Ironia e toni drammatici nella Milano della crisi economica.
Esce il 30 gennaio “La Gente che sta Bene” diretto da Francesco Patierno e basato sul romanzo di Federico Baccomo che ne ha curato anche la sceneggiatura. Il film vedrà come protagonista Claudio Bisio, insieme a Margherita Buy e Diego Abatantuono.
Umberto Dorloni è un uomo di successo che pare avercela fatta. Nella sua vita è l’affermazione l’unica vera priorità e quando questa sembrerà vacillare ecco un improvviso percorso ricco di pericoli: uomini loschi, opportunisti, amanti. Il lato oscuro di una vita che in fondo non conosceva. E, oltretutto, una sfida ancora più grande: una moglie da riconquistare…
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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martedì 28 gennaio 2014
giovedì 9 gennaio 2014
Roma-Biblioteca Borghesiana: MATRIARCHÉ, principio materno e società egualitaria e solidale
Care amiche e cari amici della biblioteca Borghesiana, vi invitiamo con piacere al primo appuntamento con la saggistica del 2014, presentazione del libro e del documentario:
MATRIARCHÉ - Principio materno e società egualitaria e solidale (Exòrma ed., 2013) a cura di: Francesca Colombini e Monica Di Bernardo.
SABATO 11 GENNAIO 2014, h. 17.30 saranno presenti le curatrici.
Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).
Tutte le informazioni e gli approfondimenti sulle nostre attività culturali le trovate su internet, utilizzando il link:
http://moourl.com/9lhnd
La biblioteca si trova a l.go Monreale (via di Vermicino).
MATRIARCHÉ - Principio materno e società egualitaria e solidale (Exòrma ed., 2013) a cura di: Francesca Colombini e Monica Di Bernardo.
SABATO 11 GENNAIO 2014, h. 17.30 saranno presenti le curatrici.
Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).
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domenica 22 dicembre 2013
I Cinepanettoni: tra crisi e stanchezza
Sembra essere davvero finita. Sono 30 anni che ogni Natale ci viene proposto al cinema un
film italiano che per comicità e leggerezza è considerato l’antipasto ideale
per godere a pieno della gioia e del tepore delle feste : Il Cinepanettone. Ma
quanti ve ne ricordate?
Chi
vi sta scrivendo apprezza solo il primo: “ Vacanze
di Natale” di Carlo Vanzina del 1983 il quale, per atmosfere e intreccio
narrativo, rimane un film assolutamente godibile e fruibile senza possedere, al
suo interno, nessun particolare crollo di stile.
giovedì 31 ottobre 2013
Roma-Pietralata: curiosando nei giardini della speranza
La crisi è un fatto mentale, l'assistenzialismo per costruire il bello è una ricetta che oggi più che mai non può più funzionare. Lo hanno capito due abitanti del quartiere Pietralata a Roma che con passione, determinazione, sacrificio...e un pizzico di coraggio, hanno letteralmente trasformato e reso vivo il cortile del loro palazzo.
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domenica 27 ottobre 2013
Elysium, Neill Blomkamp: dall'apartheid al default americano
Elysium è il racconto della separazione tra chi ha e chi non ha, e nonostante nel film diretto da Neill Blomkampn non si identifichi un chiaro riferimento geografico, il tema ricalca perfettamente un probabile sviluppo sociale all’interno degli Stati Uniti.
venerdì 7 giugno 2013
Roma - Biblioteca Borghesiana: La cultura aperta al territorio
Care amiche e cari amici della biblioteca “Borghesiana”,vi invitiamo volentieri a una nuova iniziativa dell’Assoc. Cult. DEDO:
LA CULTURA APERTA AL TERRITORIO
Mostra finale del corso “Déco-Art” 2012-13, festa di consegna dei diplomi di lingua italiana a cura di: Assoc. Cult. DEDO.
SABATO 8 GIUGNO 2013, ore 17.30
(esposizione fino al 19 Giugno 2013)
Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).Tutte le informazioni e gli approfondimenti sulle nostre attività culturali le trovate su internet, utilizzando il link:
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La biblioteca si trova a l.go Monreale (via di Vermicino).
LA CULTURA APERTA AL TERRITORIO
Mostra finale del corso “Déco-Art” 2012-13, festa di consegna dei diplomi di lingua italiana a cura di: Assoc. Cult. DEDO.
SABATO 8 GIUGNO 2013, ore 17.30
(esposizione fino al 19 Giugno 2013)
Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).Tutte le informazioni e gli approfondimenti sulle nostre attività culturali le trovate su internet, utilizzando il link:
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venerdì 31 maggio 2013
Roma - Biblioteca Borghesiana: Le Ragazze e i modelli di Femminilità
Care amiche e cari amici della biblioteca “Borghesiana”,vi invitiamo con piacere a un seminario su importanti problematiche, due incontri seminariali a cura di:
Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo – WFWP
LE RAGAZZE E I MODELLI DELLA FEMMINILITÀ
1) L’anoressia e i disturbi alimentari; 2) La bellezza come ossessione.
Relatrici: Elisabetta Nistri (presidente WFWP), MariaPia Orlando (nutrizionista) e Raffaella Rosa (giornalista).
VENERDI 7 e 14 GIUGNO 2013, ore 17.00
Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).
La biblioteca si trova a l.go Monreale (via di Vermicino).
Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo – WFWP
LE RAGAZZE E I MODELLI DELLA FEMMINILITÀ
1) L’anoressia e i disturbi alimentari; 2) La bellezza come ossessione.
Relatrici: Elisabetta Nistri (presidente WFWP), MariaPia Orlando (nutrizionista) e Raffaella Rosa (giornalista).
VENERDI 7 e 14 GIUGNO 2013, ore 17.00
Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).
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lunedì 25 febbraio 2013
Alberto Sordi: 10 anni dopo
Il 25 febbraio 2003 moriva Alberto Sordi e oggi in tutta Roma sembrano risuonare nell'aria le sue battute, le simpatiche caricature e le sue inarrestabili risate che hanno reso "L'Albertone Nazionale"per più di cinquant'anni uno dei rappresentanti indiscussi del cinema italiano. Noi della Tana vogliamo omaggiarlo così...
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lunedì 28 gennaio 2013
L'umana metafora di Madagascar parte I
Uno studio elementare dei comportamenti umani può essere rappresentato per i ragazzi più piccoli senza il rischio di appesantire una storia a cartoni animati? Questa la sfida, vinta, dalla serie Madagascar prodotta dalla DreamWorks Animation.
Scopriamo come...
Scopriamo come...
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venerdì 18 gennaio 2013
Speciale Frankenweenie: Stranella, lo sguardo fisso della società di oggi
Avete visto Frankenweenie al cinema?
Il nuovo film di Tim Burton, uscito il 17 gennaio nelle sale, è quanto di meglio si può trovare se volete rispondere alla domanda...cosa pensa quest'uomo della società contemporanea? Nella storia uno dei personaggi è una particolare sintesi di rabbiosa inquietudine da parte del regista...Stranella.
martedì 13 novembre 2012
Italian Movies: un efficace ritratto dell'Italia multiculturale
Quando si parla dell'Italia e della sua tolleranza troppo spesso si dimentica di chi stiamo parlando: stiamo giudicando delle persone. Sogni,speranze e sofferenze tutto questo raccontato con uno splendido equilibrio:tutto questo è Italian Movies film diretto da Matteo Pellegrini.
Una storia contemporanea che vede immigrati e giovani precari italiani quasi sovrapporsi, fondersi e alla fine integrarsi in un modo organico e costruttivo. Un'opera prima di un regista fin'ora impegnato nel mondo dei cortometraggi ma che già ora ha dato prova di un indubbio talento.
domenica 4 novembre 2012
Twilight, solo un fenomeno di massa? Analizziamo ad esempio New Moon
A pochi giorni dall’uscita dell’ultimo episodio
della saga di Twilight (Breaking Down parte 2 esce il 14 Novembre prossimo) vi
presentiamo un’analisi sul secondo capitolo.
Sceneggiato da Melissa Rosenberg distributivo dalla Eagle Pictures
e diretto da Chris Weitz New Moon è il secondo capitolo della celeberrima saga di Twilight tratta
dagli omonimi libri di Stephenie Meyer. Il suo inequivocabile successo porta però ad inevitabili approfondimenti
sulla sua effettiva qualità . Sarà davvero la rappresentazione simbolica delle
problematiche delle generazioni attuali? O è solo un mediocre fenomeno di massa
costruito ad arte dai media e dai produttori?
A dirvi la verità chi vi scrive ha la sensazione di una eccessiva sopravvalutazione
sia del testo sia dei relativi film, è cultura squisitamente commerciale e non
può essere equiparata cinematograficamente e artisticamente parlando a epopee
del calibro del “ Signore degli Anelli” o ad altre, un po' più retrodatate nel
tempo, che costituivano veramente per i giovani dell’ epoca un modello
culturale non generico ma preciso.
Interpretato da Robert Pattinson e da Kristen Stewart questo secondo episodio tratta in modo troppo
indefinito e superficiale alcune tematiche amorose adolescenziali
rendendole troppo semplicistiche ( limite riscontrato anche nei testi
scritti).
I personaggi sembrano non vivere o meglio non esternare fino in fondo le paure, le esitazioni e i conflitti tipici e caratteristici di questa età: la sostanza narrativa essenziale si trasforma nel racconto “precario” delle difficoltà “vampiresche” di vivere in un mondo indifferente e freddo, proprio (questo si) dei nostri tempi.
I personaggi sembrano non vivere o meglio non esternare fino in fondo le paure, le esitazioni e i conflitti tipici e caratteristici di questa età: la sostanza narrativa essenziale si trasforma nel racconto “precario” delle difficoltà “vampiresche” di vivere in un mondo indifferente e freddo, proprio (questo si) dei nostri tempi.
In ultima analisi: è essenziale valutare che la qualità cinematografica espressa dalla pellicola non è soddisfacente per poter considerare la candidatura a cult-movie del film, la spettacolarizzazione degli effetti speciali non aggiunge nulla di nuovo e la filosofia del “già visto” prende inesorabilmente il sopravvento. Solo il montaggio e la passione recitativa degli attori sono elementi sufficientemente elaborati e strategicamente applicati all’interno dell’intreccio narrativo.
New Moon è a tutti gli effetti un film comune, non innovativo e assolutamente lontano dalle grandi rappresentazioni della storia del cinema: solo grazie al relativismo giovanile attuale è riuscito a percorrere le strade di un successo che è stato altresì favorito attraverso un' eccessiva commercializzazione del marchio mascherando, automaticamente ,la bassa qualità dello stesso.
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domenica 21 ottobre 2012
Gli Stereotipi di ieri e di oggi
Durante un incontro dedicato al rapporto tra cinema
e pensiero filosofico, con una particolare attenzione verso l’argomento degli
stereotipi, è stato da me presentato ai ragazzi un esempio attinente a tre
modelli di convenzione basati su altrettanti film: Taxi Driver (1976), La ricerca della felicità (2006) e
in ultima analisi Arancia Meccanica (1971).
La finalità di tale conferenza era quella di ricercare quei modelli consci e inconsci che i ragazzi oggi sono chiamati a seguire, più o meno consapevolmente, attraverso cinema e mass madia.
La finalità di tale conferenza era quella di ricercare quei modelli consci e inconsci che i ragazzi oggi sono chiamati a seguire, più o meno consapevolmente, attraverso cinema e mass madia.
I risultati della loro interazione ha dimostrato quanto modelli più inconsueti e commerciali come il capolavoro di Scorsese Taxi Driver facciano molta più breccia su di loro che modelli più impegnativi come La ricerca della felicità e Arancia meccanica: nel primo caso assistiamo alla disperata ricerca di una vita normale e “conforme al modello americano” e dall'altra ad una diegesi folle di Kubrik dove ne fanno da padrone follia e ultra-violenza.
La “Pazzia Anarchica” di un grande e maestoso De Niro (presentato in una
scena molto più ristretta rispetto agli altri esempi) è risultata più
accattivante di quella del film di Kubrick ed ha rappresentato un contraltare
importante rispetto alla difficile “ normalità”del protagonista (Will Smith)
del film di Gabriele Muccino. In un atmosfera di attenzione sempre crescente il
risultato ottenuto attesta con coraggio la vittoria su di loro di uno
stereotipo di forza interiore e di combattività rispetto ad un modello
considerato perdente e follemente “controcorrente” rispetto alle direttive
sociali di ricchezza, indipendenza e consumo. Questo ci fornisce inoltre la differenza tra cult e non e il segreto del cinema commerciale che attraverso la bravura di attori e registi trasforma il sogno Americano in modello, quindi in stereotipo, che crolla oggi in un film come quello di Muccino, relativamente recente, dove si vede la vera natura di tale ambizione e le difficoltà ad essa connesse in un mondo estremamente competitivo dove con la camicia, in fondo, bisogna anche un po’nascerci.
Un dato che fa riflettere è la scarsa aspirazione, oggi, a trovare un sistema alternativo. Ciò indica con precisione le difficoltà giovanili di inserimento sociale laddove non ci sia una conformità a certi criteri che, attualmente come ieri, trovano una sostanziale stabilizzazione solo nelle logiche di potenza al di fuori delle quali l’alienazione, il senso di incompetenza e l’insicurezza trovano un nido sicuro e un terreno fertile su cui attecchire.
venerdì 10 agosto 2012
Restate al Parco
Nell'accezione popolare viene definito bene comune uno specifico bene che è condiviso da tutti i membri di una specifica comunità. Per il bene comune può essere utile, ed a volte necessario, il sacrificio del singolo che si pone al servizio della comunità" Hegel
Si è ormai conclusa il 22 luglio scorso la prima edizione di "E..state al Parco": l'iniziativa, nata grazie ai contributi pervenuti da Roma Capitale e grazie all'VIII Municipio in collaborazione con il Comitato di Quartiere, ha risposto in modo vincente all'esigenza popolare di svago e socializzazione all'interno di un quartiere "difficile" come Borghesiana. Perchè vincente? Perchè ciò che risulta aver prevalso è stata la gioia e l'unione tra le persone senza una specifica finalità o appartenenza politica.
Un trionfo di unità. Il messaggio più importante sottolineato dal Presidente dell'VIII Municipio, Massimiliano Lorenzotti, è stato quello della continuità e dell'appartenenza: un quartiere di tutti, un quartiere da vivere e da riscoprire e valorizzare, fatto da chi ci vive. Pur consapevole delle migliorie da apportare al progetto nei prossimi anni (più stand e uno spazio maggiore per le attività dei giovani) l'auspicio più grande del Presidente è che si guardino i fatti, che le critiche sterili lascino spazio a proposte costruttive che non siano solo il frutto di interessi personali ma nascano dalla percezione, dalla sensibilità e dalla responsabilità volte al bene comune.
L'eterogeneità e la grande quantità di pubblico (dal bambino all'anziano) sono la dimostrazione concreta dell'importanza delle idee di partenza di questo progetto estivo. Le idee qualora risultino costruttive e responsabili, non importa da chi sono formulate; chiudere un orizzonte solo perchè appartenente apparentemente ad una sfera politica è certamente un atteggiamento inappropriato, specialmente in tempi di crisi come questi in cui c'è bisogno di un salto di qualità innanzitutto a livello interiore.
Il Presidente Lorenzotti, intervistato, ha dunque sottolineato il coraggio e l'impegno di tutti (con un ringraziamento particolare al Comitato di Quartiere e al Centro Anziani).
Le persone hanno messo in campo con sacrificio e spirito di appartenenza (non ad un partito ma al Quartiere!) tutto ciò che avevano, andando oltre la fatica e i guadagni personali.
Altro concetto importante espresso dal Presidente è stato quello relativo alla superficialità dei giudizi e delle critiche sterili: è giusto e sacrosanto, in un clima di democrazia, che ognuno si impegni con proposte concrete e non con critiche prive di un qualsiasi spirito di iniziativa. Il bene comune è quello in cui si mettono da parte interessi personali per la costruzione di un futuro agevole per tutti, futuro che, perchè no, vada anche oltre la politica.
"E..state al Parco" è stata dunque una festa dell'amicizia che ha unito generazioni e idee per un futuro migliore. E queste non sono chiacchiere ma fatti. E alla fine di questo discorso, non demagogico ma pratico, non mi resta che suggerirvi: R..E..state al Parco...tutti insieme.
Si è ormai conclusa il 22 luglio scorso la prima edizione di "E..state al Parco": l'iniziativa, nata grazie ai contributi pervenuti da Roma Capitale e grazie all'VIII Municipio in collaborazione con il Comitato di Quartiere, ha risposto in modo vincente all'esigenza popolare di svago e socializzazione all'interno di un quartiere "difficile" come Borghesiana. Perchè vincente? Perchè ciò che risulta aver prevalso è stata la gioia e l'unione tra le persone senza una specifica finalità o appartenenza politica.
Un trionfo di unità. Il messaggio più importante sottolineato dal Presidente dell'VIII Municipio, Massimiliano Lorenzotti, è stato quello della continuità e dell'appartenenza: un quartiere di tutti, un quartiere da vivere e da riscoprire e valorizzare, fatto da chi ci vive. Pur consapevole delle migliorie da apportare al progetto nei prossimi anni (più stand e uno spazio maggiore per le attività dei giovani) l'auspicio più grande del Presidente è che si guardino i fatti, che le critiche sterili lascino spazio a proposte costruttive che non siano solo il frutto di interessi personali ma nascano dalla percezione, dalla sensibilità e dalla responsabilità volte al bene comune.
L'eterogeneità e la grande quantità di pubblico (dal bambino all'anziano) sono la dimostrazione concreta dell'importanza delle idee di partenza di questo progetto estivo. Le idee qualora risultino costruttive e responsabili, non importa da chi sono formulate; chiudere un orizzonte solo perchè appartenente apparentemente ad una sfera politica è certamente un atteggiamento inappropriato, specialmente in tempi di crisi come questi in cui c'è bisogno di un salto di qualità innanzitutto a livello interiore.
Il Presidente Lorenzotti, intervistato, ha dunque sottolineato il coraggio e l'impegno di tutti (con un ringraziamento particolare al Comitato di Quartiere e al Centro Anziani).
Le persone hanno messo in campo con sacrificio e spirito di appartenenza (non ad un partito ma al Quartiere!) tutto ciò che avevano, andando oltre la fatica e i guadagni personali.
Altro concetto importante espresso dal Presidente è stato quello relativo alla superficialità dei giudizi e delle critiche sterili: è giusto e sacrosanto, in un clima di democrazia, che ognuno si impegni con proposte concrete e non con critiche prive di un qualsiasi spirito di iniziativa. Il bene comune è quello in cui si mettono da parte interessi personali per la costruzione di un futuro agevole per tutti, futuro che, perchè no, vada anche oltre la politica.
"E..state al Parco" è stata dunque una festa dell'amicizia che ha unito generazioni e idee per un futuro migliore. E queste non sono chiacchiere ma fatti. E alla fine di questo discorso, non demagogico ma pratico, non mi resta che suggerirvi: R..E..state al Parco...tutti insieme.
venerdì 1 giugno 2012
Tim Burton tra favola oscura e familismo: Dark Shadows
Nessun “investigatore di menti umane” avrebbe mai potuto pensare che il nuovo film di Tim Burton, Dark Shadows possedesse elementi di spicco riguardante la crisi del mondo occidentale. In questo nuovo film, tratto da una soap opera statunitense degli anni ’70, ragione e irrazionalità convivono nel vampiro Barnabas Collins: in sé fonde insieme un racconto di emarginazione, una storia d’amore impossibile e una tematica tanto cara al regista, il diverso che tra i “normali” finisce per apparire molto più “umano” e profondo rispetto al contesto sociale.
Il concetto di familismo, avidità e superficialità emerge con prepotenza sin dalle prime scene del film dove fanno da contraltare l’amore non corrisposto e la dissomiglianza tra l’animo di Barnabas e l’ostinata aspirazione all’apparire della famiglia Collins. Perché familismo? Tim Burton dimostra anche in questa pellicola tutta la sua avversione per le forme ipocrite di benevolenza, lega tutti i personaggi (tranne il Vampiro e la Strega) al filo diretto del denaro e del potere, della materialità e del cinismo finendo per staccarli, isolarli dal contesto cittadino, a volte dalla storia stessa.
Insomma un film in cui è chiaro l’intelletto, la personalità e il cuore dell’autore (regista) che grazie alla sua soggettività palesa sullo schermo un’interiorità creativa ed ironica che ci concede qualche risata di gusto quà e là.
E non c’è da stupirsi, ne da rimanere delusi sul poco spessore che, nell’economia della storia, assume la relazione tra Barnabas e Victoria, personaggio assolutamente trascurato ed “emarginato” dai temi reali del film. Se infatti la strega Angelique altro non è che il cieco capitalismo, il denaro e il potere rifiutati nella loro aridità da Barnabas, il duo Victoria/Josette richiama quell’amore puro, dai colori intensi di Edwardiana memoria ma che in questo contesto non sono stati considerati da Burton fondamentali per la storia che voleva raccontare.
Una favola oscura, un ennesimo esempio di “poetica della divesità”, la storia di un essere “inaccettabile” ma tuttavia compreso in un universo famigliare fallimentare. I suoi parenti colgono un anomalo quanto funzionale punto di ripartenza per una ripresa, per una scossa che i “normali”e convenzionali non sono più in grado di dare, nella sua originale natura di vampiro ed immortale. Barnabas se confrontato col personaggio di Edward mani di Forbice risulta meno isolato, più vittima di se stesso ma allo stesso tempo rappresenta il “bambino anziano” incapace di rapportarsi col mondo esterno, coi suoi progressi e le sue tecnologie.Un’altro parallelismo possibile è con Oliver Twist: il personaggio tratto dai racconti di Charles Dickens possiede una personalità apparentemente fragile ed è anch’esso vittima di violenze, soprattutto di tipo psicologico. Accanto ad Oliver, così come a Barnabas, è presente un nucleo famigliare che non è altro che la traslazione ideale dei problemi del protagonista, come se le loro fragilità prendessero corpo e vita nei consanguinei.
Ma dove sono dunque le novità, la nuova frontiera verso cui Tim Burton si è spinto in questa pellicola? E’interessante notare come Angelique, la strega malvagia, sia assolutamente una rappresentazione atipica per il regista: alla furbizia, alla celestialità e alla doppiezza della “donna gatto” sostituisce nella costruzione di questo personaggio l’invidia, l’amore non corrisposto e l’aridità d’animo. Elementi nuovi nella rappresentazione della donna, molto più convenzionale e dunque meno interessante è infatti Victoria che rientra in standard già visti: la morte per Angelique sarà infatti l’unica via di salvezza in una realtà di isolamento e di totale assenza di valori, la decisione di renderla simile ad una bambola di porcellana, tanto bella quanto fragile, risulta elemento comparabile all’altrettanta fermezza di Barnabas e della sua “nuova famiglia”che con lui ritroverà sicurezza e convinzione. Barnabas è dunque l’elemento riempitivo di un vuoto assoluto, un vuoto che di fatto finisce per distruggere Angelique che va letteralmente in pezzi nel momento del trapasso.
Tim Burton, dunque, ci ha resi partecipi della sua idea di famiglia, della convinzione che il falso perbenismo sia il vero male, che nessuno può arrecarsi il diritto di conoscere le teorie del diverso e di adattargli un’etichetta fissa. Insomma con questo film (non un capolavoro, ma una pellicola efficace) familismo, crisi economica e umana si incontrano e si riorganizzano in chiave soggettiva, in chiave Burtoniana, senza la pretesa di elevarsi a dottrina universale.
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