Tana stavolta non c'è nessuna anteprima (e ce ne sarebbero da scrivere), ne approfitto anzi per parlare di un simpatico giochetto che in questi giorni ha piacevolmente spezzato la mia sete di conquista. Si tratta di Mini Ninjas, avventura sviluppata dalla IO Interactive e pubblicata dalla più celebre Eidos che già da qualche tempo aveva stuzzicato la mia immaginazione per via dell'insolita raffigurazione dei leggendari guerrieri della notte con le fattezze da cartone animato.


In effetti dalle prime battute il gioco non smentisce quest'impressione. E la storia neppure. Si narra infatti che un fantomatico Signore della Guerra sia tornato dall'esilio forzato per compiere la sua vendetta grazie ad un tremendo sortilegio che trasforma ogni animale in un samurai pronto a servirlo, raccogliendo così un esercito sufficiente a realizzare i suoi piani di conquista. L'unica salvezza sono un gruppo di ninja che purtroppo nel corso della loro ricognizione hanno fatto perdere le loro tracce. Tutti tranne il Maestro e il suo ultimo discepolo, Hiro che partirà a sua volta alla ricerca dei suoi compagni. Una favola in piena regola.


Il pregio di Mini Ninjas sta nell'offrire un'esperienza di gioco piacevole e rilassante, l'ideale per chi dopo una giornata impegnativa vuole svagarsi senza troppi patemi e magari sorridere vedendo questo gruppo di piccoletti (ninja e samurai automi) darsele di santa ragione tra buffe acrobazie e urla da guerra in falsetto. Man mano che avanzeremo nella storia si aggiungeranno dalla nostra parte i ninja che ci hanno preceduto, ognuno caratterizzato da uno stile di combattimento differente anche se il guerriero più versatile resta ovviamente Hiro. Per la gioia dei perfezionisti vi sono inoltre una serie di collectibles (non eccessivamente tanti per fortuna) che invoglieranno a ritornare in livelli già completati e soddisfare la nostra brama di raccogliere tutto.


Dal punto di vista tecnico il gioco non è al top degli standard (del resto è uscito tre anni fa), anche se nel complesso si presenta ancora abbastanza bene. Le animazioni sono convincenti e la palette cromatica è molto colorata e vivace, offrendo talvolta degli splendidi paesaggi che non stonerebbero in produzioni più stilistiche come Okami. La giocabilità presenta alcuni limiti come nella collisione tra poligoni (specie nei dislivelli) o una telecamera che si diverte a ruotare di scatto nei passaggi più angusti. Non un capolavoro, ma comunque gradevole.


domenica 28 ottobre 2012

La rinascita di Lara Croft

Tra le icone maggiormente conosciute del mondo dei videogiochi spicca senz'altro il personaggio di Lara Croft, l'archeologa in shorts e armata di tutto punto (nonché dotata una generosa misura di reggiseno) che ha accompagnato da protagonista gli anni mitici della prima PlayStation (1995-1999). Sfortunatamente il salto generazionale non ha portato i miglioramenti che si sperava e la serie ha iniziato una lunga decadenza interrotta solo con il passaggio dagli sviluppatori della Core Design a quelli della Crystal Dynamics, che hanno prodotto un paio di capitoli (Legend e Anniversary) più un nostalgico rifacimento del capostipite di discreta qualità, ma per niente paragonabili al carisma delle origini.


Una delle ragioni della crisi di Tomb Raider si può ricollegare all'aver mantenuto delle meccaniche di gioco e una caratterizzazione della protagonista (la classica bomba sexy con grinta da vendere) decisamente indietro con i tempi. Per questo la Crystal Dynamics ha deciso di resettare la serie non solo dal punto di vista strutturale, ma soprattutto da Lara che promettono sarà molto più umana e fragile così da aumentare l'empatia tra lei e il pubblico. 


Il misto tra l'Indiana Jones e 007 cede dunque il posto ad una giovane fresca d'università che parte per una spedizione alla ricerca della leggendaria flotta perduta del Kublai Khan (1215-1294). Peccato che il viaggio venga bruscamente interrotto da una tempesta, gettando l'ambiziosa avventuriera in un'isola che non si rivelerà certo un paradiso tropicale. 


A differenza degli altri capitoli della serie, Lara non avrà nessun gadget super tecnologico tanto meno le armi che l'hanno contraddistinta in tante sue copertine. La lotta per sopravvivere perciò si annuncia molto più dura  e sofferta che in passato, tanto a livello fisico che mentale come dimostrano le numerose istantanee che ritraggono una donna quasi sempre al limite (girano anche voci di un presunto tentativo di stupro che sviluppatori hanno però ridimensionato d'importanza).


Il nuovo Tomb Raider è previsto per marzo 2013 e non nascondo che lo attendo con impazienza essendo Lara parte della mia adolescenza videoludica. La nuova prospettiva del personaggio inoltre è un punto decisamente a favore per tenere d'occhio questo titolo, sperando comunque che la buona qualità della trama venga corredata da una giocabilità di pari livello. Non mancherò sicuramente di dare il mio parere, lasciandovi nel frattempo il solito trailer in game dall'ultimo E3 di Los Angeles. Buona visione.





domenica 14 ottobre 2012

Verso Metro: Last Light

Per gli amanti dei survival horror l'inizio del prossimo anno non potrebbe essere più ghiotto con l'arrivo di due giganti come BioShock Infinite e Dead Space 3. C'è poi un terzo incomodo meno blasonato, ma non per questo meritevole di passare inosservato. Si tratta di Metro:Last Light, il seguito del buon Metro 2033, shooter ispirato ai romanzi di Dmitry Glukhovsky uscito quasi tre anni fa per PC e Xbox 360.


Ciò che contraddistingue l'esperienza di Metro 2033 sono gli ambienti claustrofobici che ci trovavamo ad attraversare sotto una Mosca resa invivibile dal disastro nucleare. A differenza di scenari simili come Fallout che alternavano fasi dungeon a escursioni all'aperto, qui il nostro alter ego si troverà ad avventurarsi prevalentemente tra oscuri quanto malsani cunicoli della metropolitana e altri angusti passaggi così radioattivi da costringerli ad attraversarli con una maschera che renderà la nostra visuale ancor più annebbiata.



Naturalmente non saremo gli unici sopravvissuti, ma non c'è da illudersi perché nella catastrofe difficilmente troveremo degli amici disinteressati. Quel che importa a quest'umanità diffidente ed aggressiva infatti è riuscire a sopravvivere alle varie bande di predoni (d'ispirazione più o meno politica) che hanno riempito il vuoto lasciato da una società al collasso, per non parlare delle creature denominate Tetri, la cui ferocia e potenza risveglia un timore quasi reverenziale. 


Metro 2033 si concludeva con il disperato tentativo di porre fine almeno alla minaccia dei Tetri. Metro:Last Light riprende laddove il capitolo precedente si era fermato e a giudicare dai trailer sembra che la trama sarà incentrata sullo scontro tra le fazioni che popolano i sotterranei di Mosca e un misterioso individuo che potrebbe avere la soluzione per ridare la pace a questa civiltà martoriata. Non resta che aspettare maggiori dettagli e gustarsi questo lungo filmato di gameplay tanto per avere un assaggio di quest'imminente discesa negli inferi.






domenica 7 ottobre 2012

A fine Ottobre il secondo capitolo di Silent Hill


Amanti del genere Horror ricorderete di sicuro Silent Hill? Film del 2006 diretto da Christophe Gans è tratta dalla celebre saga di videogiochi survival horror Silent Hill, è uscita in Italia il 7 luglio 2006. La storia, seppure in parte diversa, traeva essenzialmente origine da quella del primo capitolo della serie.
Ora, 6 anni dopo, è in arrivo il tanto atteso sequel, Silenti Hill: Revelation, in uscita il 31 ottobre al cinema. 


Heather Mason è una ragazza che da tempo fa spaventosi incubi legati a Silent Hill, così, alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, si dirige nella città per investigare sulla scomparsa del padre e sul motivo dei suoi incubi. Arrivata a Silent Hill, Heather scoprirà di non essere chi pensava e vivrà una terribile avventura che la minaccerà di non farla più tornare a casa trattenendola nelle buie e nebbiose strade della demoniaca città.

Più avanti non perderemo occasione di approfondire tutte le componenti oniriche di questa interessante serie, per ora vi basterà sapere che le prime voci del film sono cominciate nel 2010, quando i produttori avevano puntato su un sequel visto l'incasso del primo film, il ruolo della regia è stato assegnato a Michael J. Basset (che non è il regista del primo film), successivamente gli è stato assegnato anche il ruolo di sceneggiatore, puntando tutta la direzione su di lui.
Il film è stato girato a partire da marzo 2011 ed è terminato ad agosto, sono stati allestiti molte zone presenti anche nel gioco (il film è stato tratto da Silent Hill 3 ) come ad esempio il lunapark di Silent Hill apparso anche nel gioco, che è stato allestito a Cherry Beach.




domenica 30 settembre 2012

Il ritorno dei cesari - Total War: Rome 2

Erano quasi dieci anni che i fan aspettavano il remake di quello che si potrebbe definire uno dei migliori Total War mai realizzati. Dopotutto la Creative Assembly era già tornata una volta nel Medioevo e poi in quel Giappone dove una delle saghe strategiche più spettacolari mai realizzate fece il suo debutto la bellezza di dodici anni fa (praticamente due generazioni videoludiche). A luglio poi è arrivata la conferma: Rome 2, o meglio stando alla nuova denominazione, Total War: Rome 2 è ufficialmente in sviluppo.

Considerando il tempo trascorso dall'uscita del capitolo originale di carne da aggiungere al fuoco ce n'è moltissima. Non solo a livello tecnico che offrirà eserciti molto più corposi e dettagliati (niente più armate di cloni), ma anche negli aspetti economici e diplomatici che da Empire: Total War sono stati sensibilmente migliorati. Questo ovviamente non vuol dire che la strada per la gloria si risolverà in una passeggiata di salute, ma solo che gli intrighi e i voltafaccia invece di essere una costante tanto gratuita quanto irritante cercheranno di seguire una loro logica.  


Tra le novità più gettonate ci sono sicuramente gli scontri navali, un vuoto che ha lungamente pesato sulla storia della saga, ma che alla fine è stato brillantemente risolto con un sistema di battaglie navali di tutto rispetto. Preparatevi dunque a solcare gli oceani con triremi, quadriremi e quant'altro la marina dell'epoca è in grado di offrire per scontri dal sapore epico.


Le informazioni trapelate purtroppo non sono molte (il gioco è previsto l'anno prossimo) e le immagini del gameplay sono ancora meno. Vi lascio tuttavia con uno dei pochi filmati che mostra questo gioiellino in azione, rimanendo come voi in attesa di maggiori dettagli e di rivivere finalmente l'audacia di un Cesare, il coraggio di un'Annibale o magari l'ambizione di un diadoco a ricostruire l'impero di un noto macedone.


domenica 23 settembre 2012

Verso Europa Universalis IV

La Tana è in procinto di riorganizzarsi, anche se fin da subito annuncio che la domenica è stata eletta a giorno dedicato alla mia passione videoludica. Pertanto oggi voglio approfittarne per scrivere un post sull'ultimo grande annuncio Paradox Interactive: Europa Universalis IV. I giorni delle mie campagne a Europa Universalis III sono dunque contati, ma non così presto visto manca ancora un bel po' all'uscita effettiva che è prevista in pieno 2013.

Il quarto capitolo della killer application Paradox alquanto pare farà nuovamente partire il giocatore da un momento cruciale nella storia dei Balcani. Se nel terzo capitolo senza espansioni ci trovavamo all'indomani della caduta della Costantinopoli bizantina (29 maggio 1453) per mano dei turchi ottomani, la nostra avventura adesso comincerà a seguito della battaglia di Varna (10 novembre 1444), dove la tragica sconfitta della coalizione polacco-ungherese aprì definitivamente le porte dell'Europa orientale al sultano Murad II.


Gli sviluppatori promettono radicali cambiamenti nella struttura finora conosciuta, eliminando funzionalità come gli slider per la politica interna o le spie e riscrivendone quasi completamente altre tra cui il commercio e la diplomazia. Tutto per amore di un'esperienza di gioco più godibile ed equilibrata che vuole portare la maturità artistica raggiunta con l'acclamato Crusader Kings II ad un nuovo livello.


Altra promessa di cui già abbiamo numerose prove è la qualità di dettaglio raggiunta da questa saga. La mappa è ricchissima di particolari e sarà condizionata anche dalle stagioni (un fattore da non sottovalutare per i guerrafondai pre-motorizzati). I soldati che rappresentano le nostre armate sono migliorati moltissimo, mostrandosi ben proporzionati e con texture di tutto rispetto, sebbene sia rimasto un po' deluso per la scelta di mantenere questa specie di giganti che valicano montagne e fiumi. Secondo me infatti sarebbe molto più appagante sostituirli con dei piccoli eserciti con la dimensione che varia a seconda del numero. Pazienza.


Non resta che attendere maggiori dettagli e la Tana non mancherà di offrire la sua personalissima recensione, ovviamente corredata di una prima campagna di un'incarnazione che si annuncia fin da subito come il nuovo capolavoro di questi geniali svedesi. 



giovedì 16 agosto 2012

Hearts of Iron III - Grecia

Il ciclo della prima maratona Paradox si conclude finalmente con Hearts of Iron III nei panni di una nazione che a dispetto delle sue dimensioni ridotte è riuscita a giocare un brutto scherzo alle forze dell'Asse. Stiamo parlando della Grecia che l'Italia fascista credeva di schiacciare facilmente per iniziare a costruire il suo impero balcanico, mentre le forze elleniche non solo hanno respinto l'offensiva ma erano sul punto di buttare fuori i loro cugini dalla testa di ponte che avevano da poco stabilito in Albania. Questo finché la Wehrmacht con un'apposita quanto forse fatale deviazione dall'imminente attacco all'Unione Sovietica non ha dato una mano all'umiliato Duce...


Ma cosa sarebbe potuto succedere invece se i greci, carichi di risentimento per il naufragio della Megali Idea nella guerra contro la Turchia di Ataturk, non avessero maturato una nostalgia imperiale simile a quella fascista guardando però all'impero bizantino piuttosto che a quello romano? Per soddisfare i sogni di gloria è d'obbligo unirsi all'Asse (orientarsi verso gli Alleati porterebbe solo a un tragico isolamento, mentre il Comintern potrebbe essere un'interessante variante...) e soprattutto far prima di quegli italiani che non vedono l'ora di attraversare l'Adriatico.


Il primo obiettivo non poteva essere dunque che l'Albania, seguita poco dopo dalla Bulgaria che non ha opposto grande resistenza. E prima ancora che si svegliasse la furia germanica in Europa avevo già concluso la mia ultima grande offensiva contro la Jugoslavia, saldando i confini delle tre principali potenze dell'Asse: Germania, Italia e naturalmente Grecia che nei suoi nuovi confini rispecchiava già molto la potenza dell'antica Bisanzio.


Un'espansione rapida e decisa che decisi d'interrompere per riorganizzare le forze e favorire lo sviluppo del mio nuovo impero costruendo strade e nuove fabbriche. Per due anni guardai in disparte la travolgente avanzata tedesca che si assicurò il dominio sul continente e non paga decise di lanciare una spettacolare invasione contro l'Unione Sovietica. A questo punto Berlino iniziò a spazientirsi per la mia ostinata neutralità, che decisi di rompere solo quando la linea del fronte si era già spinta abbastanza in profondità. Inoltre l'unico modo per combattere direttamente contro i bolscevichi mi offriva l'opportunità di raccogliere l'ultimo pezzo mancante alla nuova Bisanzio, forse il più importante di tutti: la Turchia.


La guerra contro l'Urss si risolse in un trionfo dell'Asse, con la Germania che estese i suoi confini fino agli Urali. A ricompensa del mio ingresso in guerra guadagnai l'intero territorio del Caucaso fino al Mar Caspio, chiudendo definitivamente il fronte orientale anche perché gli italiani nel frattempo avevano sbaragliato gli inglesi in Egitto e in Medio Oriente fino in Iraq. Con il Mediterraneo saldamente in mano ai miei alleati potevo togliermi l'ultimo sfizio con l'occupazione di Cipro che i britannici si ostinavano a controllare senza averne alcun diritto.


Gli ultimi anni della campagna furono costellati da ripetuti tentativi d'invasione delle truppe anglo-americane non solo nella canonica Normandia, ma anche in Danimarca, Provenza e persino in Turchia e Croazia dove però non ho faticato molto a ricacciarli in mare. 


La mappa è del 1948 e mostra il dominio incontrastato dell'Asse sul continente europeo e in buona parte di quello africano e asiatico (il Giappone si è ritirato giusto dall'Indocina, ma ha occupato la Cina). Gli Alleati dal canto loro sono confinati in uno splendido isolamento degli oceani senza alcuna possibilità di rovesciare l'equilibrio raggiunto dalla nostra alleanza. 


Nella schermata finale si può avere conferma di questo risultato. Il comunismo è quasi del tutto scomparso dalla faccia della terra, prospettando nel futuro una guerra fredda Germania-Usa da scenario Fatherland. 

mercoledì 1 agosto 2012

Victoria II - Argentina

L'era della rivoluzione industriale porta con sé nuovi equilibri e nuove nazioni, tra cui le Americhe da poco indipendenti che godendo del loro relativo isolamento possono perseguire con tranquillità la loro scalata alla gloria mondiale. I migliori candidati al di fuori degli Stati Uniti sono il Messico, la Colombia, il Brasile e naturalmente l'Argentina, provando magari a ricostruire lo scomparso Vicereame del Rio de la Plata.


Allora come oggi l'economia non è un granché e prima di finire in pasto a qualche sfera d'influenza bisogna puntare su una rapida espansione militare. Le strade all'inizio non sono molte: c'è l'indifeso Uruguay e l'altrettanto debole Paraguay. Attenzione poi a non farsi strappare la Bolivia dal Brasile e Perù, soprattutto se capita un evento che ci offre la legittimità di reclamarne qualche pezzetto...


Una volta assorbiti questi tre paesi a parte il Brasile, che bisogna provvedere a mantenere amichevole, non c'è più molto da temere e possiamo mobilitare le nostre risorse per avviare una solida industrializzazione senza dimenticare che siamo abbastanza forti per aggiungere l'ultimo importante pezzo alla nuova Repubblica de Rio de la Plata: il Cile. 


Santiago non è un nemico da sottovalutare, in particolare nella prima delle tre guerre che serviranno ad annetterlo, quando dispone ancora di una potenza militare paragonabile alla nostra rendendolo inattaccabile nel caso fosse alleato con il Brasile (eventualità che è durata fino ad una rivoluzione interna di quest'ultimo che ha rotto ogni vecchio trattato). Raggiunta l'estensione territoriale del periodo coloniale e uno sviluppo che non ha rivali nel continente, l'Argentina è finalmente pronta a fare il suo ingresso nel novero delle grandi potenze. Con l'aiuto magari di una ventina di corazzate, tanto per far capire chi è che comanda nell'emisfero sud.


Purtroppo il mantenimento di una simile flotta risulterà fin troppo dispendioso e se non fosse stato per l'enormi ricchezze accumulate in anni di crescita avrei subito dichiarato bancarotta (cosa che succederà comunque, ma ben oltre il limite temporale del gioco). L'ultimo decennio ha regalato qualche ultima soddisfazione come l'entrata nella mia sfera d'influenza di buona parte del Sud America, Brasile in primis, e le prime timide aperture alla democrazia dopo quasi un secolo di dittatura presidenziale che non riuscivo ad alterare in nessun modo, neanche con il focus sulle regioni affinché sostenessero i partiti liberali.


La mappa sotto mostra la situazione del mondo nell'anno 1935. Tra gli eventi degni di nota la conquista ottomana del Nord Africa e l'ascesa di Cina e Corea a danno del Giappone, che ha almeno ottenuto il contentino del Congo. Di Germania o Italia invece neanche a parlarne.



Il risultato finale della campagna non mi dispiace. L'obiettivo era di ricostruire l'antico vicereame e di diventare una grande potenza. Avrei potuto strappare qualche territorio al Brasile, ma sono riuscito a strapparlo dall'abbraccio delle grandi potenze quando ormai la campagna era agli sgoccioli, il che non mi avrebbe dato il tempo di godermi le nuove conquiste. La maratona Paradox si avvicina alla sua conclusione e dell'ottimismo dell'era vittoriana non resta che un vago ricordo. Venti di guerra e di dittatura soffiano sempre più forti sull'Europa e sul globo intero...






giovedì 12 luglio 2012

Europa Universalis III - La dinastia Ming

Se Europa Universalis III ha potuto beneficiare di una quarta espansione lo si deve alla volontà degli sviluppatori (nonché ad un sondaggio lanciato sull'attivissimo forum Paradox Interactive) di approfondire le nazioni asiatiche, in particolare l'impero cinese e lo shogunato giapponese. Quale migliore occasione dunque per provare a gestire l'enorme dominio Ming, che nelle altre mie campagne finisce spesso per cadere in mille pezzi a causa dei fazionalismi a corte e i predoni che lo circondano?


Sono questi i due principali che deve affrontare il figlio del cielo. Il primo è costituito dalle orde mongole che di tanto in tanto hanno voglia di dilagare entro i nostri confini aumentando il malcontento e dando nei primi tempi parecchio filo da torcere alle nostre truppe. Poiché nelle meccaniche di Divine Wind i khanati accettano di fare pace soltanto con tributi o un riconoscimento d'onore, l'unico modo per ridurli all'impotenza (leggi strappargli territori) è quello di colonizzare le province occupate.


A patto ovviamente di avere la giusta fazione predominante, il secondo dei nostri grattacapi e purtroppo anche quello che non potremo mai eliminare del tutto. L'impero cinese è influenzato infatti da tre fazioni (eunuchi, burocrati e religiosi), ciascuna con dei limiti alle opzioni a nostra disposizione come dichiarare guerra, costruire o, nel caso delle ripetute scaramucce contro i mongoli, di colonizzare i loro territori. Esiste comunque un modo per influenzare le cricche, grazie agli slider del nostro assetto statale e anche i tratti del sovrano. Un governo mosso dunque dai più alti ideali, sebbene questo splendido isolamento non è destinato a durar per sempre. L'Occidente prima o poi inizia ad incombere e in mancanza di efficaci contromisure la catastrofe si annuncia inevitabile...


Nonostante le sue dimensioni la Cina dei Ming dopotutto appartiene alla classe orientale, la quarta di grado rispetto alle grandi potenze europee, il che rende la strada per la modernizzazione una priorità assoluta. Per farlo serve però un vicino occidentale, che può essere raggiunto eliminando la minaccia mongola (eunuchi) e dissuaso con il dispiegamento ai confini di un grande esercito (burocrati). Nel mentre possiamo continuare ad espanderci anche senza la facoltà di dichiarare guerra concessa dai religiosi (già, sono proprio loro a farlo). Come? Ma naturalmente alleandoci con i rivali delle nostre prede e partecipando con sommo piacere alle guerre che in mancanza della nostra amicizia non oserebbero mai lanciare per conto loro.


Verso la fine del XVIII secolo, la Cina ha ormai raggiunto il livello di sviluppo dei barbari dall'altra parte del globo e superato persino quello dei vicini (Boemia e Moscovia) che ci penseranno senza dubbio due o tre volte prima di muovere guerra contro un mostro in grado di scacciarli tranquillamente dall'Asia. L'Olanda, l'unico paese ad avere colonie nell'area in Indonesia e già sconfitto dal sottoscritto in Manciuria, è avvertito per il futuro.


La dinastia Ming del 1820 spazia dalla Birmania alla Manciuria, dall'Uiguristan al Vietnam, fino alla Corea e all'isola di Hokkaido. Avrei potuto fare sicuramente di più, ma giocando questa campagna ho preferito riservarmi un obiettivo più ambizioso (l'unificazione dell'Estremo Oriente) con un regno che già nella realtà storica ha ottenuto un risultato clamoroso: quella dinastia manciù che da sola ha saputo conquistare un regno immensamente più grande del proprio. Per il momento salutiamo l'età moderna, dove i paesaggi della Cina si sono già riempiti di numerose fabbriche a dimostrazione che la rivoluzione industriale è arrivata anche qui e proseguirà in Victoria II...

lunedì 25 giugno 2012

Il ritorno di Okami HD

Per gli amanti della cultura orientale e dei videogiochi come forma d'arte, Okami è stato senza dubbio una gemma che sprizzava stile e bellezza da tutti i pori: un cel-shading ispirato alla pittura sumi-e, le suggestive atmosfere di un Giappone mitico e il piacere di farlo risplendere a poco a poco, il tutto accompagnato da una colonna sonora altrettanto incantevole.
Sfortunatamente il gioco non ottenne il successo che meritava, aprendo la strada allo scioglimento del promettente Clover Studio. Ora è stato annunciato un remake in HD (definito Magnificent) con il supporto Move per PlayStation 3. Essendo previsto solamente in versione digital delivery, chi non ha ancora provato l'ebbrezza di vivere questo capolavoro ormai non ha più motivi per rimandare, soprattutto ora che può goderselo al meglio della qualità visiva. Uno dei miei personali Most Wanted.




sabato 16 giugno 2012

Crusader Kings II - Ducato d'Apulia

D'ora in poi ho deciso d'inaugurare delle vere e proprie maratone Paradox Interactive, vale a dire giocare i vari brand in sequenza a partire da Crusader Kings II (1066-1399), passando per Europa Universalis III (1399-1821), Victoria II (1836-1936) e concludendo con Hearts of Iron III (1936-1948). Una maratona che si potrebbe definire dilatata, nel senso che con il tempo che mi ritrovo prima che riesca ad arrivare in fondo mi ci vorranno almeno un paio di mesi. Comunque sia iniziamo con una nuova campagna nel medioevo Paradox, passando dalle verdi e placide terre d'Irlanda al torrido e insanguinato meridione con il Ducato d'Apulia degli Altavilla.


Perché insanguinato? Perché parte di questa regione (la Sicilia soprattutto) all'epoca di Guglielmo il Conquistatore era covo di predoni musulmani, i cosiddetti saraceni, che non solo davano del filo da torcere alle emergenti repubbliche marinare per il controllo dei traffici mediterranei, ma costituivano un minaccioso avamposto per l'eventuale conquista islamica dell'Italia. Al fine di rovesciare i vari sceiccati presenti e farsi carico di una loro conversione (aggiungerli al proprio dominio è fine ben più secondario, ovviamente) è necessario però consolidare il potere nella regione, prendendo di mira territori indipendenti come Salerno e iniziando ad intrigare per strappare a qualche vassallo antipatico i suoi titoli. Gli altri possono sempre essere messi in riga dichiarandosi in virtù dei propri successi come Re di Sicilia.


Essere Re di Sicilia senza l'isola potrebbe tuttavia suonare imbarazzante, ma l'ostacolo principale alla sua conquista era la sua parziale caduta nell'orbita del potentissimo sultanato d'Africa. Uno scontro diretto si annunciava fuori questione e ne avevo avuto prova quando dei vassalli poco convintamente cristiani hanno spinto i musulmani ad attaccare, facendomi arretrare in Calabria. Poi la svolta con una massiccia e lunga guerra civile che ha sfasciato l'enorme impero africano, aprendo le porte al recupero dei territori perduti e all'occupazione di una vasta porzione dell'isola. Della caduta dell'antico nemico hanno approfittato anche il Sacro Romano Impero e il regno svedese d'Egitto, lasciando uno stato in decadenza esposto a nuove invasioni.


Nel frattempo dall'oriente giungevano popoli mai visti e dall'aspetto mostruoso. La prima a cadere fu la Persia, poi il regno di Kiev e infine la Polonia, dove si stanziarono definitivamente e ivi adottarono la religione dei bizantini, diventando a tutti gli effetti dei signori cristiani come gli altri ed entrando persino nella mia corte. Verso la fine del Duecento la Sicilia era ormai libera dai musulmani e il regno (che per la mescolanza della dinastia con personaggi d'origine magrebina è diventato sultanato, nonostante la religione...) prosperava a tal punto da poter sfidare una potenza come la Repubblica di Genova per strappargli la contea di Capua, su cui vantava un lungo e a dir poco oltraggioso possesso.


Dopo la successiva conquista di Malta avevo raggiunto quello che si poteva dire l'estensione naturale dei domini siciliani. C'era ancora molto da fare, magari eguagliare il mitico Ruggero mettendo piede in un'Africa sempre più indifesa, ma un destino avverso volle porsi a muro delle mie ambizioni. Nel corso della loro ascesa infatti gli Altavilla avevano accresciuto la propria autorità sui vassalli, fino a renderli così insofferenti della mia preponderanza da ribellarsi in continuazione, specie durante le prime campagne d'oltremare che sono dovute abortire per dover riportare l'ordine in una patria in preda alla confusione.


Tale instabilità poteva essere in parte risolta strappando i titoli ai sottoposti più intransigenti, ma qui entrò in gioco la seconda delle mie piaghe: un relativo indebolimento della dinastia. Il che in parole povere si traduceva in regni troppo brevi (per malattie o morti in battaglia), in rampolli non particolarmente brillanti per amministrare i numerosi possedimenti diretti e le invidie reciproche tra gli eredi che mi costringevano in ripetute e logoranti guerre di successione (dopo le quali potevo vedermi costretto a sacrificare il discendente migliore). E in mezzo a tutto questo non poteva mancare il terzo incomodo, ossia una Repubblica di Venezia che godeva delle mie sfortune per rubarmi ora Benevento, ora Bari, entrambe riconquistate non appena la tranquillità mi permetteva un'irresistibile riscossa contro questi mascalzoni.


Nell'anno 1400, la famiglia degli Altavilla ha ottenuto un punteggio di poco inferiore alla precedente campagna degli Ua Brian e il dominio su tutto il meridione italiano, Malta compresa. Il risultato però non mi soddisfa, mi sarebbe piaciuto prendere almeno la Sardegna o qualche territorio in Nord Africa, anche perché nei giochi Paradox cerco sempre di ottenere un risultato che sia in qualche modo migliore della controparte storica. Purtroppo l'instabilità del regno e della dinastia hanno inibito ogni ulteriore tentativo d'espansione.


Nella prossima campagna di Crusader Kings II sceglierò sicuramente uno dei tanti regni musulmani, che saranno giocabili grazie all'imminente espansione Sword of Islam, in uscita a fine mese e della quale non mancherò di dare il mio giudizio. Per ora è tempo di entrare nell'età moderna con Europa Universalis III...