Care amiche e cari amici della biblioteca “Borghesiana”, vi invitiamo volentieri a un appuntamento con la grande letteratura: incontro letterario RICORDANDO ALBERTO MORAVIA a cura di Renzo Paris narratore, poeta e saggista:
GIOVEDI 26 SETTEMBRE 2013, ore 17.30 presentazione di Veruska Armonioso
(Assoc. culturale VERBA).
Frequenza libera e gratuita per le/gli iscritte/i alla biblioteca
(è possibile iscriversi il giorno stesso).
Tutte le informazioni e gli approfondimenti sulle nostre attività culturali le trovate su internet, utilizzando il link:
http://moourl.com/9lhnd
La biblioteca si trova a l.go Monreale (via di Vermicino).
Una piccola vetrina su politica, cinema e videogiochi. Venite viandanti della rete, ascoltare non ha prezzo.
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lunedì 23 settembre 2013
Roma-Biblioteca Borghesiana: incontro letterario
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sabato 20 luglio 2013
Usciamo dalla Tana! Consigli per il Weekend 20 - 21 luglio 2013
Alex Cross
(Alex Cross)
GENERE: Thriller, Mystery
ANNO: 2012 DATA: 18/07/2013
NAZIONALITA': USA
REGIA: Rob Cohen
CAST: Tyler Perry, Matthew Fox, Jean Reno, Rachel Nichols, Edward Burns, Giancarlo Esposito
Facciamola finita
(This is the end)
GENERE: Commedia
ANNO: 2013 DATA: 18/07/2013
NAZIONALITA': USA
REGIA: Evan Goldberg, Seth Rogen
CAST: James Franco, Jonah Hill, Seth Rogen, Emma Watson, Paul Rudd, Jason Segel
Pain & Gain - muscoli e denaro
(Pain and Gain)
GENERE: Azione, Commedia, Drammatico
ANNO: 2013 DATA: 18/07/2013
NAZIONALITA': USA
REGIA: Michael Bay
CAST: Mark Wahlberg, Dwayne Johnson, Anthony Mackie, Ed Harris, Bar Paly, Rob Corddry
The Last Exorcism - Liberaci dal male
(The Last Exorcism Part II)
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2013 DATA: 18/07/2013
NAZIONALITA': USA
REGIA: Ed Gass-Donnelly
CAST: Ashley Bell, Julia Garner, Spencer Treat Clark, David Jensen, Tarra Riggs, Louis Herthum
The lost dinosaurs
(The dinosaur project)
GENERE: Avventura
ANNO: 2012 DATA: 18/07/2013
NAZIONALITA': Gran Bretagna
REGIA: Sid Bennett
CAST: Richard Dillane, Natasha Loring, Matt Kane, Peter Brooke, Stephen Jennings
E non solo:
L'estate di solito è la stagione in cui si legge di più, ecco allora un libro per accompagnarvi al mare, al lago o sull'autobus per andare in ufficio!
Attraverso la vita e le passioni di Palma Bucarelli, soprintendenente della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma negli anni '50,potrete sognare questo periodo mitico della nostra storia, conoscere la storia dell'arte da dentro e farvi rapire dalla forza di una donna che stupisce per la sua
contemporaneità. Ferrario Rachele, 2010, Regina di quadri. Vita e passioni di Palma Bucarelli, Mondadori.
martedì 7 maggio 2013
Roma - Biblioteca Borghesiana: presentazione dell'antologia Nessuna Più
CAFFÈ LETTERARIO - BORGHESIANA IN CONVERSAZIONE
Presentazione dell’antologia letteraria:
NESSUNA PIÙ
Quaranta scrittori contro il femminicidio a cura di Marilù Oliva.
SABATO 11 MAGGIO 2013, ore 11.00 presentano: Laura Costantini, Loredana Falcone, Marco Proietti Mancini.Ingresso libero e gratuito per le/gli iscritte/i alla biblioteca (è possibile iscriversi il giorno stesso).
Tutte le informazioni e gli approfondimenti sulle nostre attività culturali le trovate su internet, utilizzando il link:
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La biblioteca si trova a l.go Monreale (via di Vermicino).
giovedì 7 febbraio 2013
Corso di Scacchi in biblioteca
Grande Novità per la Tana!!!
Le biblioteche del Comune di Roma offrono tante imperdibili occasioni di aggregazione e noi favorevolmente colpiti da questa positiva partecipazione al territorio seguiremo e vi informeremo sugli eventi imperdibili della biblioteca "Borghesiana" con corsi, eventi ed altre occasioni per tutti, un percorso tra cultura e tempo libero.
Una appuntamento costante in cui vi terremo senz'altro aggiornati su questi progetti, su questi importanti momenti di socialità...
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martedì 11 dicembre 2012
Limes 6/12: Usa contro Cina
Con un intervallo veramente ridotto dal numero precedente esce oggi l'ultimo libro di Limes del 2012, dedicato alla competizione tra Stati Uniti e Cina, due potenze che nonostante molti si affrettino a riconoscere come i protagonisti di una nuova guerra fredda globale sono anche molto più interdipendenti e complessati degli attori che interpretarono l'epico bipolarismo Usa-Urss.
Il tempismo dell'uscita non poteva essere più perfetto visto che siamo a nemmeno un mese da un'importante transizione politica in entrambi i paesi,con tutte le differenze del caso è ovvio, avvenuta a pochi giorni l'una dall'altra.
Questo passaggio a dire è vero non è stato particolarmente epocale, tanto in America che ha riconfermato l'amministrazione precedente quanto in Cina dove il ricambio dirigenziale è stato misurato pressoché al millimetro. Tutto questo in un mondo che ormai viaggia sempre più velocemente di questi giganti, i quali potranno scegliere se affrontare questa crescente complessità unendo le forze oppure contribuire a confondere le acque imboccando la strada dell'aperta rivalità.
Il tempismo dell'uscita non poteva essere più perfetto visto che siamo a nemmeno un mese da un'importante transizione politica in entrambi i paesi,con tutte le differenze del caso è ovvio, avvenuta a pochi giorni l'una dall'altra.
Questo passaggio a dire è vero non è stato particolarmente epocale, tanto in America che ha riconfermato l'amministrazione precedente quanto in Cina dove il ricambio dirigenziale è stato misurato pressoché al millimetro. Tutto questo in un mondo che ormai viaggia sempre più velocemente di questi giganti, i quali potranno scegliere se affrontare questa crescente complessità unendo le forze oppure contribuire a confondere le acque imboccando la strada dell'aperta rivalità.
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mercoledì 21 novembre 2012
Limes 5/12: Fronte del Sahara
Dopo la lunga pausa estiva e due speciali è uscito finalmente il nuovo numero di Limes, dedicato ad una regione molto calda non solo dal punto di vista ambientale, ma negli ultimi tempi anche di quello geopolitico: il Sahara. Come abbiamo avuto modo di parlare anche nella nostra Tana, esistono infatti parecchi dossier nella regione che fanno grattare il capo alle cancellerie internazionali: dalla disintegrazione del Mali al pericolo miliziano in Libia, passando per l'instabilità algerina e poi Marocco, Mauritania, i due Sudan fino alla Somalia e alle fragili democrazie subsahariane.
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giovedì 1 novembre 2012
Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini
Una guerra tra dei e la scoperta della propria straordinaria natura di Semi-dio fanno da sfondo all’ ennesimo fenomeno costituito da effetti speciali e spettacolari scene d’ azione dove l’intreccio narrativo non è certo somigliante , anche se soggetto a continui ed eccessivi confronti, con quello dell’universo Rowlingiano.
Il macro genere epico-mitico è solo uno dei livelli narrativi nel quale due intrecci rendono la pellicola adatta ad un pubblico vasto: se da un lato infatti la storia è inscritta intorno al furto del fulmine di Zeus dall’ altra abbiamo la scoperta, le difficoltà e le debolezze di un giovane che scopre di non essere“normale”avendo poteri importanti derivanti dal fatto di esser figlio del dio dei mari Poseidone . In ultima analisi è da considerare un film riuscito ma senza alcuna pretesa: figlio dei tempi ed assolutamente carente di un significato profondo, la banalizzazione della sfera epica, mitica e culturalmente ne fa assolutamente da padrone. I simboli e i significati su cui tale mitologia si fondava risultano snaturati e piegati a logiche squisitamente commerciali. E’un film, dunque, per il sabato pomeriggio ma nulla più, si goda per la spettacolarità e per l’azione sufficientemente articolata ma non si ricerchino grandi temi o grandi strutture diegetico-narrative. Elemento da segnalare è l’ accompagnamento musicale: completamento e a volte vero e proprio commento delle situazioni sceniche. La musica è parte integrante e ben assortita del tutto risultando ben inserita nel l’universo contestuale del film. . Il suono dunque dal rumore, al dialogo, al commento risultano esser appositamente inserite nel rispetto del rapporto antecedente-conseguente.
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mercoledì 17 ottobre 2012
La rivolta di Atlante
Per chi pensava che la rubrica sui libri fosse stata subdolamente archiviata ecco la smentita ufficiale. In realtà in questo lasso di tempo ero occupato da una splendida trilogia che tra impegni vari e la lunghezza della stessa alla fine mi ha intrattenuto la bellezza di cinque mesi. Si tratta della Rivolta di Atlante dell'autrice d'origine russa Ayn Rand (al secolo Alisa Zinov'yevna Rosenbaum), le cui opere hanno gettato le basi di una vera e propria corrente di pensiero denominata Oggettivismo, un'inno al libero individualismo.
La storia non poteva dunque che cominciare in una New York che all'epoca della stesura (anni '50) era il simbolo per eccellenza dei successi del capitalismo. Nel mondo di Rand tuttavia l'America sembra aver imboccato la strada di un collettivismo talmente ossessionato nel voler garantire il benessere a chiunque da erodere progressivamente l'iniziativa individuale. Pochi sono veramente consapevoli della natura di questa decadenza, tra cui Dagny Taggart e Hank Rearden, due grandi figure dell'industria così dotate da brillare quasi di luce propria nell'oscurità di chi li circonda. E a fare da eco lontana nel vuoto della loro nobile solitudine un misterioso pirata e una domanda che riecheggia quasi insistente: chi è John Galt?
Ayn Rand descrive i suoi eroi con una passione capace di rapire immediatamente il lettore, facendo risaltare ancor di più queste figure quando le mette a confronto con una società che nella sua sfrenata volontà livellatrice ha prodotto soltanto mostruosità e ridicolo. Certo gli ideali di Rand non sono infallibili (la Rapture di BioShock è un brillante esempio di una realtà che al contrario impazzisce votandosi ad un'Oggettivismo all'ennesima potenza) e l'integrità morale dei suoi protagonisti può farli apparire quasi stereotipati. Il mio consiglio è che come in tutti i sistemi di pensiero bisogna cogliere l'insegnamento che possiamo considerare più valido: i nostri diritti non devono dare per scontato il ruolo che abbiamo nella società, il quale viene determinato soprattutto dal modo con cui disponiamo della nostra capacità e volontà. Semplicemente un capolavoro.
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mercoledì 26 settembre 2012
Curiosità, lo sapevate che...Frankenstein: or, the modern Prometheus
Frankenstein, o il moderno Prometeo (Frankenstein: or, the modern Prometheus), a volte semplicemente Frankenstein, è un romanzo scritto dall'inglese Mary Shelley fra il 1816 e il 1817, quando aveva soltanto 19 anni, pubblicato nel 1818 e rimodificato dall'autrice per una seconda edizione del 1831. È questo il romanzo che genera il nome del dottor Victor Frankenstein e il personaggio della creatura, spesso ricordata comemostro di Frankenstein, i quali a livello popolare sono erroneamente ricordati sotto lo stesso nome.
È probabilmente grazie alla figura del mostro, espressione della paura, al tempo diffusa, per lo sviluppo tecnologico, che il romanzo è divenuto immortale. Frankenstein è uno dei miti della letteratura proprio perché affonda le sue radici nelle paure umane. La "creatura" è l'esempio delsublime, del "diverso", che in quanto tale causa terrore.
Dalla pubblicazione del libro, il nome di Frankenstein è entrato nella cultura popolare in ambito letterario, cinematografico e televisivo. È inoltre spesso utilizzato, per estensione, come esempio negativo in quello bioetico, alludendo al fatto che il suddetto dottore compisse esperimenti illeciti o eticamente discutibili.
mercoledì 1 agosto 2012
Quando Tolkien incontrò Omero: i segreti del Signore degli Anelli
Come è notoriamente risaputo, molti studiosi sono d’accordo nel ritenere la Mitologia Norrea (o nordica) come unica vera fonte di ispirazione de Il Signore degli Anelli di Tolkien ma, ad una più attenta analisi, è indubbia anche una contaminazione tematica con uno dei più grandi scrittori di sempre: Omero.
E’ necessaria, quindi, una considerazione riguardo alla forma “epica” dell’opera Anelli che risulta essere una fusione e una sintesi tematica dei due maggiori poemi Omerici: L’Iliade e L’Odissea.
Tolkien crea una compendio nel quale il racconto delle gesta in guerra (l’Iliade) si mescoli con tutto ciò che le è distante o non immediatamente correlato (come nell’Odissea) e nel quale il tema dominante risulta la volontà di tornare a casa dopo un lungo ed estenuante viaggio. Come per Odisseo le radici sono la famiglia e la casa, così per Frodo la contea, e la speranza di tornarci un giorno, rappresentano tutta la sua forza e ciò che lo rasserena nei momenti di difficoltà. Il ricordo della patria alimenta in entrambi i personaggi la volontà di tornare. In questo viaggio, Odisseo e Frodo sono la manifestazione paradigmatica della sopportazione e della perseveranza, nella quale però il personaggio di Tolkien risulta diverso nella previdenza e nell’inventiva, dimostrandosi meno capace ma di pari volontà dell’eroe Omerico. (Notare tuttavia, nella foto tratta da un quadro del 1874 di William-Adolphe Bouguereau, l'inconfondibile somiglianza tra la guida di Omero e il Frodo cinematografico).
Le due opere però prendono strade diverse riguardano il concetto di aristia (il momento cioè in cui l’eroe dimostra tutto il suo valore): l’Odissea è una gigantesca aristia di un singolo (Odisseo) in diverse situazioni, Il Signore degli Anelli stravolge questo meccanismo e trasforma il viaggio in elemento “corale”, dove vengono configurate e descritte le azioni di molteplici personaggi (anche se effettivamente l’Iliade ci ha fornito uno schema molto simile ma che non riguarda la tematica del tragitto).
Frodo è dunque un anti-eroe che in realtà non combatte mai da solo, la figura di Sam è determinante alla riuscita della missione. Tolkien si pone nell’immaginario Fantasy moderno facendo affrontare all’Hobbit, da “uomo”comune, lo stesso mondo oscuro ed eccessivo dell’eroe Odisseo, nel quale, tuttavia, ambientazioni e personaggi sono certamente ispirati alla mitologia scandinava. Considerando questo aspetto, Tolkien risulta quindi più vicino alla nostra sensibilità staccandosi nettamente da quei modelli epici ed eroici di cui Omero aveva narrato le gesta. Dunque Frodo, come Ulisse nell’Odissea, vive in un mondo di esseri strani, che non appartengono alla religione e al mito, ma al folclore e alla favola.
C’è anche un altro elemento che induce al paragone tra le due opere: esattamente come nella concezione del poeta epico, Tolkien è sempre oggettivo ed impersonale, c’è inoltre nella narrazione, una commistione tra racconto e dramma. Ultimo aspetto da considerare riguarda la natura enciclopedica del collegamento tra i due autori: atteggiamenti, azioni, costumi, usi, tecniche e tradizioni sono stati riproposti da Tolkien e riadattati a sfondi e ambientazioni diverse, che ne ha fatto certamente dei modelli per autori a lui successivi, favorendo un’integrazione culturale che nasce incredibilmente ed indissolubilmente anche dalla letteratura greca.
“Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende, Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra, Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende, Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra, Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende”.
E’ necessaria, quindi, una considerazione riguardo alla forma “epica” dell’opera Anelli che risulta essere una fusione e una sintesi tematica dei due maggiori poemi Omerici: L’Iliade e L’Odissea.
Tolkien crea una compendio nel quale il racconto delle gesta in guerra (l’Iliade) si mescoli con tutto ciò che le è distante o non immediatamente correlato (come nell’Odissea) e nel quale il tema dominante risulta la volontà di tornare a casa dopo un lungo ed estenuante viaggio. Come per Odisseo le radici sono la famiglia e la casa, così per Frodo la contea, e la speranza di tornarci un giorno, rappresentano tutta la sua forza e ciò che lo rasserena nei momenti di difficoltà. Il ricordo della patria alimenta in entrambi i personaggi la volontà di tornare. In questo viaggio, Odisseo e Frodo sono la manifestazione paradigmatica della sopportazione e della perseveranza, nella quale però il personaggio di Tolkien risulta diverso nella previdenza e nell’inventiva, dimostrandosi meno capace ma di pari volontà dell’eroe Omerico. (Notare tuttavia, nella foto tratta da un quadro del 1874 di William-Adolphe Bouguereau, l'inconfondibile somiglianza tra la guida di Omero e il Frodo cinematografico).Frodo è dunque un anti-eroe che in realtà non combatte mai da solo, la figura di Sam è determinante alla riuscita della missione. Tolkien si pone nell’immaginario Fantasy moderno facendo affrontare all’Hobbit, da “uomo”comune, lo stesso mondo oscuro ed eccessivo dell’eroe Odisseo, nel quale, tuttavia, ambientazioni e personaggi sono certamente ispirati alla mitologia scandinava. Considerando questo aspetto, Tolkien risulta quindi più vicino alla nostra sensibilità staccandosi nettamente da quei modelli epici ed eroici di cui Omero aveva narrato le gesta. Dunque Frodo, come Ulisse nell’Odissea, vive in un mondo di esseri strani, che non appartengono alla religione e al mito, ma al folclore e alla favola.
C’è anche un altro elemento che induce al paragone tra le due opere: esattamente come nella concezione del poeta epico, Tolkien è sempre oggettivo ed impersonale, c’è inoltre nella narrazione, una commistione tra racconto e dramma. Ultimo aspetto da considerare riguarda la natura enciclopedica del collegamento tra i due autori: atteggiamenti, azioni, costumi, usi, tecniche e tradizioni sono stati riproposti da Tolkien e riadattati a sfondi e ambientazioni diverse, che ne ha fatto certamente dei modelli per autori a lui successivi, favorendo un’integrazione culturale che nasce incredibilmente ed indissolubilmente anche dalla letteratura greca.
“Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende, Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra, Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende, Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra, Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende”.
martedì 31 luglio 2012
Limes 4/12: La Spagna non è l'Uganda
Da prodigio a nuovo paria dell'Europa, la gloria della Spagna non è mai duratura come già cantava Juan del Encina nonostante l'avvicinarsi dell'apogeo di Carlo V. L'ultimo numero di Limes vuole fare il punto su Madrid, lasciando dunque il suo sguardo su un continente che nella crisi si sta giocando il futuro geo strategico. E anche per comprendere meglio le ragioni di questa ennesima decadenza iberica, dietro la quale non mancano comunque le possibilità di ripartire.
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venerdì 8 giugno 2012
Limes 3/12: La Francia senza Europa
Il terzo numero di Limes del 2012 uscito questa settimana è dedicato alla Francia. La scelta ovviamente non è casuale visto che l'elezione del socialista Hollande all'Eliseo ha ridato visibilità ad un paese da sempre ossessionato dalla grandeur, nella ricerca di un ruolo che lo distingua dalla massa amorfa che sia la Nato, l'Unione Europea e qualunque gruppo Parigi si trovi ad abitare. Ambizione a tratti smisurata ma, almeno nell'immaginario collettivo, dal volto buono (del resto Napoleone viene tendenzialmente ricordato come un geniale condottiero, mentre al di là del Reno al meglio sarebbero freddi e pragmatici, quando non esaltati e sanguinari). In attesa di capire che partita vorrà giocare Hollande nell'Europa in via di ricostruzione/distruzione, il volume prova ad analizzare le potenzialità di cui la Francia dispone tanto in ambito continentale che planetario. Una lettura per gli amanti della geopolitica che si annuncia invitante.
martedì 3 aprile 2012
Limes 2/12: A che serve la democrazia?
E' uscito da pochi giorni il nuovo numero di Limes, intitolato A che serve la democrazia?. Come si capisce dal titolo il tema principale sarà dedicato ad una questione fondamentale degli ultimi tempi: la democrazia è ancora capace di funzionare di fronte ad una crisi economica e una feroce competizione internazionale che ne stanno minando seriamente la credibilità? Oppure l'ascesa dell'economia sulla politica avutasi negli ultimi due o tre secoli di rivoluzioni ha raggiunto ormai un livello tale (come si vede nell'Ue) che la finanza si è trasformata in una nuova forma di assolutismo? Per comprendere meglio queste ed altre domande non resta che leggere il volume.
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venerdì 16 marzo 2012
L'isola del giorno prima
Ho finito L'isola del giorno prima di Umberto Eco, romanzo ambientato nel Seicento che racconta di Roberto della Grive, mandato in missione per indagare sul punto fijo, vale a dire l'antimeridiano di Greenwich che era oggetto di contesta tra gli emergenti imperi coloniali. Sfortunatamente per lui la nave su cui viaggia viene affondata da una tempesta e il disgraziato si ritroverà a vagare su una zattera di fortuna fino a quando non s'imbatterà in un'altra nave rimasta incagliata presso un'isola...
Questa è pressappoco l'inizio della storia da come l'ho ricostruita, poiché essa procede attraverso continue reminiscenze che il protagonista, la cui vicenda è raccontata come un diario ritrovato secoli più tardi, inizia ad avere dopo la fine del suo naufragio. E con la mente Roberto non va solo al passato, ma si diletta in riflessioni personali, visioni e molto altro in una non linearità che a tratti affascina per la straordinaria cultura che dimostra Eco, ma che nonostante l'altrettanta bravura nell'esposizione potrebbe stancare chi cerca nella lettura un momento d'evasione. Un libro senza dubbio di spessore, ma non per tutti.
venerdì 10 febbraio 2012
Limes 1/12: Protocollo Iran
Questa settimana è uscito il primo numero di Limes del 2012, intitolato "Protocollo Iran". Il paese infatti ha fatto parecchio parlare di sé negli ultimi tempi: dai sabotaggi alla crisi dello stretto di Hormuz, passando per il programma nucleare e l'imbarazzante alleanza con la traballante Siria di Assad. E per fare il punto anche sulla primavera araba che sta compiendo il suo primo anno e che ha ancora molti nodi da sciogliere.
lunedì 16 gennaio 2012
La montagna dell'anima
Dopo una lunga sessione di lettura ho concluso La montagna dell'anima dello scrittore cinese e premio Nobel, Gao Xingjian. Il nome dell'opera deriva dalla leggendaria montagna (Lingshan) che sta cercando uno dei due personaggi, "Tu", il quale con l'altro protagonista denominato "Io" forma in realtà la stessa persona, sebbene con due differenti prospettive.
Il personaggio di "Io" ad esempio ha un'impronta chiaramente autobiografica, poiché le vicende di questo scrittore alla scoperta dell'autenticità si possono ricollegare a quelle vissute effettivamente dallo stesso Gao nella maturità. La sua ricerca inoltre è più consapevole di quella del "Tu" diretto alla famosa Lingshan, la cui conoscenza con l'inquieta "Lei" turberà ancor di più il difficile percorso che ha iniziato.
In fondo sono contento di essermi gustato con calma un libro così affascinante. La ricerca di Lingshan è solo un pretesto per spaziare in lungo e in largo nella storia cinese, nei suoi paesaggi, nella sua gente e persino per addentrarsi in riflessioni filosofiche sull'essere o nella percezione pura e semplice. Ed è qui l'aspetto decisivo dell'opera: questa introspezione nell'individuo e lo svelamento delle sue incertezze o della tensione che ne può conseguire. Nulla di più sovversivo nella Cina appena uscita dal piatto conformismo della Rivoluzione Culturale. Un'opera gradevole che deve molto anche alla delicatezza e all'estrema ricchezza del suo stile.
martedì 6 dicembre 2011
Limes 6/11: Alla guerra dell'euro
Il primo post ufficiale della Tana lo dedico al nuovo numero in uscita oggi di Limes, l'ultimo del 2011, dedicato alla crisi dell'Euro di cui si parla tanto in queste settimane. Una moneta creata inizialmente per imbrigliare la resurrezione della Germania, ma che adesso tradisce l'assenza di una struttura solida che le consenta di reggere il peso delle economie che le stanno dietro. Un momento cruciale per il nostro continente e una lettura senza dubbio interessante per avere le idee più chiare e meno qualunquiste sulla faccenda.
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