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giovedì 24 aprile 2014

La Tana all'Incontro TAP-Limes 'Gas per l'Italia: scenari energetici dopo la crisi Ucraina'


Cosa c'è dietro la diversificazione energetica? Pure logiche concorrenziali o le tradizionali politiche di potenza? Una domanda divenuta sempre più ricorrente in un contesto internazionale segnato dall'irrisolta crisi ucraina, a cui si è dedicata anche la rivista di geopolitica Limes nel suo ultimo numero "L'Ucraina tra noi è Putin". 
Proprio il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, ha moderato ieri a Palazzo Giustiniani a Roma un incontro organizzato in collaborazione con Tap Italia ed intitolato "Gas per l'Italia: scenari energetici dopo la crisi Ucraina". Ospiti dell'evento sono stati il direttore dei rapporti istituzionali e affari regolatori dell'Eni, Leonardo Bellodi; il vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli; l'amministratore delegato di TAP Italia, Giampaolo Russo.

lunedì 24 febbraio 2014

Ucraina - Rivoluzione in corso


È stato un weekend decisivo per l'Ucraina, con i media che si trovavano nella paradossale situazione di stare appena commentando l'accordo raggiunto tra Viktor Yanukovich e l'opposizione, mentre le agenzie iniziavano a riportare le notizie sull'improvvisa fuga del presidente e la conquista definitiva della capitale da parte dei manifestanti. 
In soli due giorni un potere che, nonostante l'imbarazzo dovuto alla piega degli eventi, dava l'impressione di essere ancora in grado di reggere l'urto, si è dissolto con una velocità sorprendente davanti ad una protesta che aveva guadagnato ormai troppo terreno. Nell'Ucraina di oggi uscita dalla rivoluzione è cambiato praticamente tutto, tranne forse alcuni problemi che se non vengono affrontati con la giusta misura metterebbero a repentaglio la sua stessa integrità territoriale. 

mercoledì 19 febbraio 2014

Ucraina - Svoboda, il lato oscuro della protesta


Ieri la guerra tra piazza Maidan e il presidente Yanukovich ha raggiunto il punto più sanguinoso dall'inizio della protesta a novembre. Nel momento in cui vi scrivo si parla di oltre venti morti tra forze di polizia e manifestanti, mentre sugli schermi si susseguono le immagini di una Kiev devastata da settimane di battaglia. Gli Stati Uniti e l'Europa, dove spicca l'accesa indignazione della Germania, condannano severamente la repressione di Yanukovich e si preparano a studiare un pacchetto di sanzioni.
Una parte della violenza scatenata nelle strade della capitale è sicuramente dovuta all'eccessiva brutalità delle forze di sicurezza, specialmente le temibili unità antisommossa Berkut, di cui abbiamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa. C'è però un altro responsabile di cui si è parlato molto poco, forse perché nel farlo si teme di delegittimare la causa di tutto lo schieramento anti-Yanukovich.

martedì 28 gennaio 2014

Ucraina - Yanukovich scricchiola. Si dimette il premier Azarov

Con la rivolta che inizia a diffondersi nel resto del paese e i manifestanti che alzano il tiro occupando il ministero della Giustizia, il governo del presidente Yanukovich perde i suoi primi pezzi. Oggi infatti si è dimesso il suo primo ministro Mykola Azarov, il cui posto in realtà era già in bilico come ha dimostrato l'offerta che Yanukovich aveva fatto invano all'opposizione offrendogli la guida del governo.

mercoledì 22 gennaio 2014

Ucraina - Voci d'interventismo per fermare la carneficina

La situazione ucraina peggiora di giorno in giorno. Ormai non si contano più soltanto feriti, circa 160 se ci limitiamo agli scontri dall'inizio della settimana. Ad aggravare il quadro è la notizia che questa notte a Kiev sarebbero morti tre attivisti, due dei quali uccisi a colpi di arma da fuoco dalla polizia. 
La linea dura adottata dal presidente Yanukovich, che non si è opposto neppure alla recente entrata in vigore delle nuove leggi anti-repressione, sta trasformando il paese in un campo di battaglia che nessuno sembra in grado di evitare. 

martedì 21 gennaio 2014

La Tana alla presentazione di Limes - Polonia, l'Europa senza euro

Mentre in Ucraina si continua a combattere in strada per il futuro della collocazione in Europa, oggi a Roma si è tenuto un interessante dibattito all'Istituto polacco di Roma per presentare l'ultimo numero della rivista di geopolitica Limes: Polonia l'Europa senza euro. 
L'incontro che si è svolto intorno alle 17.30 ha visto nell'ordine l'intervento dell'ambasciatore polacco Wojciech Ponikiewski, l'ex ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema, l'ex premier e ministro degli Esteri polacco Wlodzimierz Cimoszewicz e l'amministratore delegato di Finmeccanica Alessandro Pansa. Tutti e quattro erano moderati dal direttore della rivista Limes Lucio Caracciolo. Moltissimi gli spunti su un paese che a dispetto della scarsa attenzione dei media riveste comunque un ruolo di prim'ordine in Europa e non solo.

venerdì 17 gennaio 2014

Ucraina - Nel silenzio Yanukovich porta avanti la repressione

Dopo le rivolte di fine novembre non si parla più tanto dell'Ucraina, facendo forse accontentare qualcuno delle rassicurazioni del presidente Yanukovich sulla riapertura del negoziato con l'Europa. Ma la situazione politica ha in realtà preso una brutta piega come ha dimostrato la rissa scoppiata al Verchovna Rada, la sede del Parlamento. Non tira davvero una bella aria per le strade di Kiev.

lunedì 2 dicembre 2013

Ucraina - Berkut, la mano nera di Yanukovich

Dopo mesi di strapotere politico del presidente Yanukovich e della sua cerchia, il suo no all'accordo con l'Unione Europea è stato come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In questi giorni infatti la situazione in Ucraina si è fatta a dir poco incandescente al punto da rievocare l'atmosfera della Rivoluzione arancione di nove anni fa, quando sempre Yanukovich dopo aver vinto le elezioni presidenziali facendo un evidente uso di brogli venne costretto a rinunciare da una travolgente manifestazione di piazza guidata da Viktor Jushenko e Julia Tymoshenko.
Con uno slancio ancora più violento di allora, i manifestanti hanno preso d'assalto le principali piazze di Kiev e gli edifici governativi chiedendo la dimissioni di Yanukovich e del premier Azarov. Gli scontri con la polizia hanno causato finora centinaia di feriti anche a causa dell'ingresso tra le forze di sicurezza dei temutissimi agenti antisommossa conosciuti come Berkut.

venerdì 22 novembre 2013

Ucraina - Yanukovich torna nelle braccia di Putin

Una guerra combattuta a suon di cioccolatini e merendine. Tra le ultime, incredibili trovate del Cremlino per allontanare l'Ucraina dall'Europa al Cremlino c'è stata quella di boicottare i dolci della casa Roschen, di proprietà dell'ex ministro Petro Poroshenko che per questo ha dovuto mettere in esubero centinaia di dipendenti. Il messaggio per Kiev non poteva essere più chiaro: se scegliete l'Europa vi ritroverete senza il vostro principale mercato e per la vostra economia sarà la fine.

venerdì 2 novembre 2012

Rientro nei ranghi?


A quasi otto anni spaccati dal sogno della rivoluzione arancione, le ultime elezioni legislative in Ucraina confermano il ripensamento che si è avuto su quest'esperienza, visto che il vincitore è lo stesso Yanukovich che nel 2004 si era visto soffiare la presidenza dopo essere stato accusato di brogli. In fondo Yanukovich era il pupillo di quel Kuchma che aveva governato la nazione dall'indipendenza fino ad allora grazie anche al sostegno di Mosca che nella rivolta temette di perdere l'Ucraina com'era accaduto con gli ex-fratelli baltici.
Oggi il copione si ripete tale e quale ad allora, con l'Ocse che denuncia una campagna e uno scrutinio palesemente a favore del governo, mentre l'opposizione versa in difficoltà anche a causa degli arresti eccellenti come la Tymoshenko che continua a marcire in carcere con scarse possibilità di essere raggiunta da qualsiasi osservatore esterno.
L'unica differenza con il passato è che irregolarità o meno sembra che agli ucraini non gliene importi più molto. Dopo il mezzo pantano in cui è incappata la coalizione arancione e con essa il paese, la gente ha preferito rinunciare a visioni troppo audaci (tra cui l'adesione all'Ue e alla Nato) per mantenere una cauta ambiguità e tenersi buono un vicino russo che ai tempi della sollevazione non aveva la forza e la stabilità di adesso. Le aspirazioni europeiste non sono certo morte del tutto, ma la natura di questo voto (in tutti i suoi aspetti) le svuota di contenuto e lascia Kiev in una posizione all'apparenza più tranquilla del tandem Yushchenko-Tymoschenko ma non per questo meno vulnerabile.

martedì 17 aprile 2012

Gli europei della Tymoshenko


Mancano meno di due mesi all'inizio degli europei di calcio in Polonia e Ucraina, un evento di grande prestigio internazionale nonché motivo di forte orgoglio per due paesi che in un passato non troppo lontano erano ancora imprigionati nella cortina di ferro. Le difficoltà non sono certo mancate, ma nonostante i dubbi iniziali della FIFA lo Stadio Nazionale di Varsavia è già pronto per la prima sfida dell'8 giugno che vedrà i padroni di casa affrontare i greci di Fernando Santos
La Polonia sarà dunque la prima ad inaugurare la manifestazione, mentre l'Ucraina seguirà il giorno dopo con un match che però non riguarderà la sua stessa nazionale, che invece giocherà ben tre giorni dopo l'inizio degli europei. Un ritardo che sembra ricalcare le profonde differenze tra i due paesi: l'uno, dopo la torbida parentesi dei gemelli Kaczynski, quasi pienamente integrato in Europa; l'altro che nella sua oscillazione tra la democrazia e l'autoritarismo sconta numerosi deficit di legalità.
Lo si può vedere nell'esagerato opportunismo delle strutture alberghiere che hanno aumentato fino a dieci volte i prezzi delle loro camere, dove magari i turisti già spennati consumeranno qualche notte con prostitute a cui il governo sembra disposto a concedere un temporaneo beneplacito. Per non parlare del massacro di cani e gatti randagi per dare una "ripulita" alle strade.
C'è poi una questione ancora più importante che va avanti da mesi e che gli europei di calcio non possono certo occultare, vale a dire il destino dell'ex-premier Yulia Tymoshenko. Alle accuse di abuso d'ufficio, malversazione ed evasione fiscale che hanno portato al suo arresto nell'ottobre scorso si è da poco aggiunta quella di alto tradimento votata dallo stesso Parlamento. E non è tutto visto che l'eroina della rivoluzione arancione rischia di essere condannata addirittura per l'omicidio dell'imprenditore e politico Yevhen Shcherban avvenuto negli anni Novanta.
Considerando la vicinanza delle elezioni parlamentari di ottobre, molti sospettano che gli scandali della Tymoshenko non siano altro che il tentativo indiretto del Presidente Yanukovich di sbarazzarsi di una rivale troppo scomoda. Per il momento la ripercussione più significativa di questa faccenda è stato l'ammonimento dell'Europa durante l'avvio dell'Accordo d'associazione tra Ucraina e Ue, andato comunque a buon fine. La festa può dunque cominciare, tranne forse per i sostenitori della Tymoshenko che, tra il lungo iter giudiziario e uno stato di salute che si aggrava di giorno in giorno, avra' sicuramente ben poco di che entusiasmarsi.