Visualizzazione post con etichetta David Cameron. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta David Cameron. Mostra tutti i post

martedì 29 ottobre 2013

Regno Unito - Bond islamici, il nuovo asso nella manica di David Cameron

Mentre l'Europa fatica ad uscire dal ristagno economico in cui si è cacciata, la Gran Bretagna (sempre più restia a rimanere a Bruxelles tanto da spingere per un referendum in tal senso) prova a rilanciare il proprio ruolo globale annunciando che sarà il primo paese occidentale ad offrire i cosiddetto 'sukuk', meglio conosciuti come Bond islamici. A dirlo è stato David Cameron al nono World Islamic Economic Forum che probabilmente non è tanto per caso se questa volta si è svolto in uno Stato non musulmano. 

lunedì 8 aprile 2013

Regno Unito - Muore Margareth Thatcher, addio alla Lady di Ferro

L'unica donna ad aver ricoperto il ruolo primo ministro britannico se n'è andata oggi ad 87 anni. Assieme a Ronald Reagan, Margareth Thatcher aveva segnato un'intera epoca e condiviso quello stesso male, l'Alzhaimer, che avevano fatto scomparire entrambi dalla scena pubblica privando i grandi cambiamenti degli ultimi anni di una voce autorevole come tanti altri statisti d'eccezione. Un politico che si poteva solo amare oppure odiare, senza tanti compromessi.

sabato 26 gennaio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero cinque

Nel numero degli Esteri di questa settimana i protagonisti scelti dalla Tana i protagonisti sono Israele, Grecia e Regno Unito. Nel primo caso ci sono ovviamente le elezioni che hanno ridimensionato le ambizioni di Netanyahu che avrà più difficoltà a far confrontare il suo paese con un'area in perenne fermento.
La Grecia si è distinta invece per il lungo sciopero dei dipendenti della metropolitana di Atene che ha scatenato una durissima reazione del governo con una misura d'emergenza che farà senz'altro discutere.
Concludiamo con il governo conservatore di David Cameron che nella sua oscillazione tra timido europeismo e pulsioni isolazioniste ha seminato malcontento sia nell'Unione che in America. Buona lettura ;)

venerdì 4 maggio 2012

Fuochi sul Tamigi


Qualche giorno fa si è parlato della Thymoshenko e ultimamente alcuni leader occidentali stanno valutando se partecipare o meno agli europei di calcio come mezzo di pressione sul governo ucraino. C'è però un altro appuntamento sportivo ravvicinato e forse anche più importante, vale a dire i XXX Giochi Olimpici di Londra: nulla di così insolito se consideriamo che la City attira abbastanza pubblico di per sé e che ha già ospitato i giochi in altre due occasioni.
Colpisce però la coincidenza dell'evento con tre fasi storiche profondamente diverse tra loro per il paese. La prima volta fu nel 1908, quando l'impero britannico era allo zenith della sua potenza e si scaldava per un confronto dal quale sarebbe uscito ancora più rafforzato. Seguì la replica nel 1948 quando gli Stati Uniti hanno di fatto scavalcato l'ex-madrepatria che perdendo la sua inestimabile gemma indiana si avvia a smantellare il suo immenso dominio coloniale.
La fiamma olimpica del 2012 invece si accenderà dove manca il tempo per le velleità imperialistiche (a parte il bisticcio delle Falklands che ne è pallido riflesso), perché è difficile trovare nella storia recente un momento altrettanto cruciale per la Gran Bretagna. Scomodare l'epico duello con Napoleone o Hitler sarebbe un esercizio inutile, ma come allora Londra si vede mettere in discussione praticamente tutto: i dubbi (in parte condivisibili) sul Fiscal Compact ne hanno ridimensionato il ruolo in Europa; la sua prosperità economica è stata contestata dagli ultimi dati recessivi; la solidità politica è afflitta da sporadiche rivolte di piazza, dalla collusione dei partiti con Murdoch e da un governo in difficoltà che le sconfitte elettorali indeboliranno ulteriormente; persino l'integrità territoriale tiene il fiato sospeso per un referendum che nel 2014 potrebbe sancire un divorzio lungamente agognato dagli scozzesi. Potrebbe andare peggio, ma gli inglesi hanno dalla loro tutte le qualità che servono per risolvere crisi ben peggiori. L'ultima cosa di cui avremmo bisogno sarebbe un Le Pen o un Wilders d'oltremanica....