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martedì 2 aprile 2013

Il mondo ogni settimana - Numero quattordici

Dopo la consueta pausa pasquale (che prevede ovviamente un recupero fino a Pasquetta) ritorna l'appuntamento settimanale degli Esteri della Tana con protagonisti questa settimana Nordcorea, Cipro e Sudafrica.
Continua il gioco al rialzo di Kim Jong-Un arrivato veramente ai ferri corti con i vicini meridionali nella speranza di guadagnare qualcosa da quello che è a tutti gli effetti un disperato (sperando ovviamente che non vada fuori controllo) ricatto alla comunità internazionale.
Si placa per il momento la situazione a Cipro dopo che il governo ha rimaneggiato l'entità dei prelievi forzosi e la tanto attesa riapertura delle banche. L'esito della crisi cipriota ha dato finora una parziale vittoria all'Ue e qualche mal di testa ai russi.
Il Sudafrica tiene invece il fiato sospeso per lo stato di salute del suo vecchio leader Mandela, simbolo di un'unità che pare mancare nell'African National Congress guidato dal successore Zuma impegnato comunque a consolidare i rapporti tra Pretoria e gli altri Paesi emergenti. Buona lettura ;)

domenica 24 marzo 2013

Il mondo ogni settimana - Numero tredici

Questa settimana degli Esteri della Tana si concentra sul Mediterraneo orientale, con protagonisti la piccola Cipro, la Turchia e il Libano. 
Come ho già scritto qualche giorno, la gestione della crisi cipriota è una posta che sorpassa la sopravvivenza della moneta unica, inserendosi nella più ampia competizione energetica tra Europa e Russia. 
La Turchia vive da parte sua una fase di distensione tanto interna con i curdi del Pkk che esterna, in particolare con Israele, il cui governo sembra aver finalmente chiesto scusa per l'incidente della Mavi Marmara. 
Infine abbiamo il Libano in preda ad una crisi di governo che non potrebbe accadere in un momento peggiore, avendo il Paese dei cedri una tremenda guerra civile alle porte con un forte rischio contagio. Buona lettura ;)

sabato 9 febbraio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero sette

Rieccoci con l'appuntamento settimanale degli Esteri. Questa settimana i protagonisti della Tana sono la Tunisia, Cina e la Turchia. Con l'assassinio del leader laico tunisino Chokri Belaid la crisi delle primavere si estende dunque dall'Egitto alla Tunisia, dove il premier Jebali si trova assediato sia dagli oppositori che dai suoi stessi alleati di governo. 
In Cina abbiamo la presunta rivoluzione del sindacato introdotto dalla Foxconn dopo gli scandali delle sue fabbriche cinesi, mentre che in Tibet continua una repressione che mette in dubbio sulla genuinità di questa riforma. Chiudiamo con la Turchia che pare allontanarsi dal cammino europeo e guardare molto più alle sue radici islamiche. Buona lettura ;)

sabato 19 gennaio 2013

Il mondo ogni settimana - Numero quattro

Eccoci con il consueto appuntamento settimanale delle notizie dal mondo. I protagonisti che la Tana ha scelto in questa settimana sono innanzitutto l'Algeria per lo spettacolare quanto controverso sequestro in un impianto energetico che funge da esplicita rappresaglia per l'intervento occidentale nel Mali.
Seguono gli Stati Uniti che dopo la serie di stragi e assalti in varie città del paese sembrano determinati ad applicare un controllo molto più severo delle armi.
Torna infine il Pakistan che vede un aumento dell'incertezza politica per l'ordine d'arresto del premier Ashraf. Buona lettura :)

venerdì 24 febbraio 2012

Felice Losar, Tibet. Anzi no.


Da pochi giorni in Tibet si sta festeggiando il Losar, ossia il Capodanno tibetano che ha la durata di ben due settimane. La festa, celebrata anche da alcune comunità nepalesi e in Bhutan, è un'esplosione di decorazioni, danze e un insieme di prelibatezze preparate apposta per l'occasione come alcuni dolcetti con un oggetto nascosto all'interno che determina il carattere della persona che lo riceve. Un momento gioioso insomma, se non fosse per la dura politica di assimilazione che continua a praticare il governo pechinese.
Si vocifera che solo all'inizio di questo mese alcuni monaci buddisti si siano dati fuoco nella vicina regione del Sichuan per protestare contro una morsa che sta diventando sempre più soffocante. La regione è infatti presidiata in modo costante da forze militari e paramilitari allo scopo di renderla impermeabile a sguardi indiscreti. Guai a trapelare che la multiculturale Repubblica Popolare sta attuando un "armonizzazione" fatta di massicce immigrazioni di origine han, propaganda e controllo che stanno praticamente smantellando la cultura locale.
Per fare un esempio si può raccontare dell'ultimo Capodanno cinese, che a volte si sovrappone allo stesso Losar, ma che in Tibet è vissuto come una tradizione imposta dall'esterno. Tuttavia quello che il popolo non accetta viene difeso con i denti da un governo che non esita a sparare sugli scontenti. Altro copione con il Capodanno tibetano che non è stato segnato solo dai monaci auto-immolatesi, ma ha visto centinaia di pellegrini arrestati e inviati in campi di rieducazione per aver pensato (tra l'altro con il permesso governativo) di raggiungere il Bihar indiano a seguire direttamente gli insegnamenti del Dalai Lama. Il quale è ormai sull'orlo del ritiro e per la sua patria ha addirittura rinunciato da tempo alla causa indipendentista in cambio di una più "moderata" autonomia. Ma Pechino prosegue ugualmente nel proprio delitto silenzioso, in vista anche di un marzo denso di tragiche ricorrenze per il popolo tibetano che si annuncia a dir poco infuocato.